sempre dalla puglia arriva una ventata di creatività !
questa storia ce la racconta francesco...
Ciao Roberta,
mi chiamo Francesco e sono formatore e counselor. Apprezzo molto il tuo blog ed il lavoro che fai, consiglio spesso il tuo sito ai partecipanti ai miei corsi. Rispetto a te, ho una conoscenza "basic" delle mappe mentali ma la cosa bella che sperimento è che, anche a questo livello, sono di una utilità estrema. Per questo le utilizzo come strumento di lavoro nei corsi di formazione.
Ti invio una mappa mentale frutto di un lavoro collettivo coordinato da me. Gli autori (o meglio le autrici) sono "particolari": le catechiste (persone dai 17 ai 71 anni!) di una parrocchia di San Donato, un paesino del Salento, cui ho tenuto degli incontri di formazione. Proprio durante uno di questi incontri ho proposto di "fotografare" la realtà dei ragazzi con cui lavorano, il loro "mondo"; lo abbiamo fatto con una mappa mentale ed ecco il risultato.
Ti invio la mappa perché so che ti fa piacere e perché in qualche maniera è anche un frutto "indiretto" del tuo blog.
Un caro saluto e alla prossima !
Francesco Aprile
la mappa collettiva realizzata da francesco con le catechiste
è molto interessante dal punto di vista dei contenuti
perchè permette di riflettere sugli interessi di adolescenti
ed esplorare il loro mondo con una "mappa" di riferimento
dal punto di vista dell'applicazione del mind mapping
mi permetto, d'accordo con francesco, di utilizzare questa mappa
per fare delle osservazioni con l'intento di chiarire alcune regole
che tony buzan spiega nel libro Le mappe mentali
una regola molto importante da seguire
è quella di scrivere le parole chiave sul ramo
e non alla fine del ramo
in questo modo si utilizza al meglio lo spazio
e si ha la possibilità di sviluppare la mappa mentale
anche con rami di terzo o quarto livello
questo vuol dire che la mappa mentale ha diversi fasi di sviluppo
- nella prima fase vengono individuate le c.d. Basic Ordering Ideas (con i rami di I livello) e le prime associazioni (rami di II livello))
- successivamente si continua la riflessione utilizzando rami di III e IV livello scendendo sempre più nel dettaglio
per essere più chiara vi propongo i contenuti della mappa
organizzati secondo le regole del mind mapping
a questo punto sarebbe interessante far incontrare
le catechiste con i ragazzi e chiedere a quest'ultimi
le parole chiave per descrivere tutti gli elementi
individuati dagli adulti dal loro punto di vista
in questo modo la mappa diventerebbe "generativa"
e punto d'incontro (e non scontro) tra generazioni !
:)
06 aprile 2011
dalla puglia... idee radiali # 2
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Etichette: ascoltare, creatività, mappe mentali, storie di mind mappers
02 settembre 2010
leggerezza & creatività
settembre è il mese dei festival
sparsi lungo tutto lo stivale
sono delle ottime occasioni
per allenare tutti i sensi
oggi ne ho scoperto uno interessante
Comodamente dal 2 al 5 settembre a Vittorio Veneto
il tema di quest'anno è la leggerezza
tra i numerosi interventi segnalo
La creatività è un antidoto alle tristi pressioni
con Loredana Lipperini e Annamaria Testa
La creatività, come la leggerezza, è inafferrabile. Ma può togliere peso alle “passioni tristi” di cui è intrisa un’epoca come la nostra.È giunto quindi il momento che “ognuno di noi diventi responsabile della creatività che porta in sé”.
sul tema della leggerezza le riflessioni di mauro corona
Leggeri come falchi per vivere meglio
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01 settembre 2010
si riparte !
per rimettere in moto il cervello
e catturare scintille d'ispirazione
andrò al festival della mente
dal 3 al 5 settembre a sarzana
questi alcuni degli interventi che ascolterò
e, ovviamente, prenderò appunti con le mappe mentali !
