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28 ottobre 2012

Aprire la porta del XXI secolo

Oggi festeggio una nuova tappa del mio viaggio radiale





















La rivista Inail n.1/2012 ha pubblicato il mio articolo
Mappe mentali per apprendere e comunicare 
con introduzione di Marco Stancati




















Ieri un’amica dopo averlo letto mi ha chiesto:
quanto tempo hai impiegato per scriverlo 
e io senza alcuna esitazione ho risposto:
quasi 9 anni !

E sì, perché quello che ho scritto rappresenta
il mio personale approccio al mind mapping 
che ho maturato nel tempo grazie alla lettura
di libri illuminanti, conversazioni con persone ispiranti,
studenti desiderosi di sperimentare e imparare
e anche molti silenzi dentro e fuori di me

Questo l’abstract dell’articolo

Il comunicatore del XXI secolo vive in una città parametrica, percorre sentieri creativi, scrive in modo sinsemico e prende appunti con una mappa mentale su un taccuino orizzontale. 

Le mappe mentali hanno un’infinità di usi in campo professionale; ma servono anche per organizzare la nostra quotidianità, fatta di pensieri ed azioni. Insomma per non perdere il controllo di aspetti importanti della nostra esistenza, sopraffatti dall’incalzare della Economia della Conoscenza. 

In questo articolo mettiamo a fuoco il rapporto tra “mappe mentali e apprendimento” e narriamo del percorso che ha portato l’Università Sapienza di Roma e quella di Córdoba a mettere insieme passione e esperienze per un progetto comune di approfondimento e ricerca. 

Un mio speciale ringraziamento va a Marco Stancati 
che sin dall’inizio ha creduto nel mio lavoro
e ha aperto le porte delle aule in cui è docente
dandomi la possibilità di insegnare il mind mapping
non solo attraverso la teoria, ma soprattutto
con tanta tanta pratica che ha coinvolto molti studenti

Ora vi lascio alla lettura dell’articolo
che la rivista Inail ha voluto pubblicare
sia in formato cartaceo che digitale
Le mappe mentali per apprendere e comunicare

Ovviamente non poteva mancare la versione radiale !
















Nei prossimi post racconterò del mio processo di scrittura
per condividere ancor di più con voi il mio viaggio radiale
e aprire insieme la porta del XXI secolo

:)

p.s.
l'articolo è stato tradotto in inglese
per la comunità di mind mapper sparsi per il mondo
Mind maps for learning and communicating

30 luglio 2012

dall'albero alla rete

segnalo un bellissimo RSA Animate in cui manuel lima spiega
che, per comprendere la complessità del mondo che viviamo,
non è più sufficiente lo schema ad albero con la sua struttura
gerarchica, simmetrica, ordinata e semplice

oggi il paradigma è quello della rete con le sue connessioni!
lima infatti parla del passaggio "tree life > web life" (time 8:21)
facendo anche riferimento all'analogia con il cervello e la sua rete neurale




(...) Networks are really becoming a cultural meme in their own right. We could even argue, is this the birth of a new movement, is this the birth of ‘networkism’? (...)


da non perdere anche le slides The Power of Networks: 
Mapping an increasingly complex world from Manuel Lima



infine l'articolo di giorgio fontana
Te lo spiego con un'infografica
che parla del lavoro di manuel lima
e della sua passione per l'estetica delle reti

e per rimanere in tema ecco qui
l'articolo in versione lineare...

... e radiale !
















