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05 giugno 2011

tanti modi per dire "mappa"



la trasmissione chiodo fisso su radio 3 rai
dedicherà tutto il mese di giugno al tema delle mappe

Dalle mappe sismiche alle mappe sonore di Donatella Landi alle cartografie di Vladimiro Valerio al gioco letterario: "Guarda la mappa e indovina il romanzo!" E ancora la "geografia emozionale" di Giuliana Bruno, le mappe delle migrazioni, le mappe del pensiero

intrigante la puntata Guarda la mappa e indovina il romanzo
in cui è stato proposto un gioco letterario
che invoglia i lettori a misurarsi con la conoscenza
dei luoghi di romanzi famosi


mappa letteraria

da non perdere la puntata di mercoledì 8 alle ore 10.50
dedicata a Le mappe per organizzare il pensiero
durante la quale sarà intervistato alberto scocco


mappa concettuale-mappa mentale-solution map

dalla radio passiamo al festival dell'architettura
che si è svolto in questi giorni a perugia
al quale ha partecipato laura canali, cartografa di limes

in Disegnare il mondo: dentro le carte di Limes
laura spiega le fasi del suo processo creativo



(...) Una carta geopolitica ha la possibilità di uscire dagli schemi scientifici della geografia. Il suo destino è quello di rappresentare dei concetti, quindi l’insieme dei segni, dei simboli e dei tracciati ha l’obbligo di creare un campo concettuale nel quale poter seguire un ragionamento.

Le carte di Limes sono “cucite” sugli articoli che accompagnano. Il lavoro di preparazione di un disegno inizia di concerto con gli autori degli articoli, i quali mi forniscono tutte le informazioni necessarie per meglio comprendere i concetti che vogliono esprimere. Per me questa è la parte più difficile. Ascoltare le parole e aspettare che la mia mente le traduca in segni.

Le mie carte esprimono una sintesi dei concetti ma li collocano in uno spazio: dall’astrattismo delle parole alla concretezza dello spazio.(...)

14 maggio 2010

sei quello che ricordi



in questi giorni si sta svolgendo a torino
il salone internazione del libro
e il tema di quest'anno è la memoria



Che cosa è per noi, oggi, la memoria? Come la pensiamo, come la utilizziamo?

La scelta della memoria come motivo conduttore del Salone 2010 nasce dalla constatazione di un paradosso: proprio nel momento in cui, grazie alle nuove tecnologie, possiamo disporre di sterminate banche dati, tanto vaste come da sfidare la nostra stessa immaginazione e capacità di gestione, ci siamo accorti che il nostro rapporto con il passato si è fatto distratto, intermittente, quasi infastidito.


(...) Eppure la capacità di codificare e trasmettere la memoria, cioè le esperienze acquisite, si è rivelato un fattore decisivo nell’evoluzione delle società umane, che si sono potute sviluppare proprio nel momento in cui hanno cominciato a consegnare alle nuove generazioni la testimonianza delle proprie esperienze (...)

nello Speciale Salone del Libro
pubblicato dal giornale La Stampa
ci sono interessanti articoli di approfondimento
ad esempio a pag.3 trovate:



il logo scelto per rappresentare il tema della memoria svelata,
un albero rovesciato che mostra le sue radici,
mi ha subito ricordato la struttura naturale
e organica della mappa mentale



infatti la memoria, dal punto di vista psichico,
non è un processo meccanico, lineare che serve
a immagazzinare un insieme di informazioni
in uno statico spazio mentale

la memoria è un processo costruttivo che nasce
dall'elaborazione delle informazioni nuove
che si connettono con quelle che già possediamo
ed è una funzione legata a funzioni sia cognitive che emotive

questo è un esempio di mappa mentale
che ho realizzato studiando il libro
Psicologia. La scienza del comportamento



ci sono anche altri metodi per organizzare graficamente
la conoscenza e far sì che la nostra memoria
passi da breve a lungo termine

questa è una mappa concettuale che li riassume

16 aprile 2010

orientarsi negli ipertesti



La rivista Studi di glottodidattica, del Dipartimento
di Pratiche linguistiche e analisi di testi
dell'Università degli Studi di Bari, pubblica l'articolo
Le mappe concettuali come strategia
per orientare la lettura dei documenti ipertestuali

di Anna Lucia Delmastro e Emilia Varanese

(...) La struttura non-sequenziale di un ipertesto e la possibilità di seguire diversi percorsi di lettura che esso comporta inducono una cambiamento alla nozione tradizionale di testo scritto.

La lettura del testo analogico, lineare, viene sostituita, nell’ipertesto, da una lettura non-lineare, multidimediale, regolata dagli scopi dell’utente. Quest’ultimo costruisce il significato dei vari testi secondo il proprio idiosincratico percorso della lettura.