La bella e la bestia: l’identità tra arte e scienza
di Ludovica Lumer
L’arte e le neuroscienze si uniscono oggi per raccontare come nasce il senso di identità nell’uomo, le modifiche che il sé subisce nel corso della vita di un individuo e di un popolo. L'arte, come modalità di rappresentare sensazioni ed emozioni, fornisce uno dei più preziosi documenti sul funzionamento del cervello, l'artista guarda contemporaneamente fuori e dentro di sé, come negli autoritratti di Giacometti e di Bacon. Negli ultimi anni le neuroscienze stanno contribuendo a fornirci un ulteriore livello di comprensione, in particolare la neuroestetica. Se sappiamo ascoltarle insieme, arte e scienza, possono insegnarci ad osservare i cambiamenti sociali, economici, culturali, di identità, ed i disagi che ne conseguono
L’etimologia come enciclopedia della mente
di Alberto Nocentini
Capita molto di rado di riflettere sulle parole per mezzo delle quali ci esprimiamo, raccontiamo, descriviamo. Eppure sono lo specchio della nostra mente, del mondo così come la nostra mente lo concepisce e lo rappresenta. Si può affermare che le cose affiorano alla nostra coscienza e diventano realtà definite quando ricevono un nome. Scoprire il nesso, la motivazione che lega le cose ai loro nomi equivale a render chiara la nostra rappresentazione del mondo e l’etimologia è la chiave che apre i segreti più o meno riposti della nostra mentalità. Le lingue sono diverse perché prodotto di culture e mentalità differenti, un’indagine etimologica permette di raccontare, descrivere e dare quindi un’immagine definita della nostra specificità culturale.
L’anima e l’iPad
di Maurizio Ferraris
L’io, il soggetto puro della volontà, spesso interpretato come un homunculus che si agita in noi, si presta a venir descritto come una tabula su cui si iscrivono impressioni, ruoli e pensieri. Agiamo per imitazione (i neuroni specchio), l’imitazione si iscrive nelle nostre menti attraverso l’educazione e la cultura e, a questo punto, diveniamo capaci di azioni morali. Immaginando un vecchio telefono, in tempi pre-telefonino, quando squillava e noi non eravamo a casa, vivevamo felici, senza obblighi. Oggi ogni “chiamata non risposta” è registrata e genera l’obbligo di rispondere, suscita la fitta di rimorso che è “quello che diciamo l’anima”. C’è da chiedersi se la grande metafora dell’anima non sia, oggi, quella potentissima tavoletta scrittoria che è l’iPad.
sono sicura che troverò spunti di riflessione
utili per arricchire LanguageGarage la rubrica
che curo per il magazine ADV
:)
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24 giugno 2010
intervista con mappa mentale
ti è mai capitato di fare un'intervista
e prendere gli appunti scrivendo velocemente
con la paura di perdere delle informazioni importanti?
in questi casi la mappa mentale può essere molto utile
perchè ti permette di annotare solo le parole chiave
e seguire il flusso dei pensieri di chi parla
in maniera rilassata e concentrata
un esempio di intervista con mappa mentale ce la propone
daniela mattia, allieva del mappe_mentali_lab,
che, insieme alla sorella mariagabriella, cura la rubrica
"L'altro punto di vista" per il giornale Piazza Sedile di Corato
per il numero di giugno hanno intervistato
Nicola Strippoli in arte Tarshito
e daniela ha realizzato una mappa mentale
per completare il tradizionale testo lineare
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01 maggio 2010
racconto lavoro
in questo giorno in cui si parla di lavoro
ascolto le prime puntate di Parole in cuffia
favola sonora per adulti sui temi del lavoro
e del precariato scritta da Alessia Rapone
Parole in cuffia è il mio tentativo di dire la mia sull’amore per il proprio mestiere, sull’egoismo di chi si sente forte e sicuro, sulla delusione e lo smarrimento per un “mondo del lavoro” che sembra ormai solo una frase fatta, perché le occupazioni sono tante e il lavoro perde senso.
(...) E' la storia di un giovane dj radiofonico che gioca con le parole e vive immerso nella musica. Ascolta le storie degli altri e mai pensa che un giorno potrebbe ritrovarsi, sempre con le parole in cuffia, in una di quelle storie, dentro un affollato e claustrofobico call center.