:)

02 luglio 2012

una mappa per orientarsi nel mondo lavoro

oggi il Sole24ore ha pubblicato una grande mappa
per orientarsi nelle novità della riforma del lavoro  
con riferimento ai percorsi in entrata e in uscita

interessante soluzione grafica per visualizzare
un argomento decisamente complesso

questo il nucleo centrale da sui si dipartono i rami


parole chiave e simboli indicano i rami principali
che poi si sviluppano in un flusso di rami secondari






l'uso di diversi colori e sfumature permette di individuare
le molteplici fattispecie, anche se conviene seguire con il dito
il percorso altrimenti un po' ci si perde...




















per ogni fattispecie 2 box di dettaglio
in cui viene specificato il cos'è e il cosa cambia
















in alcuni casi ulteriori biforcazioni con icone
servono a specificare ipotesi alternative
















08 aprile 2011

cervello creativo



on line gli interventi al brain forum
in particolare segnalo la sezione dedicata alla creatività
Prof. Yadin Dudai: Anche la memoria è creativa
Prof. David Poeppel: Come nasce il linguaggio nel cervello
Prof. Idan Segev: Che cosa rende il cervello creativo: una prospettiva sull’arte



a sinistra l'immagine di un neurone
a destra l'albero della vita di gustav klimt

30 settembre 2010

giurisprudenza e neuroscienze



la rivista Sistemi intelligenti, quadrimestrale
di scienze cognitive e di intelligenza artificiale,
dedica il n.2/2010 al tema Scienze Cognitive e Diritto

gli interventi, firmati da esperti nazionali ed internazionali,
e raccolti da Fausto Caruana, illustrano le intersezioni
tra mondo giuridico e diversi ambiti delle scienze cognitive:
neuroscienze, psicologia cognitiva, filosofia della mente,
genetica, psicopatologia



Se la colpa è del cervello
di mario ricciardi

29 settembre 2010

neuroni e società



La comunicazione nel cervello dell'uomo e nella società: somiglianze e differenze
ne parleranno ad un congresso
che si svolgerà a pesaro (1 ottobre) ed urbino (2 ottobre)
esperti e studiosi provenienti da tutta europa

Ricercatori medici, biologi, ma anche filosofi e sociologi si confronteranno sui recenti progressi nella conoscenza della comunicazione nel sistema nervoso centrale e di come le sue reti nervose e molecolari elaborino l’informazione. Questi aspetti saranno messi a confronto con la comunicazione nella società attuale valutando, in una prospettiva completamente nuova, l’interazione cervello-società. In particolare, si discuteranno i limiti e le prospettive della Neuro-Filosofia e della Neuro-Sociologia, nuove discipline che sono gemmate dall’interazione fra Biologia e le discipline classiche.



I processi d’influenza reciproca fra cervello e società saranno, quindi, analizzati principalmente, attraverso due aspetti:

- Come può la comunicazione nel cervello essere fonte di sviluppo di particolari processi di comunicazione nella società? Parafrasando K. Popper e JC. Eccles ( L’Io e il suo Cervello, Armando Editore, Roma 1981) …. come è possibile che “il mondo dei contenuti oggettivi di pensiero”, specialmente di pensieri scientifici, poetici e delle opere d’arte sia il prodotto degli uomini? In particolare, durante il congresso, il prof. Venerino Poletti dell’ospedale di Forlì illustrerà le due “anime” che devono caratterizzare la medicina che si prende cura dell’uomo: l’arte e la scienza.

- Quali sono gli effetti che la comunicazione nella società ha sulle capacità cognitive del cervello nelle diverse fasi della vita (sviluppo, età matura, senescenza) e come la comunicazione sociale influenzi il cervello, indirizzandone le scelte in politica ed economia.

Insomma, alcuni aspetti della cultura possono essere spiegati attraverso lo studio del cervello e viceversa alcuni meccanismi che sono alla base della funzione cerebrale possono essere compresi attraverso un'analisi dei prodotti culturali.

per maggiori info
Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

07 settembre 2010

mappe mentali e neuroeconomia



domani terrò una lezione sul metodo delle mappe mentali
nell'ambito della scuola estiva "I misteri della cooperazione
Analisi, modelli e simulazioni sull'origine e la dinamica
dei comportamenti pro-sociali"
organizzata da
LABSS (Laboratory on Agent Based Social Simulation,
dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione)
in collaborazione con AISC (Associazione Italiana Scienze Cognitive)

gli argomenti della giornata riguarderanno
cognizione-finanza e neuroeconomia
e questo è l'abstract del mio intervento



Viviamo in un mondo complesso in continua trasformazione. La crisi economica, il crollo delle borse sembrano dimostrare che l’economia sia governata da forze incontrollabili e i classici algoritmi matematici spesso falliscono nell’identificare per tempo le crisi finanziarie. L’essere umano, infatti, non si muove unicamente sulla base di calcoli probabilistici sottoposto ai vincoli di una razionalità perfetta, ma è influenzato da fattori psicologici, da emozioni come paura, panico, fiducia, rimpianto, ricompensa.

