17 maggio 2008

progettare per creare



artedelrestauro.it
è il primo blog italiano che si occupa di restauro

il suo autore è carlo ferrari
che ho avuto il piacere di conoscere
seguendo un corso di philp holt

sono bastate poche parole per fare amicizia
e scoprire che anche lui utilizza le mappe mentali

non solo per progettare il blog



ma anche il corso di restauro 10 passi.com



chiaccherando abbiamo scoperto
che le nostre storie sono simili
una passione che si trasforma in un lavoro

entrambi abbiamo scelto la bottega artigianale
con i suoi tempi lenti, densi di riflessione
per riportare a nuova vita mobili preziosi
o dare colore e movimento a un pensiero

carlo si racconta qui



p.s.
piccolo indovinello
qual è l'etimologia della parola vernice ?

;)

15 maggio 2008

incontro

questa sera parteciperò ad un'iniziativa organizzata
da ManagerZen per ALITUR
l'associazione laureati in ingegneria di tor vergata, roma

parlerò delle mappe mentali:
cosa sono? a cosa servono?

11 maggio 2008

da amsterdam una nuova mind mapper



dopo paul foreman ecco josephine moons, alias miss moon
e il suo particolare stile per creare mappe mentali

questa la sua mappa di presentazione

le nuove forme del testo


da non perdere il post dell'11 maggio di luisa carrada
vera cool hunter della rete!

02 maggio 2008

una mappa mentale collettiva

i cafè che si svolgono presso lo spazio dell'anima di roma
offrono momenti di riflessione, condivisione
e partecipazione attiva su temi
ogni volta diversi e stimolanti

ad aprile abbiamo iniziato un "viaggio radiale”
intorno alla parola felicità




prima tappa_9 aprile

miryam ha dato inzio al cafè leggendo
l’introduzione del libro le vie della felicità di richard schoch

"La storia della felicità è una storia infelice. Più di duemila anni fa, quando per primi gli antichi greci riflettevano su cosa fosse il Bene, la felicità era una virtù civica che richeideva di essere coltivata nell'arco di uan vita intera. Oggi è alla portata di tutti: ingoia una pillola e sarai felice; pratica lo yoga, e raggiungerai la beatitudine, assumi un life coach, e ritroverai la tua autostima. Abbiamo perso i legami con le tradizioni più ricche e antiche sulla felicità, così come non siamo più in grado di comprendere la natura morale di queste tradizioni. Ciechi di fronte alla saggezza del passato, neghiamo a noi stessi la possibilità di trovare una felicità che abbia un qualche significato. Ci siamo accontentati di una felicità più fragile: raggiungere il piacere ed evitare dolore e sofferenza." Richard Schoch

la conversazione ha vuto inzio con le domande
Che cos'è la felicità? Una sensazione? Una condizione? Si coglie in un attimo o è permanente? E' individuale o collettiva? Cosa mi rende felice? Quando sono stata felice?

questa è la mappa mentale che ho disegnato
durante la serata



quando prendo appunti con una mappa
cerco di scrivere la parola centrale
con enfasi, utilizzando almeno 3 colori

a volte, per la fretta, non riesco
a fare un disegno che esprima il concetto
per questo trasformo la parola in immagine
così come facevano i futuristi ;)

in questo caso ho scritto la parola felicità
con una grande F maiuscola
squadrata , “robusta”, di color blù
per simboleggiare la mia razionalità, la parte conscia
il mio vivere sulla terra con profonde “radici”



il resto della parola, invece, l’ho scritto
con un tratto flessuoso e morbido di color rosso
per richiamare la mia parte emotiva, la parte inconscia

due tratti, due colori diversi perché
la felicità nasce dalla piena accettazione di me stessa:
solo conoscendomi posso raggiungere
quello che i greci chiamavano eu-daimonia


23 aprile_seconda tappa


caterina ha proposto un articolo pubblicato sull’Espresso n. di aprile
La dea felicità. Ossessiona filosofi, politici, economisti.
Tutti impegnati nella ricerca di una formula
che la renda all’infinito e disponibile.
Ma quanto ne abbiamo veramente bisogno?

di maria grazia meda

in particolare ci siamo concentrati
sull’articolo di umberto galimberti



a questo punto la mappa mentale
da individuale si è trasformata in collettiva
dal foglio A4 sono passata al formato poster
e seguendo lo svolgimento della conversazione
ho disegnato nuovi rami per le parole-chiave