Paradossale continuità fra il lavoro di prima e quello attuale, distanza assoluta e innegabile fra i due. E le cose cominciano ad andare male anche a casa, nel rapporto con l’amata Patti, la moglie forte e sensibile che soffre di non ben chiari problemi d’udito. Che fare?
questa favola dal sapore agrodolce
sarà pubblicata a puntate
ogni settimana fino al 3 giugno
su www.raccontolavoro.com
una buona occasione per
ascoltare e... ascoltarsi
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20 settembre 2009
raccontami una storia
oggi pomeriggio andrò al festival
internazionale dello storytelling
L’obiettivo principale del Festival è far conoscere in Italia l’Arte dello storytelling, offrendo al pubblico l’opportunità di incontrare storytellers di tutto il mondo con il loro repertorio di tradizioni, miti, fiabe, leggende nella loro forma originaria di tradizione squisitamente orale
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23 ottobre 2008
pensare diversamente
fino al 4 novembre a genova
si svolgerà il festival della scienza
incentrato sul tema della diversità
La diversità è all'origine del nostro presente ma anche il terreno fertile su cui si fonda il nostro furuto. Dalla varietà biologica e linguistica, fino all'innovazione culturale e tecnologica, ogni elemento della vita naturale e umana presenta aspetti culturali e mutevoli.
La diversità è una caratteristica intrinseca dela natura e della storia, una ricchezza, una sfida, un punto di inzio per ogni confronto e per ogni scoperta. E' l'ingrediente essenziale per il germogliare di idee innovatrici e, forse proprio per questo motivo, la diversità è spesso poco compresa, temuta, se non addirittura rifiutata.
le aree tematiche scelte sono quelle
della tecnologia, idee, linguaggio,
materia, mente, vita
se potessi andare sceglierei di ascoltare
il buco nel mio ippocampo
il cambiamento e il non cambiamento
l'altro cervello
il cervello infinito
viaggio straordinario al centro del cervello
utlizzando il metodo delle mappe mentali
è cresciuta sempre di più la mia curiosità
per le scoperte delle neuroscienze
e penso che la scrittura radiale
sia in sintonia con il pensiero contemporaneo
d'altra parte la diversità è una parola
che ha moltissime declinazione
non solo in ambiti strettamente scientifici
il concetto di diversità è entrato a pieno titolo
nelle aziende diventando diversity
un modo di pensare e di rispettare l'originalità del pensiero
nella consapevolezza che le idee migliori vengono
ascoltando le voci fuori dal coro
e combattendo il pensiero unico, omologato e di gruppo
per questo il festival della scienza di quest'anno
rende omaggio a franco carlini
prematuramente scomparso l'anno scorso,
che ha svolto un proprio percorso di ricerca
intorno a questo concetto
a genova non potrò andare
ma restando a casa potrò:
girare il foglio da orizzontale a verticale
passare dalla scrittura lineare a quella radiale
usare tutti i colori, liberare la creatività
questa sì che è diversità !
:)
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Etichette: ascoltare, cervello e mente, mappe mentali
18 settembre 2008
mappe_mentali_lab & AllenaMente
L'associazione ManagerZen propone a roma
due appuntamenti di fitness cognitivo
che mi vedranno impegnata come mind mapper
mappe_mentali_lab
Un laboratorio per apprendere il metodo e l'arte delle mappe mentali. Un potente strumento di accesso alle tue potenzialità che ti permette di pensare, creare, studiare, prendere appunti, organizzare, sviluppare idee e comunicare in modo semplice e creativo.
sabato 11 e sabato 18 ottobre
per informazioni e iscrizioni
AllenaMente
Sessioni di stretching, spinning, stepping delle idee per mantenerci mentalmente e professionalmente in forma. Un appuntamento mensile per ragionare di management ‘lavorando ai fianchi’ un tema specifico, arricchendolo di esperienze e suggestioni personali con gli strumenti della riflessione filosofica e l’ausilio della forza creativa delle mappe mentali che saranno il metodo di conduzione e di sintesi dei diversi incontri.