Ci troviamo, allora, di fronte a nuove modalità di lettura e di apprendimento che richiedono approcci originali, orientati a sviluppare nuove modalità di pensiero.

In questo cambio di paradigma, si inseriscono le mappe concettuali come strumento grafico e strategia euristica per guidare la lettura, la ricerca e l’apprendimento(...)


ho trovato l'articolo interessante
perchè tratta un tema attuale
e fa una panoramica sui diversi tipi
di organizzatori grafici della conoscenza

mappa concettuale


mappe mentale


mappa semantica


mappa di vocabolario/lessicale


mappa tematica


inoltre viene proposta un'utile scala
per la valutazione delle mappe mentali



in un punto però non sono d'accordo

le autrici sostengono che nelle mappe mentali
(...) i concetti non seguono una particolare gerarchia
nè una logica inclusiva
(pag.25)
(...) non consentono la rappresentazione
gerarchica e multilivello
(pag.36)

a questo proposito cito il capitolo 9
del libro Le mappe mentali
dove tony buzan specifica che le mappe hanno
una struttura gerachico- associativa

(...) Per controllare e applicare questo grande potere mentale, hai bisogno di strutturare il tuo pensiero e la tua mappa mentale usando le gerarchie e categorizzazione.Il primo passo è identificare le Basic Ordering Ideas (BOIs - Idee Organizzative di Base). Le BOIs sono concetti chiave entro i quali può essere organizzata una moltitudine di altri concetti.

per fare un esempio concreto
prendiamo la mappa che illustra
il master people strategy
di cui ho già parlato qui


sui i rami principali sono indicate le BOIs
- finalità, iscritti, materie, durata, costo -
cioè le categorie generali partendo dalle quali
è possibile passare, con i rami di II e III livello,
alle informazioni più dettagliate

a pag.102 del libro buzan suggerisce

Un modo sempice per scoprire le principali BOIs è fare domande di questo tipo:
- Se questo fosse un libro, quali sarebbero i titoli dei suoi capitoli?
- Quali sono i miei specifici obiettivi?
- Quali sono le 7 più imporrtanti categorie nell'area presa in considerazione?
- Quali sono le mie domande di base? Perchè, cosa, dove, chi, come, quando ?


e infine specifica i vantaggi
della gerarchia e della categorizzazione

1. Le idee principali sono disposte in modo che le idee di secondo e terzo livello possano seguire velocemente e agilmente per facilitare una struttura di pensiero armoniosa.
2. Le BOIs aiutano a dare forma, scolpire e costruire mappe emntali, permettendo alla mente di pensare in modo naturalmente strutturato

18 luglio 2009

coscienza della conoscenza



segnalo l'articolo di gerlando gibilaro
Conoscenza e coscienza: mappe mentali, mappe concettuali,
brainstorming ed altri concetti astrusi


le riflessioni di gerlando sono interessanti
e molto stimolante è il suo punto di partenza
La domanda è: possiamo disegnare quanta coscienza abbiamo di ciò che conosciamo (o che crediamo di conoscere)?

vi invito a seguire il percorso di geraldo
che alla fine si conclude così:
(...) Ed è per questo che al sottoscritto non piace parlare di mappe mentali differenziandole dalle mappe concettuali. Quando si inizia non si sa cosa ne verrà fuori. (”È pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire spazzato via“.)
Più interessante, mi sembra, l’idea di pensare visivamente: il Think visual di Dave Gray.
Concludo rilanciando, invece, l’idea di scoprire i luoghi e le modalità con cui le mappe mentali e mappe concettuali si mescolano e si confondono fra di loro, esplorando quelle zone di confine: là dove, per dirla con Italo Calvino, non è più possibile distinguere il rombo del tuono dall’ululato del lupo (Italo Calvino: Le città Invisibili).


trovo molto suggestiva l'idea finale di geraldo:
esplorare una zona di confine...tra ordine e caos

personalmente tra le mappe mentali di tony buzan
e le mappe concettuali di joseph novak
scelgo quelle mentali perchè sono più rispondenti
al mio stile cognitivo e potenziano il processo creativo

quando, invece, voglio realizzare una mappa digitale
per coniugare maggiormente creatività e operatività
opto per le solution map di alberto scocco
che sono un compromesso tra mappe mentali e concettuali

per il futuro sono molto interessata ad approfondire
il think visual di dave gray, che avevo già segnalato qui

a questo punto rilancio a gerlando l'idea
di provare le solution map di alberto scocco
chissà... forse è quello che sta cercando!

comunque sia, buon mapping a tutti ;)


p.s.
gerlando gibilaro è avvocato
e coautore del sito indiritto.it

22 dicembre 2008

domatori d'informazioni



è stato da poco inaugurato WikIT
il primo wiki dedicato ai information tamers
cioè a coloro che utilizzano le mappe
per "domare" le informazioni!



