10 aprile 2013

mappe mentali in azienda

la scorsa settimana sono stata a firenze 
e ho svolto un laboratorio per Register.it 










appena entrata sono stata avvolta da un fascio di colori vivaci
che mi hanno messo subito tanta allegria e ho pensato:
questo è proprio il posto giusto per le mappe mentali !



la conferma mi è poi arrivata conoscendo i partecipanti
del laboratorio che con curiosità e attenzione
hanno saputo cogliere subito l'utilità del metodo
calandolo nel proprio contesto lavorativo

quando si deve lanciare sul mercato un nuovo prodotto
la mappa mentale diventa uno strumento di comunicazione
che facilita il flusso d’informazioni tra team diversi

la creazione di un linguaggio comune, la condivisione
di idee e le connessioni tracciate sulla mappa
indicano la strada da percorrere insieme
verso il raggiungimento dell'obiettivo finale

pur trovandoci in un'azienda altamente tecnologica
l'ampio tavolo da lavoro ha ospitato fogli e pennarelli colorati
















siamo stati tutti concordi nel ritenere che il processo creativo
ha bisogno di una fase preliminare in cui il pensiero
è libero di fluire nel modo più naturale sul foglio di carta




al termine della giornata alle mappe su carta si sono aggiunte
quelle digitali che hanno reso possibile lo sviluppo del confronto
sul progetto da sviluppare con l'individuazione
di nuove parole chiave e connessioni tra un ramo e l'altro


ringrazio silvia mazzanti, lorenzo marello e fabiana canale
per aver reso possibile questo laboratorio
e spero di avere presto notizie dei loro progressi
come mind mapper designer del pensiero !

:)



20 marzo 2013

mappe mentali all'università



Domani laboratorio di mappe mentali con gli studenti
del Master in Marketing e Management organizzato
dal Dipartimento di Economia e Impresa
dell'Università di Catania

*** aggiornamento 25 marzo ***




















E' stato un vero piacere conoscere una realtà universitaria
in cui viene dato spazio alla creatività nella convinzione
che sia la giusta strada da percorrere per essere innovativi
















sono sicura che il metodo delle mappe mentali
potrà migliorare le capacità di apprendimento
e comunicazione degli studenti
















per questo ringrazio il prof. marco galvagno
che ha reso possibile il laboratorio
e tutti gli studenti per la calorosa accoglienza
e l'attiva partecipazione



:)

17 marzo 2013

mappe mentali in giro per il mondo



il mese scorso ho svolto il laboratorio di mappe mentali 
per gli studenti del nuovo Master in Comunicazione, 
management e strategie digitali dell'Università Sapienza

devo dire che ogni anno che passa trovo una risposta
sempre più entusiasta da parte degli studenti desiderosi
di migliorare il proprio metodo di studio 

quest'anno poi la classe era particolarmente interessante 
perché c'erano studentesse provenienti da paesi stranieri
(argentina, colombia, palestina e russia) che hanno subito
trovato le mappe mentali utili per migliorare 
la propria conoscenza della lingua italiana 

durante le esercitazioni è risultato evidente che 
attraverso la rappresentazione del pensiero
con parole chiave e immagini il confronto
poteva avvenire in modo più fluido e costruttivo
così come è accaduto tra ellen e vittoria






 anche nel momento di condivisione del lavoro svolto
la mappa ha facilitato il confronto e a poco a poco
i rami si sono arricchiti di nuove parole chiave


















questo laboratorio è stato particolarmente "internazionale"
anche perchè abbiamo ricevuto un gentile omaggio dal venezuela
da parte di julio castillo che, avendo visto alcune foto
del laboratorio sulla mia bacheca di facebook,
ci ha regalato una mappa mentale dedicata all'italia !



a questo punto non potevamo che ringraziarlo
con una bella foto di gruppo :)



e per finire la mappa della lezione è stata tradotta
in russo, spagnolo e tra un pò arriverà
anche la versione in arabo !