da mercoledì 5 novembre e ogni 1° mercoledì del mese
per informazioni e iscrizioni
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04 giugno 2008
creatività... musicale
al festival tutti i workshop sono stati interessanti
e gli animatori hanno veramente trasmesso
una parte preziosa del proprio sapere
a breve troverete il resoconto sul sito di createca
qui voglio ricordare il workshop
lezione di jazz di massimo nunzi
che ha riscosso tantissimo successo
sono rimasta affascinata dal modo
coinvolgente, appassionato, entusiasmante
con il quale massimo ci ha raccontato
dei personaggi, luoghi e tempi
che hanno fatto la storia del jazz
nelle sue parole e improvvisazioni sonore
ho ritrovato quello che tempo
fa ho ho scritto nel post
mappa mentale a tempo di jazz
e così presa dall'entusiasmo
ho cominciato a prendere appunti
per avere ricordo della serata
dopo pochi minuti però mi sono fermata
il ritmo di massimo mi aveva travolta
e così mi sono lasciata andare alle sue note
comunque nulla è andato perduto
la mappa per ricordare i segreti del jazz non l'ho fatta
ma in compenso ho comprato il bellissimo libro
che massimo ha pubblicato recentemente
Jazz. Istruzioni per l'uso
È il 1938: Benny Goodman e il suo quartetto multietnico si esibiscono alla Carnegie Hall di New York, tempio della musica 'colta'. È la consacrazione del jazz, un linguaggio nuovo e inventivo, una musica che si suona 'a braccio', improvvisata da trombettisti e sassofonisti neri che segue codici timbrici e armonici tutti suoi.
I grandi nomi che ne hanno fatto la storia, da Louis Armstrong a Duke Ellington, Artie Shaw, George Gershwin, Dizzy Gillespie e molti altri, sfilano uno dopo l'altro in queste pagine, tra una sessione di prove, un memorabile concerto e una jam session.
«Jazz. Istruzioni per l'uso è il jazz raccontato ai non addetti ai lavori, alle persone che vogliono comprenderne la genesi, le vicende artistiche, musicali e umane. È anche la sintesi di un'esperienza che mi ha dato l'opportunità di incontrare nel corso della serie di concerti Jazz. Istruzioni per l'uso un pubblico sempre curioso e appassionato, desideroso di capire, oltre che di ascoltare. Questo libro nasce dalle domande più frequenti che mi sono state rivolte. È il frutto di quegli incontri, del bisogno di spiegare la grammatica di una musica, di raccontare una storia del jazz.»
grazie massimo!
è stata una serata da non dimenticare :)
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21 maggio 2008
scoprire la logica aperta della mente
L'attuale fase delle neuroscienze ripropone la domanda di una visione unitaria della mente, all'interno della quale poter collocare i molti tasselli di un puzzle che appare sempre più complicato. Quali sono le relazioni tra mente e cervello? E tra mente e mondo fisico? Che tipo di informazione entra in gioco nei processi cognitivi?Infine, è possibile una teoria della coscienza?
"La Logica aperta della Mente" è un viaggio nei territori della complessità per comprendere "come la mente costruisce il mondo": un viaggio nel quale si intrecciano filosofia, scienze cognitive, intelligenza artificiale, neuroscienze e fisica dell'emergenza recuperando la centralità irriducibile della coscienza nel processo cognitivo.
Il testo di Ignazio Licata, fisico teorico ed epistemologo, Direttore dell'Institute for Scientific Methodology di Palermo, offre la possibilità di una riflessione critica sul ruolo della scienza nella cultura contemporanea.
questo libro mi incuriosice molto
a cominciare dalla copertina
che è la porta dei desideri
- il titolo la logica aperta della mente
mi fa pensare alle infinite possibilità della nostra mente
- l'immagine twistor
opera di teresa iaria e logo dell'ISEM
mi fa riflettere sul connubio tra scienza e arte
espressioni profonde della nostra attività cognitiva
- l'autore ignazio licata
è firmatario del manifesto della scienza semplice
incuriosita ho cominciato a leggerlo
e alcuni passaggi mi hanno fatto pensare alle mappe mentali
che permettono un'apertura del pensiero
non solo logico-verbale, ma anche visuo-spaziale
(...) Questo mutamento prospettico ha mostrato i limti dell’approccio riduzionista ed ha aperto alla fisica nuovi campi d’indagine in cui l’attenzione è rivolta ai comportamenti collettivi, all’architettura globale del sistema e alla dinamica dell’organizzazione che permette la comparsa di strutture non banalmente riconducibili ai costituenti elementari.