In questo contesto abbiamo bisogno, come scrive Edgar Morin, “di un metodo che ci aiuti a pensare la complessità del reale, invece di dissolvere e mutilare la realtà”.

Le scienze cognitive e le neuroscienze hanno dimostrato che l’uomo non pensa per modelli lineari, anche se gli strumenti di cui dispone per concretizzare le idee seguono questa logica e le informazioni vengono strutturate in modo sequenziale.




Un primo passo verso la traduzione “biologica” delle idee è possibile con il metodo delle mappe mentali, ideato negli anni ’70 dal cognitivista inglese Tony Buzan, che permette di rappresentare graficamente il pensiero con parole e immagini seguendo una strutturale radiale in analogia a quella neuronale. La mappa mentale consente di sfruttare la capacità naturale della mente umana di associare idee e pensieri in maniera non lineare e di utilizzare al meglio le potenzialità latenti dell’emisfero destro del cervello, cioè quello che elabora le informazioni in modo globale, creativo, intuitivo ed emotivo, facendolo lavorare in sinergia con l’emisfero sinistro che invece è logico e razionale.

Durante la lezione verificheremo insieme in che modo il metodo delle mappe mentali può contribuire a studiare meglio i processi decisionali nella soluzione di compiti economici ed avvicinare l’homo oeconomicus a quello neurobiologicus.

09 maggio 2010

visualizzare la complessità

con riferimento all'articolo pubblicato su repubblica
Macché Taliban. In Afghanistan il vero nemico è Powerpoint
claude aschenbrenner fa delle giuste riflessioni
a proposito delle rappresentazioni grafiche
La cartographie est une chose trop serieuse pour etre confiée aux militaires

ecco come il tema della guerra in afghanistan
può essere diversamente rappresentato






per i particolari vi rimando al post di claude

a proposito di infografica segnalo l'interessante
densitydesignlab del politecnico di milano
e in particolare l'intervento a TEDx Lake Como
di paolo ciuccarelli sul tema della visualizzazione
come chiave di lettura della complessità

25 marzo 2010

la strada migliore è obliqua



La distanza più breve tra due punti, ci insegnavano a scuola, è una linea retta. Ma non è necessariamente la migliore.

Il modo più diretto per arrivare al successo spesso non è diritto: è un percorso fatto di errori e casualità, di esperienza accumulata, di tentativi a zig-zag.

Insomma, la via che porta alla realizzazione di noi stessi rifugge dalle scorciatoie e dall' istinto: è obliqua, come il lento formarsi della conoscenza.


la Repubblica 19 marzo 2010

29 novembre 2009

percorri le impronte



Percorri le impronte
che ci porteranno al futuro.
I link per capire il presente del corpo,
delle relazioni e della conoscenza

L'interpretazione dei segni
di Luca De Biase

... Ammettere la complessità dei fenomeni non vuol dire rendersi la vita difficile: piuttosto si vive male lontano dalla realtà, accoccolati nel realismo lineare delle relazioni causa-effetto...

... Nel caos dei segni, i fatti sono tracce solo se sappiamo che cosa stiamo cercando. Solo allora tentiamo di imparare a interpretarli...

...Perché se il mondo appare come un labirinto e la visuale è schiacciata sempre solo sul prossimo bivio, prima o poi ci si perde: come spiegava Umberto Eco ne Il nome della rosa, un labirinto si risolve pensandolo dall'esterno. O almeno pensando.