 

Современный коммуницирующий человек живет в параметрическом пространстве, он движется различными путями, пишет в стиле интернет публикаций, делает заметки в виде ассоциативных карт на горизонтальной поверхности своего ноутбука. Ассоциативные карты имеют бесчисленное количество вариантов использования в профессиональной сфере, но они также способны помочь в повседневной жизни: организации наших желаний, мыслей и действий. В целом, они могут помочь не упустить из вида важные моменты нашей жизни перегруженной неизбежностью Экономики Сознания. В этой статье мы ставим акцент на связи между «ассоциативной картой и обучением» и ведем речь о том, какой путь проделали Университет Рима «Сапьенца» и Университет Кордобы, объединив научную страсть и опыт в совместном проекте изучения и исследований.


El comunicador del siglo XXI vive en una ciudad paramétrica, viaja a lo largo de caminos creativos, escribe mediante notas de usuario y toma anotaciones a través de un mapa mental en un cuaderno horizontal. Los mapas mentales tienen un uso infinito en el campo profesional, pero sirven también para organizar nuestra vida cotidiana en tanto están armados por pensamientos y acciones. En resumen, para no perder control de los aspectos importantes de nuestra existencia, sobrecargados por la inminencia de la Economía de la Conciencia. En este artículo nos focalizamos en la relación entre “el mapa mental y el aprendizaje” y narramos el camino que la Universidad La Sapienza de Roma y la Universidad de Cordoba recorrieron para unir la pasión y la experiencia en un proyecto común de aprendizaje e investigación profunda.

è proprio il caso di dire: we are open!

:)

11 marzo 2013

saper imparare #4


luisa di basilio, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento

La prima volta che ho sentito parlare di Mappe Mentali è stato durante la lezione di Roberta. All'inizio ero scettica sul loro uso anche se curiosa di conoscerle. Ovviamente dopo mi sono ricreduta ed oggi le utilizzo quasi sempre per prendere appunti e mi è capitato di impiegarle anche per organizzare giornate abbastanza caotiche e piene di cose da fare.

Le mappe mentali mi aiutano a sviluppare un’idea completa dell’argomento in una sola pagina, pur non tralasciando nessun elemento del tema di cui si parla. Inoltre sono utilissime per memorizzare al meglio i concetti, sia perché individuo dal contesto generale solo le parole chiave, sia perché mi permettono di compiere un piccolo sforzo creativo, dovendo trovare connessioni e magari sintetizzare il tutto con piccoli disegni. Ad essere sincera all'inizio ho avuto qualche difficoltà nel gestire la parte sinistra del foglio e a gestire tutti gli spazi, ma credo siano problemi dovuti solo all’inesperienza.

L’uso che mi propongo di descrivere in queste poche righe è quello che ne ho fatto durante un’esercitazione di gruppo durante il Master: l’obiettivo del nostro lavoro era quello di ipotizzare una campagna transmediale per diverse attività di una ASL.

Le campagne di comunicazione transmediali sono “storie” con più porte di accesso, nel senso che vengono narrate più storie in diversi contesti di comunicazione, all’interno di un quadro preciso che gli utenti devono ricostruire. In una campagna/produzione transmediale, i vari elementi delle vicende sono dispersi su diverse piattaforme media, le quali donano ciascuna il proprio contributo più o meno interattivo alla vicenda generale.

Il nostro obiettivo era promuovere quattro diverse aree: 1. Gli orari, i luoghi ed i servizi della ASL 2. Il vaccino antinfluenzale 3. Le attività del Consultorio 4. Una campagna Antifumo.

La prima idea del mio gruppo di lavoro era quella di progettare dei micro-spot attinenti queste quattro aree, ma non riuscivamo a dare alla nostra attività un filo logico, tutto risultava abbastanza caotico e scollegato: in questo momento sono intervenute le mappe mentali.

La prima mappa mentale che ho disegnato è stata questa:

   

All'inizio ci siamo focalizzate sui protagonisti, poi sullo stile da dare a ciascuno spot e infine abbiamo individuato gli strumenti comunicativi che sarebbero stati utilizzati all’interno dello Spot. Questa prima mappa ci ha permesso di iniziare il nostro lavoro e produrre idee più coerenti al fine di realizzare quanto ci veniva richiesto.