Al riduzionismo si è affiancata una nuova sensibilità metodologica ispirata ad un rinnovato interesse per l’epistemologia costruttivista e per l’approccio sistemico e cibernetico, in cui non si considera più la conoscenza come un’attività che procede dall’analisi dei “mattoni” del mondo ai sistemi più complessi con un processo lineare di accumulazione di informazioni, ma viene pensata come l’adozione di una pluralità di strategie cognitive che considerano in modo integrato più livelli di analisi in relazione alla complessità del sistema studiato
… Da allora l’attenzione dei fisici si è concentrata in modo particolare verso le strategie cognitive con le quali si mettono a punto le teorie scientifiche, intese non come mera “rappresentazione” dei fatti ma piuttosto come un modo, mai unico e neppure univoco, di “organizzarli” all’interno di una costruzione teorica.
è vero, non so molto del teorema di godel
della macchina di turing o della teoria del quantum brain
e forse tempo fa avrei lasciato da parte questo libro
ma proprio in questi in questi giorni sto leggendo
la testa ben fatta di edgar morin
a pagina 113 morin parla dell'occhio extradisciplinare
L'apertura è tuttavia necessaria. Accade anche che uno sguardo ingenuo da amatore, estraneo alla disciplina, risolva un problema la cui soluzione era invisibile in seno alla disciplina. Lo sguardo ingenuo, che evidentemente non conosce gli ostacoli che la teoria esistente oppone all'elaborazione di una nuova visione, può, spesso a torto, ma talvolta a ragione, permettersi questa visione.
Darwin, per esempio, era un amatore illuminato: Lewis Mumford ha attribuito a suo merito il fatto di non avere una formazione universitaria specializzata e anche di non avere una formazione biologica se non attraverso la sua passione per gli animali e la sua collezione di coleotteri. E Mumford conclude: " Data questa sua assenza di fissazioni e di inibizioni scolastiche, niente ostacolava il risveglio di Darwin di fronte a ogni manifestazione dell'ambiente vivente.
Nello stesso modo, il metereorologo Wegener, guardando ingenuamente la carta dell'Atlantico meridionale, aveva notato che l'africa occidentale e il Brasile si adattavano l'una all'altro. Rilevando similitudini di fauna e di flora, sia fossili che attuali, da una aprte all'altra dell'oceano, aveva elaborato, nel 1912, al teoria della deriva dei continenti: questa a lungo rifiutata dagli specialisti perchè "teoricamente impossibile", undenkbar, è stata accettata cinquant'anni più tardi, in particolare dopo la scoperta della tettonica a placche.
Marcel Proust diceva "Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere un occhio nuovo". Jacques Labeyrie ci ha suggerito il teorema seguente, che sottoponiamo a verifica: "Quando non si trova una soluzione in una disciplina, la soluzione viene dal di fuori della disciplina."
trovo queste parole entusiasmanti e dense di significato
per questo martedì 27 maggio alle ore 18.00
andrò ad ascoltare ignazio licata
che presenterà il libro alla libreria la feltrinelli
di via vittorio emanuele orlando a roma
sarà interessante sperimentare
il mio occhio extradisciplinare
e voi...volete provare?
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20 marzo 2008
il rumore delle idee
pensare, ascoltare, vedere
mappa mentale e pentagramma
parole, immagini e note musicali
immaginazione, associazioni e improvvisazione jazz
sull'onda delle parole di ieri
sono tornata indietro nel tempo
quando beppe mi disse
quando delle persone speciali parlano
tu puoi ascoltare il rumore delle idee
poi giorni fa antonella mi ha mostrato questo
e io guardandolo ho sentito il "rumore" delle idee
l'autore di Le bloc-notes du désordre così commenta
je me sui trouvée devant un désordre phenomenal de la pensée et du sentiment auquel je n'ai pas osé toucher et au regard de quoi la littérature m'a fait honte
cliccate qui per sentire meglio
e... buon rumore a tutti ;)
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19 marzo 2008
mappa mentale a tempo di jazz
la mappa strategica che ho dedicato a james hillman
ha dato vita a interessanti associazioni di idee
giorni fa alessio sperlinga l'ha così commentata
E' come scrivere il testo per la musica
o partecipare a un'opera d'arte
o cercare di riempire un neurone :-)
ecco! è proprio questo il pensiero radiale
un pensiero flessibile, elastico, in movimento
che associa, mette in relazione, moltiplica
alessio ha guardato la mappa vuota
lasciando che il suo emisfero destro "elaborasse" in piena libertà
con l'occhio della mente è andato oltre la mappa
e ha visto un testo musicale, un'opera d'arte, un neurone..