è stato molto utile tracciare passo dopo passo
i percorsi delle nostre riflessioni

ciascuno di noi ha avuto la possibilità
di concludere il proprio intervento con delle parole-chiave
e indicare su quale ramo della mappa
dovevano essere scritte creando dei collegamenti
con altre parole “vicine” o “lontane”

un bel momento è stato quando caterina
si è avvicinata alla mappa
e con naturalezza ha scritto la sua parola
proponendo di modificare alcuni particolari del disegno
dalla porta della consapevolezza la felicità esce e/o entra



scrive galimberti...
(…) La felicità, questa condizione esistenziale a cui ciascuno ambisce è accessibile a tutti a prescindere dalla ricchezza, dalla condizione sociale, dalle capacità intellettuali, dalle condizioni di salute.
Non dipende dal piacere, dal benessere fisico, dall’amore, dalla considerazione dall’ammirazione altrui, ma esclusivamente dalla piena accettazione di sé, che Nietzsche ha sintetizzato nell’aforisma “ Diventa ciò che sei” (…)


angelo, invece, ha suggerito di disegnare
lungo il sentiero che conduce alla felicità
un albero con profonde radici
e con una folta chioma, simbolo di un’espansione,
che a volte ha bisogno però anche di una potatura



scrive galimberti...

(…) Se l’infelicità è il risultato di un desiderio lanciato al di là delle nostre possibilità, non ho alcuna difficoltà a dire che chi è infelice deve cercare in se stesso la causa della sua infelicità, per aver improvvidamente coltivato un desiderio infinito e incompatibile con i tratti della sua personalità, che non si è mai dato la briga di conoscere.(…)


questa è la mappa al termine della serata
che abbiamo realizzato insieme



l’utilizzo della tecnica delle mappe mentali
per rappresentare le riflessioni sul tema della serata
è stato molto apprezzato

è bastata una breve introduzione
per delineare le regole base del mapping
perché tutti potessero con naturalezza
partecipare attivamente alla creazione della mappa

la mappa collettiva è stata utile
perché ci ha permesso di mantenere alta la concentrazione
ed evitare di divagare prendendo “altre strade”

è stata sempre il nostro punto di riferimento
e vederla crescere sotto gli occhi
ha emozionato un po’ tutti

ormai siamo assuefatti dalle slide di power point
che sfrecciano veloci una dopo l’altra
e lasciano poco spazio alle emozioni
e all’irripetibilità del gesto creativo

tutti si sono incuriositi a vedere
i miei pennarelli colorati sparsi qua e là
e mentre li prendevo in mano per scrivere
mi sembrava quasi di poter toccare un’idea!



rappresentando i pensieri in modo radiale
il confronto è stato più ricco e vivace
e ha dato vita ad una vero pensiero complesso
che si può guardare e toccare!

la prossima tappa del viaggio radiale intorno alla felicità
sarà mercoledì 7 maggio alle 20, 30



chi vuole ripartire con noi ?

30 aprile 2008

la sfida della complessità

cervello + conoscenza = complessità

il filosofo francese edgar morin
è colui che, più di ogni altro, ha messo in luce
il tessuto complexus dei saperi



il giornale La Repubblica del 25 aprile
pubblica una sua intervista la sfida della complessità

come ho raccontato al convegno di donna è web
la mia identità di mind mapper
ha le radici nella teoria della complessità

per questo negli ultmi mesi seguo con interesse
ComplessaMente il blog di luca comello
co-autore del libro viaggio nella complessità
perchè trovo il suo approccio fresco ed immediato



apprezzo il suo stile nel divulgare con passione
concetti, complessi ed affascinanti, in diversi modi:
alla radio, con video, in second life...

ultimamente ha parlato della "compresenza"
citando il film forrest gump
con la sua meravigliosa colonna sonora



Non so se ognuno di noi abbia un destino, o se siamo trasportati come fuscelli dalla corrente. Ma io credo che forse è tutte e due le cose. Forse succedono tutte e due allo stesso tempo.


poi ha introdotto il "pensiero sistemico"
con una scena del film l'attimo fuggente



in questi mesi ha instaurato un dialogo con i suoi lettori
e questo è per me un segnale importante
non scrive solo per se stesso!

il suo stile mi piace e seguire il suo blog
è come fare un viaggio in compagnia
per questo l'ho inserito tra i miei preferiti :)


p.s.
il 9 maggio luca presenterà il libro a udine
e avrà occasione di mostrare anche la mia mappa!