Di fatto mancavano ancora tanti altri elementi da aggiungere: gli obiettivi di comunicazione, lo svolgimento degli spot e gli altri strumenti di comunicazione che sarebbero stati impiegati all’interno di ciascuna campagna. Quindi ho realizzato una seconda mappa che comprendesse questi elementi

  

Quest’ultima mappa mentale ci ha permesso di avere un’idea di insieme completa per progettare facilmente la presentazione in powerpoint che ci era stata richiesta.

Personalmente, finora ho sempre utilizzato le mappe disegnate a mano (come si può notare dalle due immagini che ho inserito), perché sono più “MIE” e mi permettono di illustrare qualsiasi concetto con facilità (a differenza dei software che hanno una galleria di immagini molto limitata).

Per concludere le mappe mentali sono state una scoperta importante e credo che se le avessi conosciute prima mi avrebbero permesso un percorso di studio, sicuramente più agevole.

Luisa Di Basilio

04 marzo 2013

ripensare la scrittura



Isia Urbino. Conferenza e incontro con Antonio Perri, a cura di Leonardo Romei. Conferenza: mercoledì 6 marzo, ore 14:30, aperta a tutti, in Aula Magna. Incontro: giovedì 7 marzo, ore 9:00, riservato gli studenti del 2° anno Triennio in Progettazione Grafica e Comunicazione Visiva.

Quattro tesi sulla scrittura. Un approccio integrato tra sintassi, entassi e sinsemia 

L’analisi tradizionale della scrittura, viziata da un pregiudizio alfabetocentrico ormai inveterato, ne ha spesso oscurato le virtualità semiotiche di notazione grafica in linea di principio indipendente dalla linearità del parlato.

L’intervento sviluppa quattro tesi, tra loro logicamente connesse, che inducono a ripensare la scrittura (come in ambito semiolinguistico ha efficacemente fatto Roy Harris) alla luce di una prospettiva antropologica che vede nell’onnipresente creazione di artefatti grafico-visivi sinsemici o non-lineari delle più varie culture umane il punto di partenza per un’analisi in chiave progettuale.

Come vedremo illustrando una serie di casi esemplari la significazione grafico-visuale, al di là (e al di fuori) di ogni dicotomia netta tra immagine-figura e linguaggio-parola (scriveva Daniele Turchi: parole o figure, è sempre scrittura) si rivela progettata attraverso working signs (and texts).

Segni e testi sono, cioè, anzitutto ‘prodotto di un’azione’ (participants create its symbolism as they go, sempre citando Harris) e al tempo stesso ‘agiscono’ creando il proprio contesto interpretativo: sviluppano una propria struttura notazionale, un (provvisorio e sempre peculiare) rapporto con il discorso orale, un’efficienza comunicativa spesso non correttamente valutata sulla base di criteri astratti o falsamente scientifici – come dimostrano i sin troppo frequenti fraintendimenti e falsi miti che scienze umane e neuroscienze del nuovo millennio vanno ancora diffondendo sulla scrittura cinese.

via isiaurbino

25 febbraio 2013

saper imparare #3


elena guerra, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento

La tecnica del mind mapping è entrata prepotentemente, come una forza positiva, nella mia vita. Una nuova scoperta che mi ha permesso di riorganizzare i miei contenuti in schemi mentali radiali. Dal primo incontro conoscitivo con la tecnica, durante il Master Publi.com8, la curiosità e la volontà di applicarla al meglio anche in ambiti “non convenzionali” hanno aperto la strada al mio processo creativo.

Fino a quel momento avevo tentato di applicare tecniche assai bizzarre e poco programmate per sviluppare contenuti in contesti spaziali chiari ed efficaci. Nella mia mente i contenuti erano gestiti su un piano mentale verticale che materializzavo con le classiche “TO DO List” oppure con fantomatici diagrammi di flusso che però non permettevano un’ottimale rappresentazione di contenuti che spesso sono troppo dinamici per poter essere schematizzati in una lista e poco si addicono alle dinamiche lavorative di organizzazione di Eventi a cui ho preso parte.