Questa non è l'epoca della certezza, forse... Ma di certo è un'epoca nella quale l'approfondimento e la riflessione sul senso di quello che stiamo facendo ci possono salvare.

22 novembre 2009

cervello in technicolor



Mentre leggete queste parole, una miriade di circuiti fitti e ingarbugliati si sta accendendo nella vostra scatola cranica. Saltando da un neurone all'altro, impulsi elettrici corrono a velocità della luce in un groviglio di cellule nervose connesse da milioni di milioni di filamenti. Poi si tramutano in movimento, sensazione o pensiero.

I neuroscienziati hanno iniziato il lungo viaggio per la comprensione dei sentieri neuronali due secoli fa, ma la complessità di questa matassa rende lo studio del cervello umano ancora adesso una delle sfide più ambiziose della scienza contemporanea.

Oggi la ricerca ha lo strumento che potrebbe aiutarla a trovarne il bandolo: una tavolozza di colori. O, per essere più precisi, una sua elaborata evoluzione tecnologica. Il filo di Arianna inizia a srotolarsi in America. Nei laboratori dell'Università di Harvard un gruppo di scienziati guidati dal biologo molecolare Jeff Lichtman ha incredibilmente raffinato i risultati del brain imaging, la tecnica che permette di visualizzare le aree del cervello... (continua)


questa ricerca è entusiasmante
e penso che le mappe mentali siano utili
proprio perchè consentono di rappresentare il pensiero
che si sviluppa attraverso i sentieri neuronali


la struttura di un neurone


la struttura di una mappa mentale


una mappa mentale sul tema dei sistemi complessi

04 novembre 2009

l'importante è contaminare

prendo spunto dai commenti lasciati
da luigi e francesco al precedente post
per continuare a riflettere sui vantaggi
della rappresentazione radiale del pensiero

oltre a fare salti in avanti
luigi giustamente fa notare che
la mappa aiuta anche a tornare indietro
per non perdere il filo del discorso

questo pensiero in movimento
penso sia utile per dare vita
a nuove e interessanti contaminazioni
soprattutto quando sulla stessa mappa
si ragiona in due o più persone
che fondono le diverse conoscenze in un'unica visione

di contaminazioni ne parla
il magazine ventiquattro di questo mese



REMIX
Ricominciare da ciò che c'è.
Ricombinare ciò che si sa.
E' così che nascono nuove imprese,
nuove conoscenze, nuove vite.
Benvenuti nell'era del remix.


molti articoli interessanti tra cui
Rompete le righe a cura di chiara simajni

Eliminare i concorsi universitari, valorizzare gli interessi eccentrici, svincolare parte del lavoro dipendente da obiettivi precisi. Sono alcuni degli strumenti che consentirebbero di promuovere l'interdisciplinarità in Italia favorendo ricerca e innovazione. A indicarli, nel corso di un incontro organizzato da Ventiquattro, cinque esperti di altrettanti settori (...)

L'importante è contaminare di rosario mantegna
che ha fondato insieme a eugene stanley
l'econofisica, disciplina che applica
i concetti della fisica all'economia

Ai finanzieri di Wall Street, il patologo Harvey Rubin consigliava di studiare le colonie di batteri per capire come prendere decisioni. L'anno scorso, su Nature, Sir Robert May ricordava un rapporto delle Accademie delle scienze americane e della Federal reserve, che nel 2006 aveva raccomandato ai banchieri, senza grande successo come si è poi visto, di ispirarsi alla vita degli ecosistemi per descrivere il "rischio sistemico"(...)

Era il 1995, l'economia e la biologia stavano mutando: da discipline basate su molte osservazioni e pochi dati da analizzare, si erano messe a produrre una marea di informazioni. Occorreva trovare un senso alle sequenze di geni dei più svariati organismi, o alle quantità di merci prodotte, scambiate e consumate nei vari paesi. Servivano modelli interpretativi meno semplificati, ma allo stesso tempo non troppo dettagliati. Altrimenti sareb-bero stati come la mappa dell'Imperatore narrata da Borges: così ingombranti da ricoprire l'intero regno.(...)