tra le immagini scelte da alessio
mi ha colpito quella del testo musicale
che ho associato al genere jazz
perchè giorni fa ho letto un interessante articolo
"Algoritmo del jazz" di marco magrini
pubblicato su nova24 di giovedì 6 marzo
parla di uno studio inedito sui cervelli di sei pianisti
che fa luce sui meccanismi neuronali dell'improvvisazione
(...)Un pool di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora ha osservato con la risonanza magnetica l'attività celebrale di sei pianisti mentre suonavano musica scritta e poi musica improvvisata. Nel secondo caso, e solo nel secondo, hanno visto quella ridotta attività neuronale nella corteccia prefrontale, come se, nell'atto di improvvisare, il musicista lasciasse più libere le briglie della creatività. Senza però abbandonare il controllo del destriero musicale: durante la fase improvvisata, gli scienziati hanno riscontrato anche un aumento dell'attività nella corteccia prefrontale, dedicata all'espressione di sè, che ad esempio si "accende" quando si racconta una storia. Nel nostro caso, una storia fatta - invece che di parole - di frequenza, di distanze, di durate, di intonazioni.(...)
tutto questo avviene nella "testa" di pietro tonolo
veneziano, 48 anni, che da tempo è considerato
uno dei massimi jazzisti italiani
(...) Mentre lavora, Pietro Tonolo, attenua l'attività della corteccia prefrontale dorsolaterale, quella parte del cervello solitamente associata con le azioni programmate e le auto-imposizioni. Lui non lo sa e nemmeno se ne accorge. Eppure gli serve, nel suo lavoro. "Per suonare 5 minuti di musica classica, un compositore può anche prendersi 5 mesi di tempo - dice tonolo sorridendo - mentre un jazzista ha solo... beh, 5 minuti".
La creazione istantanea, in tempo reale, è la prima caratteristica del jazz, così apparentemene esoterica (seppure abituale, ai tempi di Bach) da aver generato molti luoghi comuni. Per sempio che sia priva di schemi. O che, all'opposto, venga da un'ispirazione trascendentale. "Si tratta di seguire delle regole e al tempo stesso di crearne di nuove", commenta Tonolo. "Borges diceva che la scrittura è memoria e oblio. E' un pò la stessa cosa. Quando improvviso, è come se perdessi alcune percezioni più superficiali, eppure sono concentratissimo".
le parole di pietro tonolo mi "suonano" familiari
è proprio quello che provo io
quando comincio a disegnare una mappa mentale
per prendere appunti mentre qualcuno parla
per sviluppare l'idea di un progetto
per iniziare a scrivere un nuovo articolo
è uno stato mentale che cresce lentamente
giorno dopo giorno con allenamento, dedizione, pratica
allora questa "mappa strategica" ha proprio funzionato!
come la rete di un ragno ha catturato
me e alessio
james hillman e jorge luis borges
pietro tonolo e i ricercatori di baltimora
chi vuole fare parte della compagnia
e disegnare una mappa a tempo di jazz?
;)
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12 marzo 2008
raccontare una storia con una mappa mentale
ascoltare una storia di vita personale
intrecciata a quella professionale
seguire la testimonianza di chi ha tante identità
e ha compiuto con determinazione
un percorso di vita ad ostacoli
rimanere colpita da parole
che toccano le corde dell’anima
non capita tutti i giorni di ascoltare storie
come quella di carmen soru che è stata protagonista
della serata "manager in ascolto ai café di managerzen"
organizzata da manageritalia roma e managerzen, di cui sono socia
come ricordare questa storia?
come non perdere le profonde emozioni provate?
come impedire che il tempo ne sfumi il ricordo?