"To Do List", il mio modello lineare
















Forte della mia propensione al ragionamento per immagini, colori ed associazioni, il mio approccio alla nuova tecnica è stato facileutile e divertente.

Ampliando il mio campo visivo, grazie ad un semplice capovolgimento del foglio da una posizione verticale ad orizzontale, sono riuscita ad acquisire maggiore consapevolezza degli spazi per organizzare le idee, focalizzando di volta in volta il mio obiettivo al centro (cosa voglio raccontare) e facendo ruotare intorno gli step principali della mio ragionamento (Chi, Come, Quando e Perché).

Le rigide classificazioni si sono trasformate così in piani organizzativi radiali che permettono una visione globale delle attività e allo stesso tempo non impongono una rigida logica di graduatoria nello svolgimento delle azioni, dando comunque importanza alle prioprità grazie all’utlizzo dei rami primari (padre) e secondari (figlio).

Le mappe mentali, come l’organizzazione di Eventi, sono processi creativi in continua evoluzione. Il loro costante “in progress” richiede di essere rapidi nel prendere decisioni, focalizzare gli obiettivi e mantenere flessibilità nella scelta delle priorità. La mappa mentale diventa una vera e propria guida, uno strumento sia materiale che intellettivo, che si evolve in corso d’opera grazie all’intervento del mind mapper. Tale strumento aumenta la capacità di “fare propri” i contenuti rendendoli così più flessibili.

Ecco il risultato del mio processo creativo.

Il mio campo di applicazione del Mind Mapping è ad oggi focalizzato sugli obiettivi di organizzazione sia lavorativa che di vita quotidiana. Come primo utilizzo del metodo ho pianificato le attività settimanali invadendo letteralmente l'habitat della mia stanza…
















Alla prima fase cartacea, alla quale rimango comunque maggiormente affezionata, è stato necessario affiancare l’utilizzo del digitale al fine di realizzare delle presentazioni chiare da condividere con il teamwork. 

In particolare, illustro di seguito la mappa mentale elaborata nel corso delle riunioni con lo staff della Fondazione Sapienza per l’organizzazione dell’evento di inaugurazione di "Noi Sapienza" l’Associazione degli Ex Studenti della prima Università capitolina. Il processo è solo agli inizi, ma si delinea già la struttura dell’evento e l’utilizzo della tecnica del Mind Mapping che lo rende possibile.

Work in progress (marzo 2012)

















Evoluzione della Mappa Mentale dal modello radiale cartaceo a al modello digitale.

Work in progress (marzo 2012)
Ora è più facile sintetizzare, organizzare e presentare le idee in un modo semplice, divertente e soprattutto colorato! In questi pochi mesi ho fatto grandi passi in avanti, ma ho ancora tanta strada da percorrere: il mio processo creativo non si arresta e si muove ora verso nuove applicazioni non convenzionali come ad esempio nella mia attività di Cake Designer!

Mind Mapping & Cake Design "HelaSuperCakes"














Questa ad esempio è la SuperMindMapCake che ho creato in occasione della visita dei docenti della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Córdoba presso l'Università Sapienza, per un progetto comune di ricerca e approfondimento sul mind mapping.















20 febbraio 2013

esplorare spazi segreti



per ovvie ragioni questa visita non me la perdo!



Dal 19 febbraio al 17 marzo ogni martedì e giovedì (ore 12.00 e ore 17.00), sabato (ore 12.00) il MAXXI offre al suo pubblico viste guidate gratuite alla scoperta degli spazi “segreti” dell’opera di Zaha Hadid. 

Le visite partiranno dalla Galleria 1 al piano terra. Qui, in uno spazio allestito con il grande modello, i disegni e i progetti dello studio Zaha Hadid Architects, quattro grandi foto di Iwan Baan insieme a video e immagini di cantiere, il pubblico potrà conoscere la storia del museo, dalla sua progettazione alla sua realizzazione. Si prosegue poi alla scoperta degli spazi ”segreti” e inaccessibili del MAXXI, delle tecniche e dei materiali che ne hanno reso possibile la realizzazione, per apprezzare appieno questa affascinante opera.