Mescolando tante discipline, ormai possiamo avventurarci in una descrizione quantitativa di scenari che rappresentino la diffusione della malaria, l'evoluzione del clima o il mercato delle materie prime, in maniera realistica. Così la mappa diventa meno semplice di un tempo, ma resta più maneggevole di quella dell'Imperatore


forse per un fisico, un biogolo e un economista
sarebbe utile "mescolare" le diverse idee
rappresentandole in una mappa mentale!

buon remix a tutti ;)

28 ottobre 2009

AllenaMente # 6_bis

prendo spunto da un commento
fatto da donatella al post di ieri
per fare alcune riflessioni

Ciao Roberta,
mi piacerebbe molto provare l'esperienza della mappa collettiva, cercherò di rimediare :D Fino ad ora ho realizzato solo mappe in solitudine o collaborando a distanza con altre persone; l'unica volta in cui mi sono ritrovata in gruppo è stato proprio al tuo mappe_mentali_lab.

Ho una domanda: la mappa viene realizzata man mano che i partecipanti condividono le riflessioni o queste si raccolgono tutte (o 2-3 per volta) e poi, fatto il punto della situazione, si disegna?

un saluto,
Donatella


la mappa mentale collettiva
è un'esperienza molto particolare
che trovo ogni volta sorprendente
perchè quando comincio
non so mai cosa accadrà...



questa mappa l'ho realizzata in presa diretta
nel senso che dopo ogni singolo intervento
ho chiesto alla persona di dirmi le parole chiave
che potevano riassumere il concetto espresso
e su quale ramo dovevo scriverle

durante la sessione è anche capitato
che io abbia fatto la sintesi da sola
mentre gli altri parlavano sollecitati
dalle domande di myriam

in effetti una regola fissa non c'è:
fare una mappa collettiva
è come lasciarsi trasportare dal flusso...

un elemento molto importante è
l'intesa tra i due conduttori della sessione
in questo caso io e myriam, con un discreto allenamento
e dopo prove ed errori, siamo riuscite
a creare il giusto equilibrio tra dialogo e sintesi

imparare a fare una mappa collettiva
è stato per me molto istruttivo
perchè mi ha fatto capire concretamente
cosa vuol dire ascolto attivo

in questa mia ricerca di equilibrio
ho trovato interessante leggere
l'articolo di marianella sclavi
Ascolto attivo e seconda modernità
segnalato nel sito nuovo e utile

in base alla mia esperienza
penso che il metodo della mappa mentale
sia utile per cambiare abitudine di pensiero:
passare da un sistema semplice a uno complesso



e trasformare l'ascolto passivo in attivo



Le sette regole dell'arte di ascoltare
di marianella sclavi

1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.

07 settembre 2009

la follia necessaria



del filosofo edgar morin avevo già parlato qui
su D-la repubblica delle donne di sabato scorso
a pag. 79 una sua intervista

(...) Che cosa ci intossica?
Le idee esemplificatrici. I pensieri chiari e distinti, che rifuggono l'oscurità e l'incertezza, la complessità. Quei pensieri che credono di possedere il mondo ma sono posseduti dal fantasma folle della lucidità.

Qual è un pensiero sano?
Un pensiero ecologico è necessario ma non potrà essere sano se non accetta la propria follia. E' nel dialogo tra ordine e disordine che sta l'anima del mondo.

Che cosa la incanta ancora?
Piangere, amare, ridere, comprendere. Mi sento sempre in cammino, e nello stesso momento un vecchio, un adulto, un adolescente e un bambino. La curiosità e la passione ha "fatto" la mia vita. Una curiosità onnivora e una infinita passione.


p.s.
morin a novembre sarà a milano e a rimini

22 luglio 2009

professione: mind mapper # 3




Venerdì 24 luglio
parteciperò allo Staff Day
di PricewaterhouseCoopers Advisory Srl del nord-est
che si svolgerà a Ponzano Veneto presso il Relaise Monaco

Il tema della giornata sarà Nana-Korobi Ya-Oki.
Innovare i parametri dell’efficacia consulenziale

e durante la mattina farò un intervento dal titolo
Orientarsi nella complessità: con quali mappe?