le mappe pubblicate sono navigabili



una risorsa veramente importante!

grazie a paul foreman per la segnalazione :)

28 novembre 2007

il futuro delle mappe

interessante articolo di gianandrea giacoma
sui possibili scenari di sviluppo
della rappresentazione della conoscenza tramite mappe


le mappe concettuali e e le mappe mentali
sono utili modi di rappresentare graficamente
saperi e conoscenze per facilitarne
la comprensione, l’analisi, la comunicazione e condivisione

gianandrea osserva giustamente che
non bisogna vedere una mappa mentale/concettuale
solo dal punto di vista materiale e pratico
ma anche da quello psicologico

(…) se per un attimo ci spostiamo all’interno del sistema psiche e osserviamo le mappe da questo punto di vista, la prima cosa che notiamo è che si tratta di una forma di memoria ausiliaria. Un supporto alla nostra capacità di riconoscimento, rievocazione, ecc.. Questo supporto ai nostri limiti di memoria serve a compiere analisi, valutazioni, controlli, feedback, soluzioni, problem solving con più efficacia in senso sia verticale che orizzontale.
Dal punto di vista interno al sistema psichico, una mappa mentale è una forma di “mente diffusa”. Voglio dire che le mappe mentali o concettuali sono strumenti che ricalcano la nostra organizzazione dei pensieri, ampliando la nostra capacità di memoria fissando i concetti graficamente in un insieme visibile nella sua totalità con un colpo d’occhio e potenziando la nostra possibilità di sintesi mediante l’uso di un linguaggio visivo.
Niente di nuovo sotto il cielo, già la scrittura è uno strumento che raccoglie, conserva e rende condivisibile gli “oggetti” della nostra mente; le mappe sfruttano la maggiore capacità di sintesi delle immagini e della grafica ricalcando l’economia organizzativa che la mente ha sviluppato nella sua evoluzione.(…)


gianandrea prosegue delineando
possibili scenari di sviluppo delle mappe
tra cui quello di una maggiore rappresentabilità
del fattore emotivo
che è alla base dell’organizzazione
della conoscenza, delle scelte e dei comportamenti

(…)Sottesa alla razionalità delle nostre strategie e analisi, c’è un campo di fattori emotivi che non sono sempre così espliciti e uno dei possibili obiettivi delle future mappe sarà proprio quello di fornirci una funzione di “specchio” del nostro modo di pensare e comportarci.(…)

personalmente credo, come gianandrea,
che una mappa mentale
possa aiutare ad esprimere la nostra emotività
troppo spesso sepolta dalla razionalità

recentemente in un corso sul mapping
cui ho partecipato come docente
presso un’importante azienda di ICT
ho avuto conferma di tutto ciò

ciascun partecipante al corso
ha sperimentato le mappe in contesti diversi
non solo quelli legati all’attività professionale
ma anche quelli relativi alla vita privata

è stato bello scopire che il mapping coinvolge le persone
dentro e fuori l’azienda
è un nuovo modo di pensare
per vedere la vita in tutta la sua complessità

per esempio Stefania ha raccontato
che per lei la cosa più importante
non è stato realizzare la mappa in se per sé, ma “mappare”

infatti, mentre preparava una mappa per il settore vendite,
si è trovata a riflettere sul “contenuto vero” del suo lavoro
e di come questo influisce sulla sua vita privata

per Grazia invece l’opportunità che l’azienda le ha dato
di conoscere il mapping è stato rilevante
perché ha potuto aggiungere
qualcosa di nuovo nel suo bagaglio di conoscenze

in particolare ha raccontato
di come ha trascorso un pomeriggio con sua figlia di 9 anni
e attraverso una mappa mentale ha conosciuto meglio
il suo mondo, i suoi interessi, i suoi sogni

se volete conoscere altre storie e applicazioni delle mappe mentali nella vita quotidiana vi consiglio di leggere come realizzare le mappe mentali, un testo breve e agile per chi vuole approcciare le mappe mentali in modo soft

la storia che a me è piaciuta di più è quella della "mappa sul frigorifero"
quando l’ho raccontata a mia sorella Francesca
lei ha subito provato una mappa per tenere a bada il manage familiare
(cioè i miei mitici nipoti carlo e paolo di 6 e 4 anni)

21 novembre 2007

la mente umana e le mappe

interessante post di pietro loiacono
- segnala il libro immagini e linguaggi del digitale
nel quale si parla dell'istinto umano a mappare
- spiega in modo chiaro la differenza tra
mappa mentale e mappa concettuale
- suggerisce alcuni software per realizzare
i due tipi di mappa