:)

19 febbraio 2013

saper imparare #2

laura macrì, che lo scorso anno ha frequentato
la mia lezione al master public.com8,
ci presenta casi di applicazione di mind mapping

1. Studiare argomenti trattati a lezione, come ad esempio
i livelli di comunicazioni nel public speaking
















2. Svolgere esercitazioni, come ad esempio
trasformare una presentazione powerpoint del proprio CV
in una mappa mentale come rappresentazione grafica
globale, immediata, veloce della propria formazione
e delle qualità e capacità maturate

in questo caso la mappa è stata realizzata con Photoshop
















3. Proporre le mappe mentali, nel project work finale
dal titolo La comunicazione visiva e la sua applicazione 
in ambito social per ENEA, come valido supporto
alla comunicazione sia interna che esterna





Nell’introduzione Laura scrive 

La Pubblica Amministrazione è una realtà molto estesa, presente nella vita quotidiana dei cittadini che svolge un ruolo importante nel dare forma alle relazioni sociali. La PA è un universo complesso, formato da tanti “mondi” con una funzione comune da svolgere: tutelare i bisogni della collettività rispondendo alle necessità di tutti i cittadini nelle varie realtà locali (…) per questo scegliere la comunicazione visiva come strumento per diffondere i contenuti della PA è una strategia che può portare un ritorno positivo (...) 

Laura ha quindi progettato per ENEA non solo un “Kit grafico” per la comunicazione istituzionale 
 e riprogettato il logo ENEA Web TV, ma anche creato un manuale “Social media set” che raccoglie immagini, infografiche e mappe mentali per comunicare attraverso gli strumenti social. 

Un recente studio sostiene che l’80% degli utenti in rete non legge riga per riga le pubblicazini on-line, ma tende a cercare, come su una mappa visiva, quello che più gli interessa, spesso perdendo il filo conduttore del discorso. Il Prof. Giovanni Boccia Artieri – professore ordinario presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – nel spiegare le modalità di partecipazione e fruizione dei contenuti in Rete, afferma: “Noi abbiamo un’abitudine di lettura che va dall’inizio alla fine (un libro), mentre nei blog si leggono prima gli ultimi post: cambiano le modalità di scrittura perché cambiano le attese, cambia l’attenzione. Il vero problema è che la società sta riprogrammando la nostra vita interiore (cambia il modo di stare in società, le sue priorità, il modo di rapportarsi agli altri) da diversi punti di vista; dal punto di vista bio-cognitivo: perché vengono sollecitate alcune aree del cervello più di altre, nell’abitare la rete.”(…) 

Nella proposta di Laura quindi le mappe mentali sono presentate come un solido supporto all’organizzazione interna (ad esempio nella pianificazione di riunioni) oppure adatte nella comunicazione esterna sui social network per promuovere attività o ricerche ENEA
Sintesi concorso "Energia da vedere"











Sintesi "Spedizione in Antartide"





29 gennaio 2013

progettare la tesi di laurea con le mappe mentali

Oggi una nuova di storia di mind mapper

Ce la racconta Sara Carcangiu laureata il 14 gennaio con 110 e lode all'Università Sapienza, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, Corso di laurea in Organizzazione e marketing per la comunicazione d’impresa, Cattedra di Pianificazione dei media nella comunicazione d’impresa del Prof. Marco Stancati

Ricordo ancora quella lezione di tanti mesi fa...

Il professor Marco Stancati ci presentò Roberta che, in modo chiaro ed efficace, ci spiegò le basi del mind mapping per apprendere e comunicare. Ascoltai la lezione con attenzione, mista a perplessità, come del resto accade per tutte le novità in cui ci imbattiamo nella vita. Era un nuovo metodo di ragionamento, fantasioso e colorato. Capii fin da subito che faceva per me.

Pochi giorni dopo, durante un'altra lezione, mi vennero in mente tutte le cose che avevo ascoltato, ed inconsciamente incamerato. Senza pensarci troppo provai – per la prima volta – a prendere appunti in modo radiale. Mi dissi: “Oh mio Dio, ma sono utili davvero!”.