Nel pomeriggio condurrò un laboratorio
durante il quale i partecipanti, in piccoli gruppi,
realizzeranno delle mappe mentali per individuare
i parametri innovativi dell'efficacia consulenziale

:)

p.s.
Nana-Korobi Ya-Oki nella lingua giapponese vuol dire
Puoi cadere sette volte, e rialzarti otto

20 febbraio 2009

caos managment

la rivista caos managment ha pubblicato
le mie mappe sul concetto di evolutionary managment
insieme al mio articolo che parla del radiant thinking

02 febbraio 2009

riduzionismo ed emergenza

un bel post di luca comello
che analizza le categorie del presente
e ci aiuta a guardare al futuro

21 gennaio 2009

mappe mentali nella didattica della chimica organica



Ai tempi di Aristotele, tutto quanto bisognava sapere stava nella memoria di un uomo di buona cultura. Ai tempi di Leonardo, stava almeno nella memoria di Leonardo. O in quella di Pico della Mirandola. Oggi è impossibile sapere tutto, ma bisogna sapere come si fa a sapere. E imparare come si fa a imparare. La sfida, in tempi di complessità, si fa più complessa, e il luogo dove si comincia a vincerla è la scuola.

quella che avete appena letto
è una delle sette suggestioni sulla creatività
che annamaria testa ha espresso sul sito nuovo e utile

mi sembra che sia il giusto incipit
per raccontare una nuova storia di mind mapper

gianluca farinola, professore di chimica organica
presso l’università degli studi di bari,
ha partecipato al mappe_mentali_lab
e qui racconta come ha applicato il metodo
nella sua attività professionale


Ciao Roberta,

come già ti accennavo, spinto dalla curiosità di verificare l’utilità delle mappe mentali, ho voluto fare un esperimento didattico.

Ho deciso di farlo non in uno dei corsi che tengo regolarmente a studenti dei primi anni di Scienze Ambientali o di Biotecnologie, ma in una situazione di didattica ancora più avanzata: il corso di Didattica della Chimica Organica presso la Scuola di Specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria (SSIS).

Senza addentrarmi nell’argomento, è necessario precisare che l’insegnamento (e l’apprendimento) della Chimica Organica è reso particolarmente complicato dalla duplice natura sistematico-descrittiva e razionale-predittiva di questa disciplina, giovane ed in continua e vivace evoluzione.

Conosco bene per l’esperienza diretta che mi deriva dal contatto con centinaia di studenti questa difficoltà. Dunque ho deciso di spiegare NON LA CHIMICA ORGANICA, ma L’INSEGNAMENTO DELLA CHIMICA ORGANICA con le mappe mentali.

Quale è stata l’utilità?

Ho confrontato l’impostazione didattica classica (prevalentemente sistematica) con quella più innovativa, che io senz’altro preferisco, basata sulla razionalizzazione della fenomenologia. Per confrontare i due approcci didattici ho semplicemente costruito le mappe mentali corrispondenti, ed il risultato è stato immediatamente evidente: la mappa mentale dell’approccio sistematico-descrittivo ( che io non condivido) è risultata enormemente complicata ed intricata, mentre quella dell’approccio razionale (basata sulle proprietà e sulla reattività dei composti) è apparsa subito più semplice, compatta e logica.




Il confronto delle rappresentazioni grafiche offerte dalle due mappe mentali è stato più espressivo e incisivo di molte parole nel convincere i miei studenti (specializzandi professori di chimica organica) su quale sia l’approccio migliore.

Ho poi proseguito l’intero corso utilizzando le mappe mentali per offrire una sinossi di tutti gli argomenti del corso secondo l’organizzazione a mio parere più opportuna.