28 aprile 2008

prendiamo un aperitivo ?

a proposito di cervello e conoscenza
segnalo l'iniziativa del Centro Interdipartimentale Mente Cervello
dell’Università degli Studi di Trento – Rovereto





Quattro aperitivi neuroscientifici”, quattro incontri aperti al pubblico nel corso dei quali i presenti potranno liberamente conversare con un esperto sui temi più attuali delle neuroscienze. Lo scopo è quello di intrattenere, divertire, informare e di creare un dibattito, per rendere la scienza sempre più comprensibile e quindi sempre più vicina alla società.

questi i temi degli incontri
- Intelligenza e pensiero: viaggio nella complessità della mente animale
- I mutevoli confini del corpo
- Occhi che pensano, cervelli che guardano
- Il Senso Comune: che cos’è? Come lo acquisiamo? Perché i computer non ce l’hanno?


penso che l'attività di divulgazione sia fondamentale
perchè tutti abbiano la possibilità
di allargare i propri orizzonti !


Nella vita non c'è nulla da temere, solo da capire !


peccato che rovereto sia un pò distante
ma cercando in rete ho scoperto che esiste
un coordinamento dei caffè-scienza italiani
per sapere dove andare a prendere
un'apertivo...intelligente ;)

27 aprile 2008

il cervello diventa digitale



più volte ho raccontato come
applicando la tecnica delle mappe mentali
abbia cominciato a conoscere meglio me stessa
le funzioni del cervello, le modalità di apprendimento...

per questo sono sempre molto attratta
dalle neuroscienze e dai progressi scientifici

ieri mia sorella francesca, mentre i pargoli dormivano,
ha avuto il tempo di mandarmi un link interessante
all'articolo di Remuzzi Giuseppe
pubblicato sul Corriere della Sera del 19 aprile

Il nostro cervello diventa digitale
Così la tecnologia sta cambiando le attitudini alla lettura e al linguaggio.
La parola è naturale, leggere è una conquista, ma l'attività cerebrale si trasforma a causa di internet, e-mail e sms


in particolare viene fatta questa distinzione


il cervello che parla


150 mila anni fa l'homo sapiens
iniziò a comunicare con i suoi simili
attraverso la parola

il cervello che legge

circa 6 mila anni fa
con le prime scritture cuneiformi
il cervello umano ha acquisito
la capacità di leggere


il cervello digitale


a partire da 20 anni fa
lo sviluppo tecnologico (computer, cellulari, ecc)
spinge l'uomo a nuove forme di comunicazione:
nasce il cervello digitale


con il tempo, quindi, stiamo usando il nostro cervello
in modo diverso perchè ci sono nuove sollecitazioni
e le sfide che il mondo oggi ci presenta
vanno affrontate con un nuovo modo di pensare

un'altra lettura interessante la trovo
nel blog vita digitale di federico cella

nel post homo sapiens 2.0 federico pubblica
un intervento di paolo ferri
docente di Teoria e tecnica dei nuovi media
all'università Bicocca di Milano

Dal 1996 in Italia si sta affermando una nuova versione 2.0 dell’Homo sapiens, si tratta dei nativi digitali, sono tutti i bambini che sono nati dopo la diffusione di Internet (dicembre 1995, gennaio 1996, primi browser commerciali). I nativi digitali sono diversi da noi figli di Gutenberg (...)

paolo ferri propone questa distinzione

Digital Immigrants
- Codice alfabetico
- Apprendimento lineare
- Stile comunicativo uno a molti
- Apprendimento per assorbimento
- Internalizzazione riflessione
- Autorità del testo
- Primo leggere


Digital native:

- Codice digitale
- Apprendimento multitasking
- Condividere e creare la conoscenza
- Apprendere ricercando, giocando, esplorando
- Esternalizzazione dell'apprendimento
- Comunicazione versus riflessione
- No autorità del testo, multicodicalità
- Connettersi, navigare ed esplorare


trovo queste letture interessanti
perchè mi rendono consapevole
di come il mio cervello stia evolvendo

oggi posso disporre di 3 diverse capacità cerebrali
e utilizzare la tecnica delle mappa mentali
può essere uno dei tanti modi per vivere
il mio cervello "digitale" !

26 aprile 2008

il sommario cambia look # 2

dopo la rivista di moda velvet
mia sorella francesca segnala che
anche nelle pagine gialle - formato cartaceo 2008/2009 -
hanno cercato di dare alle informazioni
un pò di "movimento circolare"



e il vostro sommario... è ancora lineare?
presto, cambiategli il look!