Incredibile, senza accorgermene avevo imparato un metodo nuovo, che fin da subito mi era entrato nel cuore.

I mesi passarono, ed arrivò il temuto momento di chiedere la tesi. Mi rivolsi al professor Stancati, il docente che ritenevo più in linea con i miei gusti, il mio modo di pensare, di concepire il mondo della comunicazione. “Una tesi su Youtube....sicuramente la rifiuterà” pensai, aspettando che fosse il mio turno fuori dalla porta del ricevimento. E invece il tema venne molto apprezzato dal docente, che subito mi assegnò la tesi e quella che sarebbe stata la mia tutor, Roberta. Il cerchio si chiudeva. Le mappe tornavano, e questa volta era il momento di usarle davvero.

Durante il primo incontro con Roberta, accadde qualcosa che mi colpì nel profondo. Mentre le parlavo del mio progetto, lei aveva preso carta e matita ed iniziato a "disegnare". Un gesto davvero inconsueto, specialmente in ambienti professionali. Qualche tratto e la mia tesi era lì su quel foglio, sotto forma di mappa, con le primissime parole chiave che cominciavano a delineare il mio ragionamento. Sbalorditivo.




Ancora non sapevo che il mind mapping sarebbe stata la metodologia su cui avrei basato tutto il mio lavoro, e che mi avrebbe così tanto semplificato la vita. Eh si perchè l'aspetto più difficile per scrivere la tesi non è stata la redazione, ma la delicatissima fase iniziale della progettazione.

Mettere in ordine i concetti, selezionarli, collegarli fra loro, creare qualcosa che abbia un senso compiuto, è quella la parte più ardua. Da lì poi è tutto più facile. Quella che segue è una delle primissime mappe che ho fatto.
















Ho realizzato a mano solo le prime mappe, poi vista la mia pigrizia e la mia poca attitudine al disegno, ho deciso di affidarmi ad un software. La prima mappa rappresentava la tesi nel complesso. Al centro la parola Youtube e sei rami che ne costituivano i capitoli.













Nei mesi successivi le mappe sono state tantissime: una per buttare giù la scaletta dei capitoli e paragrafi, una durante la scrittura, e poi un'altra ancora a capitolo ultimato. Credo di averle modificate fino a pochi giorni prima di andare in stampa. 

Il bello del mind mapping è proprio questo: un sistema aperto, che ti permette di spaziare con la fantasia, allenarti al ragionamento, modificare i percorsi da intraprendere, creare connessioni che non ti aspettavi.

Ad un certo punto le mappe aumentavano sempre di più così Roberta mi ha proposto di tenere traccia di tutto il mio percorso attraverso un blog in cui descrivere i progressi, comunicare, scambiare opinioni, esaminare la strada fin lì percorsa. Ma non ci siamo fermate lì: la tecnologia è stata totalmente messa al servizio della didattica e dell'apprendimento. Per usare al meglio il tempo i nostri incontri sono avvenuti in video conferenza su Skype, mentre le correzioni dei capitoli sono state realizzate sfruttando le funzioni “evidenziatore” e “commenti” di Adobe Acrobat.

Terminata la progettazione con le mappe mentali mi sono sentita pronta per passare alla fase della redazione e ho cominciato a scrivere con word. Il testo così strutturato però non mi bastava. Volevo realizzare qualcosa che mi rappresentasse, che rispecchiasse il mio mondo. Ho quindi impaginato tutto l'elaborato con In-design, perchè volevo che la mia tesi fosse interessante, ma anche bella da vedere.

Quando pensavo di essere a buon punto, Roberta mi ha lanciato una nuova sfida intellettuale: trovare una metafora che legasse tutti i miei ragionamenti, che riuscisse a descrivere tutto ciò che avevo scritto attraverso una sola immagine.

In un tardo pomeriggio di pioggia, io e Roberta ci siamo sedute ad un tavolo, e davanti ad un grandissimo foglio bianco, abbiamo iniziato a buttare giù idee, figure, concetti. “Cos'è Youtube?”, era questa la domanda da cui bisognava partire. Da lì altre mappe, altri ragionamenti, collegamenti. Fino all'idea finale.
