L’uso delle mappe mentali, oltre a rendere più agevole ed immediata la visione d’insieme degli argomenti, la successione nello svilupparli, ha anche consentito di rilevare in modo immediato eventuali incongruenze didattiche, qualora ve ne fossero. Inoltre, riassumendo le varie unità didattiche con le mappe mentali, il futuro docente è in grado di modulare gli argomenti da svolgere in base al tempo a sua disposizione ed all’interesse manifestato dagli studenti che ha di fronte.

Per essere più chiaro: ho fornito per ogni argomento la mappa mentale nella versione più completa; ma in caso di mancanza di tempo o di una classe poco ricettiva, il docente può eliminare alcuni argomenti tagliando alcuni rami della mappa mentale, al livello gerarchico che preferisce…in pratica “potando” questo o quel ramo. O, ancora di più, può decidere di tagliare un ramo e di “innestarlo” sulla mappa mentale di un altro argomento nell’ambito del quale può trattare meglio quell’aspetto. Ciascun ramo della mappa mentale (unità didattica) potrà poi diventare mappa mentale della singola lezione.




Le mappe mentali sono un mezzo davvero versatile non solo nella forma, ma nella sostanziale opportunità di mostrare le nostre costruzioni intellettuali(l’insegnamento della chimica organica in questo caso) da una prospettiva diversa che può diventare feconda di sviluppi inattesi

Il seme è gettato, gli studenti (futuri professori) hanno accolto con grande interesse questo approccio. Ti invio alcune mappe realizzate dagli studenti.







Guardandole comincio ad immaginare la chimica stessa insegnata con le mappe mentali... ma questa è un’altra storia.

Ciao, Gianluca.

ringrazio gianluca e i suoi studenti
per questa testimonianza importante
e spero che, guidati dalla passione per il loro lavoro,
vorranno continuare a scrivere questa storia
di immaginazione -> creatività -> innovazione !

:)

p.s.
tutte le mappe degli studenti
le potete vedere qui

14 gennaio 2009

appunti sull'evolutionary managment



quando partecipiamo ad un convegno, un seminario
le riflessioni e idee che vengono espresse dai relatori
possono diventare l'incipit per elaborare
nuovi e personali percorsi di conoscenza

prendere appunti in modo efficace è quindi molto utile
perchè, quanto torniamo a casa, possiamo rileggerli
e utilizzarli in diversi modi

quelli che vedete sono gli appunti che ho preso
durante l'intervento del prof. alberto de toni
in occasione della presentazione del master
Evolutionary managment: nuovi approcci manageriali
per innovare nella complessità




è bastato rivedere qualche passaggio e parola chiave
aggiungere un pò di colore per condividerli
sul blog dedicato al master

05 gennaio 2009

geografi nomadi



il magazine D La Repubblica delle Donne n.628
pubblica un articolo che raccoglie
le riflessioni di 15 personalità
a cui è stato chiesto d'immaginare il futuro

queste le parole di rosi braidotti, filosofa femminista

(...) La crescente “non pensabilità” del futuro ci sta privando dell’unica realtà che abbiamo, il presente. La difficoltà a stare in un tempo che sfugge e muta di continuo si esprime nelle grandi patologie di oggi. L’ansia, la depressione, le dipendenze, la sindrome da burn out, bruciato, che colpisce gli operatori sociali. I corpi sono dei termometri delle soglie di sostenibilità.

Una delle funzioni fondamentali del pensiero critico è di arrestare queste velocità di fuga, spingendo il tasto “pausa”.

Per riuscire a capire in profondità e ripartire, bisogna prima fermarsi. E il ruolo che può avere un intellettuale oggi è simile a quello del meteorologo o del geografo: si tratta di costruire mappature e cartografie, sapendo che ciascuna di esse è provvisoria, perché tutto cambia molto rapidamente. Le mappe servono al soggetto nomade per capire come e dove “appoggiare” le proprie passioni così da costruire comunità che possano affermare potenzialità diverse.(continua pag.40-41)