;)

21 aprile 2008

connections map

marco fossati, autore del blog creative classics
propone strumenti utili e pratici
per "vedere" nuove connessioni tra le parole chiave di un brief
e trovare tante, tante, tante idee !!



mi sembra un ottimo modo
per applicare l'energia del pensiero radiale
utilizzando la struttura radiale di una mappa mentale
e dare vita ad un processo generativo

grazie marco! :)

20 aprile 2008

cervello & lentezza

oggi ho letto due articoli pubblicati
nell'inserto La Domenica di Repubblica
nei quali ho trovato spunti interessanti per riflettere

Rita Levi Montalcini
tra due giorni festeggerà i suoi 99 anni nell'Istituto che ha fondato e che studia i segreti del cervello. Oggi si guarda indietro e prova a tirare le somme di una straordinaria vita controvento.



Non sono stanca, continuo a cercare

(...) La mia intelligenza è mediocre, e il mio impegno è più che mediocre. Credo di avere solo due qualità: l'intuito e la capacità di vedere un problema nella sua globalità.(...)

(...) Sola. Devo alla solitudine anche il Nobel. Sono giunta alla scoperta sull'Nfg perchè ero l'unica a lavorare in quello specifico campo della neurologia. Ero sola in una giungla e non conoscevo nulla o quasi. Sapere troppo, spesso, ostacola i nostri saperi(...)



Mauro Corona
, friulano, classe 1950, divide la sua vita tra la famiglia, la montagna, la scrittura e il lavoro di scultore.



Che succede se si stacca di colpo la spina dell'energia fossile, se petrolio e gas smettono di alimentare il nostro "progresso"? Un'ipotesi radicale che uno "scrittore di montagna" ha deciso di prendere sul serio, per immaginare e raccontare come un pianeta decimato possa però, attraverso la riscoperta dei saperi perduti, ritrovare la strada della speranza.

(...) In questo disastro mondiale, in questa situazione limite, i sopravvissuti, spazzini e re, miliardari e miserabili, giusti ed empi, intelligenti e coglioni, s'accorgono di aver recuperato una cosa che non esisteva più, una cosa che appartenuta forse ai loro trisavoli: la lentezza.(...)

(...) Giorno dopo giorno, s'accorgono che vivere è come scolpire, bisogna tirar via, togliere per vedere. Occorre non avere per apprezzare quando arriva qualcosa.(...)

17 aprile 2008

il tempo torna circolare

grazie alla segnalazione di silvia
ho scoperto l'agenda radiale !!



Nell’infinita battaglia per riuscire ad organizzare le mie giornate sono passato attraverso agende e agendine, Moleskine, calendari da tavolo e da parete, sincronizzazioni varie tra Macbook, cellulare ed iPod ma non sono ancora riuscito a trovare un metodo davvero efficace e soprattutto elastico che mi consenta di giocare creativamente con il tempo e con impegni da assolvere spesso contemporaneamente.

Il Chronotebook, progetto selezionato durante l’ultimo Muji Award, probabilmente non sarà la soluzione a tutti i miei problemi ma sicuramente è un modo nuovo ed efficace per organizzare il proprio tempo grazie ad un’idea semplicissima ma efficace.



Su ogni pagina di questa particolarissima e minimale agenda - che speriamo venga presto prodotta dal brand giapponese - sono infatti stampati due cerchi che rappresentano i quadranti di un orologio analogico. Le pagine di sinistra sono per le prime dodici ore della giornata (AM). Quelle di destra rappresentano le altre dodici ore (PM).
Basta tirare una linea, come vedete nelle immagini che seguono, e l’appuntamente è bello e segnato. Avete due cose da fare contemporaneamente? Proseguite con la linea e scrivete anche quello.

Dimenticate la rigidità di linee, quadretti e tabelle. Entrate nel mondo della flessibilità (dopotutto per fare un cerchio basta flettere una linea retta, no?).




l'agenda non è ancora in produzione
ma basta prendere un semplice foglio bianco
per incominciare a mappare il tempo !

via frizzifrizzi.it

16 aprile 2008

mind mapping & business

nei post precedenti ho parlato del mind mapping
come uno dei modi possibili per ritrovare
la propria creatività e un'armonia con se stessi

rallentare il treno dei propri pensieri
trasformare il loro andamento da lineare a radiale
può essere anche utile per dare vita a progetti innovativi
molto concreti e utili per la collettività

per realizzare questi progetti si utilizzano
le mappe in formato digitale perchè permettono
una maggiore condivisione e flessibilità

scoprite cosa ha realizzato Stephen Feber



per saperne di più
How you can Grow your Business using Mind Mapping
By Gideon King