Ho scelto di rappresentare Youtube come una casa, in cui tanti decidono di entrare, per vari motivi, e trovare ospitalità. Possono arredare il proprio spazio, renderlo unico, personale. Una casa fatta con i simboli tipici del sito, situata in un prato che rappresenta il web 2.0.

Quello che segue è lo "scarabocchio" che ho fatto quel pomeriggio. E' proprio bruttino, ma Roberta mi ha insegnato a non preoccuparmi in questa fase della parte estetica, ma rimanere concentrata sull'idea da sviluppare.
















All'inizio la metafora di Youtube come "casa" mi sembrava un po' bizzarra, lo dico sinceramente. Poi però, dopo varie serate passate a lottare con Photoshop, l'ho vista: era finita, era completa, era esattamente come l'avevo pensata, e l'avevo fatta io! Non sono un genio della grafica, lo ammetto, ma con l'aiuto di mani un po' più esperte di me ci sono riuscita. E ne andavo – e ne vado – davvero fiera.
















A questo punto potevo dirmi soddisfatta, e invece le sfide non erano ancora finite.

Dovevo creare una presentazione per la discussione della tesi che rendesse merito a tutto il mio lavoro, che lo valorizzasse al meglio. Ho deciso quindi di cimentarmi ancora una volta con un programma mai utilizzato: Prezi. Non ringrazierò mai abbastanza Roberta per avermelo fatto conoscere, anche perché si sta rivelando uno strumento davvero ottimo nella mia vita professionale.

Alla fine, dopo diversi mesi di lavoro, mille timori e angosce, tutto è andato per il meglio. Non parlo del voto finale, ma della valutazione complessiva che faccio di tutto il mio percorso.

Ho avuto la gioia di essere affiancata da persone stimolanti come il professor Stancati e Roberta, che mi hanno spinto a misurarmi con nuove avventure, nuovi ragionamenti, nuovi stili di pensiero. Ho usato tanti strumenti nuovi, e allo stesso tempo ho ripreso in mano quelli vecchi, quelli che non si usano più, carta e matite per esempio.

E' stata davvero dura, ma ho amato ogni singolo istante di quelli che sono stati i mesi più intensi della mia vita. 

Sara Carcangiu

La mia tesi di laurea

 La presentazione con Prezi




25 gennaio 2013

Correre verso la verità con la penna in mano

oggi sono pronta con carta e penna
per iniziare la prima edizione del corso
Il potenziale creativo della scrittura a mano
e con piacere leggo l'articolo pubblicato ieri
su Venerdì di Repubblica

Tanti caratteri ma zero carattere:
la grafia fasulla invade libri e pc
di Nicla Vassallo




Segnalo inoltre che l'articolo di Michele Boroni
A lezione di calligrafia: la bella scrittura come brand 
è stato tradotto in francese dalla rivista on line
Courrier international con il titolo Soigner son écriture

écrivons à la main !

17 gennaio 2013

saper imparare #1

riprendo il precedente post perchè oggi
leggendo il catalogo della mostra
Benzine. Le energia della tua mente
mi sono soffermata su saper imparare 

Una buona istruzione è indispensabile per vivere in una società avanzata e farla funzionare. E se la società cambia rapidamente, altrettanto rapidamente cambiano anche le cose da sapere. Quindi bisogna continuare a imparare. 

Molti paesi, come Finlandia, Canada e Olanda stanno già cambiando il modo di fare scuola. Perfino Giappone e Cina, che fino a ieri si basavano sull’apprendimento a memoria per superare un esame dietro l’altro, oggi privilegiano invece l’iniziativa, il pensiero critico, l’analisi dei dati, la creatività e la capacità di decidere e di risolvere problemi reali. (... continua pag.66)

sulla base della mia esperienza come docente di mind mapping
ho potuto constatare che le mappe mentali rappresentano
per lo studente un valido metodo per imparare
a conoscere le proprie risorse mentali

abbandonando alcuni automatismi della scrittura lineare,
si rielaborano i contenuti visualizzando le connessioni
si creano nuovi collegamenti, si scelgono con cura le parole chiave

per fare esempi concreti di questo approccio
nei prossimi post vi propongo le esperienze
degli studenti del master Publi.Com8 che
dopo aver frequentato il mio laboratorio di mappe mentali
hanno subito applicato il metodo in diverse occasioni

la prima storia ce la racconta cristina li cavoli
che ha utilizzato le mappe nel processo di scrittura

La mia "esperienza radiale" è iniziata un sabato pomeriggio nella sala d’attesa dell’aeroporto Fiumicino di Roma.