è mia abitudine prendere appunti
con la tecnica delle mappe mentali
e anche quella sera avevo con me carta e matita
per "rincorre" le parole di carmen
e, come la vispa teresa, catturarle con il mio "retino"
prendere appunti con una mappa mentale
aiuta a seguire il pensiero di chi ci parla perché
scrivendo solo le parole-chiave
non si è costretti a riformulare il periodo
e trascriverlo in modo lineare
a volte basta un segno
per non perdere il filo del discorso!
raccontare con la scrittura radiale la storia di carmen
per me è stato molto emozionante:
attraverso ogni parola, colore e disegno
ho voluto trasmettere la passione e il coraggio di chi,
vivendo pienamente tante identità,
è una donna veramente “unica”!
se volete leggere la storia di carmen in versione "lineare"
la giornalista loredana oliva ne ha parlato
nella rubrica my job24-le vostre storie
nella colonna di destra c'è anche un link
la mia storia in una mappa mentale
dove trovate la mia mappa !!!
p.s.
come a febbraio anche oggi festeggio
la mia seconda mappa pubblicata :)
stasera sarò con le amiche che hanno organizzato l'incontro
myriam ines giangiacomo, letizia migliola di managerzen-roma
e marcella mallen di manageritalia-roma
un caro saluto a federica ghetti di managerzen
che vive a rimini e stasera non farà in tempo a venire ;)
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19 gennaio 2008
viaggiare, disegnare, scrivere, cantare
(...) Un diario. E’ tutto cominciato dalla prima pagina di un diario. Una rapida testimonianza di quanto l’ispirazione a volte sia semplice e nello stesso tempo fugace.'Safari' è un termine della lingua swahili che significa ‘lungo viaggio, cammino sul sentiero’. Tutto il nuovo disco di Lorenzo comincia da questa parola. È rimasta scritta per un po’ sulla prima pagina del suo quaderno. Lo ha interrogato a lungo fino ad ispirare questo nuovo album. Un lavoro introspettivo, potente e tenero. Cantato per il proprio pubblico e per se stesso.
Estremamente originale il modo di procedere. Un diario come registratore su cui fissare tutte le più nascoste curve del pensiero. Riflessioni fatte di parole, disegni, vignette, colori. L’ispirazione a 360°. Varie forme di rappresentazione del proprio intimo interiore. Tutte al servizio di uno sbocco musicale mai scontato. La penna di Lorenzo ha prima definito graficamente i tratti della propria percezione. Ne sono nati disegni raccolti nel diario e stampati sul merchandising in vendita sul sito del cantautore. Dopo, solo in un secondo passaggio è arrivata la musica. Una musica ‘aumentata’, in quanto precedentemente filtrata tramite quel safari di colori da cui è iniziato questo nuovo viaggio.(...)
Marco Bennici
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04 gennaio 2008
parole chiave e immagini
ogni giorno leggiamo tante cose nuove
per questo è importante
avere uno strumento che ci aiuti ad orientarci
e cogliere quello che interessa di più
una mappa mentale può diventare una guida
perchè le parole chiave e le immagini
catalizzano l'attenzione
e creano nuove e interessanti connessioni
quando leggo velocemente un testo
cerco di catturare le parole grilletto
cioè quelle parole che mettono all'erta la mente
verso i dettagli che mi interessa approfondire
oggi questo l'ho sperimentato leggendo
gli editoriali di francesco alberoni
in particolare mi sono soffermata su due titoli
che hanno richiamato alla mia mente
una mappa che ho disegnato tempo fa
identità: chi sono? da dove vengo?
Il letto di Ulisse, le nostre case. Le radici ci aprono al mondo
Nell'animo umano si sono sempre scontrate due tendenze. Una che ci spinge a cambiare, a esplorare, a vivere solo il presente. L'altra che ci porta a radicarci in un posto a costruire una famiglia, una casa, un'istituzione.
Nel corso della storia queste due tendenze si sono alternate o si sono combinate in modo diverso. Nei periodi di grande espansione della civiltà gli uomini hanno cambiato, viaggiato, esplorato ma sempre conservando il rapporto con un nucleo stabile. Ulisse aveva costruito la sua casa attorno al letto nuziale scavato in un ulivo centenario, radicato nella terra. Era il centro incrollabile, il punto di riferimento assoluto a cui penserà nelle sue peregrinazioni. Se lo avesse perso non avrebbe solo smarrito la strada, avrebbe smarrito la sua anima, non avrebbe più saputo cosa volesse, nemmeno chi fosse. (continua)
leggendo queste parole
ho rivisto le radici che quella sera ho disegnato
ascoltando le storie raccontate da chi era presente
oggi potrei continuare quella mappa
e creare una nuova connessione
disegnando il talamo di ulisse!