Pochi giorni prima avevo seguito la lezione di Mappe Mentali e per questo avevo ancora in borsa fogli bianchi e penne colorate. Dovevo aspettare ancora 4 ore prima dell’imbarco e nella mente cercavo di riorganizzare tutto quello che avrei dovuto fare al mio rientro a casa: in primis, la ricerca di informazioni, dati, foto per un articolo da pubblicare nella rivista con cui collaboro da qualche mese, dedicato ai lavori di riqualificazione della Piazza di Terrasini, comune in provincia di Palermo, argomento incandescente e ricco di polemiche tra cittadinanza e amministrazione.

Impresa ardua quando si tratta di scrivere senza far trapelare considerazioni personali, con tutta l’obiettività possibile. Un lavoro certosino e impegnativo che richiedeva concentrazione e organizzazione. Era necessario quindi dare ordine al caos e ottimizzare i tempi, in previsione di una scadenza vicina.

Non avendo il portatile con me, ho abbozzato una mappa mentale: al centro ho disegnato la Piazza Duomo stilizzata e da lì ho tracciato i primi rami. Il primo quadrante è riuscito bene: avevo calcolato bene gli spazi da riempire.

Qualche difficoltà invece è arrivata in due momenti. Cercando di seguire filo logico di un ragionamento, ho inserito un ramo con troppe biforcazioni creando un pò di confusione. Per questo ho preferito lasciarlo in sospeso e andare avanti. Continuando a scrivere in modo radiale mi sono resa conto che nella parte sinistra della mappa avevo esagerato con i rami di IV, V livello e, a quel punto, mi sono arresa all’evidenza che probabilmente dovevo trovare degli “aiuti” visivi per eliminare le lunghe ramificazioni. Ripartire da capo era la soluzione migliore: nuovo foglio stesso obiettivo.

Nel giro di poco tempo ho prodotto un numero infinito di mappe, ma ero ancora lontana da quella definitiva. Il lavoro di mind mapping è stato lungo: la mappa, a poco a poco, è passata da una modalità bianco/nero a un’esplosione di colori. Ogni passo è stato graduale, come se la mia mente e la mia mano si dovessero adattare alla visione orizzontale del foglio e, se vogliamo filosofeggiare, della realtà.

Gli aspetti fondamentali dell’utilizzo delle mappe mentali stanno, a mio avviso, nella personalizzazione del prodotto “mappa”, nella facilità di comprensione di ogni sua parte e nella possibilità di passare da un ramo ad un altro, da un quadrante ad un altro senza seguire necessariamente uno schema lineare. I risultati sono: idee chiare, efficacia ed efficienza e, cosa più importante tanto spazio alla creatività.

Ora volete sapere com’è andata a finire con il mio articolo?

Questa è la mappa per progettare il testo dell'articolo su Piazza Duomo.

















Da questa mappa è nata una sottomappa che io ho definito “organizzativa” che raccoglie tutto quello che sta dietro la stesura della notizia: raccolta materiale, fonti, dati, chiamate, appuntamenti, ricerca etc...

















L’ultimo step è stato aprire la pagina Word e trasformare ogni singola parola chiave della mappa in una frase; ed infine, attendere l’uscita della rivista e sperare di ricevere commenti positivi dai lettori, la più bella gratificazione che possa ricevere il giornalista appassionato.

Riqualificazione e arredo urbano di Piazza Duomo: il rilancio di un paese attraverso il recupero dello spazio pubblico. 

Cristina Li Cavoli