Se la banalità dilaga alla fine l’arte ci salverà
In tutti gli uomini c'è una superficie e una profondità. La superficie è piatta e uguale, la profondità un abisso. Noi viviamo abitualmente in superficie, nel mondo della banalità, del si dice, della chiacchiera, del distrarsi, del ripetuto, dove non ci sono emozioni ma, al massimo, sorpresa o curiosità(...)
Eppure tutti ogni tanto siamo condotti sull'abisso della profondità quando qualcosa scuote i fondamenti della nostra esistenza. Quando siamo impegnati in una lotta disperata per ottenere un risultato, e ci riusciamo. E proviamo un senso di immensa esultanza, il momento di «gloria» che potremo ricordare. Oppure, sul versante negativo quando muore una persona che ci è cara o ci ammaliamo di una malattia che potrebbe essere mortale e riguardiamo con occhi diversi tutti i nostri rapporti, tutta la nostra vita.
E distinguiamo ciò che non è essenziale da ciò che è essenziale, la superficie dalla profondità. E capiamo che la profondità è il sacro. E lo incontriamo quando ci innamoriamo, e il nostro animo si dilata, diventa capace di emozioni e di pensieri tanto più grandi di noi stessi che vorremmo abbracciare il mondo e fonderci con esso. Ma c'è un’altra strada verso la profondità: l'arte, la grandissima arte.(continua)
anche queste parole chiave
mi hanno riportato all'immagine
di quella radice lungo la quale ho scritto
la bellezza mette radici profonde
una mappa mentale può quindi aiutare
a continuare una riflessione, un ragionamento
ogni giorno possiamo aggiungere
una parola o un semplice disegno
avremo creato una nuova conessione
e il nostro sapere sarà più ricco e consapevole
p.s.
al prossimo café dello spazio dell'anima
parlerò di ulisse :)
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roberta buzzacchino
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04 dicembre 2007
Il nuovo cervello femminile
dal sito la magia della scrittura
la notizia di un interessante convegno
Lo sapevate che il cervello delle donne ha una maggior capacità di creare connessioni ma è più debole nel fuggire il dolore? E che esistono un'"anatomia della tristezza" e un "circuito dell'attenzione"? O che, imparando a riconoscere e a gestire ciò che si sente, si può raggiungere un "Feng Shui emotivo"?
Ebbene, a queste e ad altre domande cercherà di rispondere il convegno "Il nuovo cervello femminile" che la Scuola di Palo Alto organizza a Milano, l'11 dicembre.
Ecco il programma.
scritto da silviaeffe
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roberta buzzacchino
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25 novembre 2007
scoprire il cervello: i neuroni specchio
così come ho raccontato nella mia storia
con il tempo le mappe mentali
sono diventate un mezzo attraverso il quale
conoscere meglio me stessa
e ciò che madre natura mi ha donato: il cervello!
la voglia di saperne di più
e di conoscere i suoi segreti
mi ha spinta lo scorso anno
ad andare al festival della mente di sarzana
per ascoltare giacomo rizzolati i cui studi
hanno rivoluzionato negli ultimi anni
il panorama delle neuroscienze cognitiveSo quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio. "Come comprendiamo le azioni degli altri? Negli ultimi anni sono le neuroscienze a offrire le risposte più convincenti. L'autore, neurofisiologo, ha scoperto un tipo particolare di cellule, i neuroni specchio, dotate della particolarità di attivarsi sia quando osserviamo un'azione sia quando la compiamo noi stessi. Trovano così spiegazione molti dei nostri comportamenti individuali e sociali, ma ciò comporta anche una trasformazione nel modo di intendere percezione, azione e cognizione, dato che lo studio dei neuroni specchio mostra che le aree del cervello deputate all'agire sono in grado anche di percepire e di conoscere."
se avete 9 minuti a disposizione
vi consiglio il video realizzato da giulietta capacchione
che spiega in modo chiaro e semplice
cosa sono i neuroni specchio
come sono stati scoperti
in cosa sono implicati:
empatia, comportamento imitativo
apprendimento, autismo
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roberta buzzacchino
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