14 febbraio 2021

I’m large, I contain moltitudes

Così cantava il poeta americano Walt Whitman

e le sue parole oggi mi hanno guidato 

in un percorso di riflessione e di crescita 

che voglio condividere con voi

 

I primi mesi dell’anno per me sono sempre molto impegnativi

perché, mentre porto a conclusione alcuni progetti, 

altri mi vengono assegnati come obiettivi per il nuovo anno

 

Oggi ho voluto dedicare del tempo 

per fare il punto della situazione:

recuperare energie e lucidità,

capire a che punto sono 

e quali sono i prossimi passi da compiere

 

E allora, quale occasione migliore 

per fare tutto questo con Designer in Gioco !

 

Così ho preso un bel foglio A3 

matita, gomma, pennarelli colorati

e la voglia di “guardare dall’alto” il mio lavoro

utilizzando il metodo del mind mapping




Per iniziare ho piegato il foglio in quattro parti

poi l’ho ripiegato a metà in modo da ottenere 8 spicchi

e poter così gestire facilmente lo spazio

 

Sono partita dal centro disegnando me stessa 

dentro una carta da gioco ;-)

 

Utilizzando il primo quadrante a destra 

ho tracciato un ramo di primo livello

e ho scritto l’argomento del primo progetto

che mi è venuto in mente 

e, procedendo in senso orario, ho proseguito

 

In questa prima fase non ho seguito un criterio specifico

ho lasciato che la mia mente fosse libera di spaziare

per entrare in un flow generativo e individuare 

i progetti su cui sto lavorando di più in questo momento





















Dopo averli scritti li ho “osservati dall’alto” 

e, utilizzando i pennarelli, li ho distinti 

in 2 macro categorie:

in blù i percorsi formativi 

in rosso i progetti sviluppo risorse umane




















Poi ho preso la scatola di Designer in Gioco

ho aperto il flyer dove sono riportate 

le fasi del design thinking

e ho associato ad ogni fase un colore
























Quindi mi sono focalizzata su ogni singolo progetto

e, pensando alle ultime settimane, mi sono chiesta:

  • -       In quale fase mi trovo?
  • -       Quali sono le attività che sto svolgendo?
  • -       Sto lavorando da sola o con un* collega?, 
  • -       Oppure faccio parte di un team interfunzionale?
  • -       Quali out-put ho realizzato?
  • -       Sono soddisfatta del mio lavoro?
  • -       Cosa mi piacerebbe realizzare? 
  • -       Perché non l’ho ancora fatto?

 

Questo momento di auto osservazione 

è stato molto importante perché durante la settimana 

passo da un progetto all’altro in modo frenetico, 

rincorrendo il tempo che non è mai abbastanza

nella corsa del fare, fare, fare… 

 

A volte la velocità mi fa perdere la visione d’insieme 

e mi potrebbe portare a non realizzare l’obiettivo 

che mi è stato assegnato nei tempi programmati

 

Come step successivo ho poi indicato per ogni progetto

una fase del desing thinking e il mestiere collegato ad esso

che più mi rappresenta in questo momento





















Facendo questo lavoro ho fatto chiarezza 

su diversi aspetti che non avevo preso in considerazione

e che mi permettono ora di trovare 

un filo rosso che unisce il tutto

 

Per esempio, mi sono resa conto che

il percorso formativo più complesso 

ora è quello sull’empowerment 

destinato a circa 4.000 colleghi del middle management

che sto realizzando insieme a due colleghe formatrici

con il coordinamento di un dirigente

 

Per la prima fase del percorso, che si sta per concludere,

ho scelto li mestiere della vetrinista perché recentemente

ho collaborato a scrivere un articolo 

per la newsletter interna per raccontare e valorizzare

le metodologie didattiche innovative 

che abbiamo messo in campo

grazie all’utilizzo di piattaforme di collaborazione 

 

Invece, per la seconda fase che è in corso di progettazione,

il mestiere che ho scelto è quello dell’autrice di guide

perché mi dovrò mettere in ascolto dei colleghi

per comprendere i loro bisogni attuali

e ri-progettare il percorso formativo 

anche alla luce delle modifiche organizzative

che nel frattempo sono intervenute 

 

Il mestiere dell’autrice di guide mi ha fatto riflettere 

su una competenza molto importante 

che dovrò mettere in campo: saper fare le interviste

perché, come mi ricorda Cristina Lavazza,

intervistare è un’arte che si può imparare 

anche partendo dagli errori!


Nei prossimi giorni continuerò ad esplorare gli altri mestieri 

che ho indicato nella mia mappa di orientamento,

e farò tesoro dei super-poteri che ogni mestiere porta con sé

che mi aiuteranno nel lavoro quotidiano!





















A questo punto però mi chiedo:

cosa accadrebbe se condividessi 

questa mappa con i miei colleghi?

quali dinamiche si potrebbero innescare?

 

Forse potrebbero nascere cose interessanti perché,

come scrive Cristina Lavazza, 

l’experience designer del nostro DiG,

Designer in Gioco nasce per aiutare 

le persone e le organizzazioni a identificare 

e coltivare valori e capacità di persone e team

 

D’altra parte le organizzazioni complesse 

si fondono sul contributo non solo del singolo 

ma, soprattutto oggi, anche di team interfunzionali 

 

Ma, come scrive Luisa Carrada, 

la copywriter del nostro DiG, 

ogni gruppo è fatto di tanti individui, 

e più sono ricchi di diversità più il gruppo funziona, 

a patto di conoscersi molto, ma molto bene.

 

E allora chissà, forse un giorno tutto questo 

potrebbe accadere nell’azienda in cui lavoro… ;-)

 


*** 

 


P.S.

Se vuoi navigare la mia mappa

puoi scaricare la sua versione digitale














Cliccando su ogni carta potrai a scoprire 

il mestiere che ho scelto :-)

15 luglio 2020

Il piccolo è grande, e viceversa


Oggi la stanchezza si fa sentire, il lavoro ha assorbito le mie energie più del solito. 

 

Ho dedicato parte della mattinata alla lettura di documenti strategici della mia azienda che coprono l’arco temporale dei prossimi 5 anni. A guardare l’evoluzione che si prevede di realizzare viene un senso di “vertigine” per quanto sia importante l’impatto che avrà sulla società. 

 

Il mio impegno quotidiano è quello di dare un contributo attivo a tutto, questo cercando di essere il più possibile consapevole del mio ruolo professionale. Per questo, alla fine di questa faticosa giornata, ho aperto Designer in Gioco e sono partita dalla pagina del Design Thinking per farmi guidare in questa riflessione.

 

Tra le 5 fasi del pensiero progettuale mi sono ritrovata nella prima “Immergersi nello scenario” e ho capito che oggi ho vestito i panni dell’entomologa perché ho analizzato i singoli elementi come parti indispensabili dell’equilibrio globale.



 


















Leggendo quei documenti strategici è come se avessi utilizzato il microscopio per vedere nel grande il piccolo, dietro i grandi numeri il comportamento di ciascuna persona che “anima” la mia grande azienda.

 

Per esplorare il mestiere dell’entomologa ho scelto poi una domanda stimolo che mi accompagnerà nei prossimi giorni: 


Quali aspetti minuti di un progetto possono segnarne la riuscita o la fine?

“Se le api sparissero, il genere umano si estinguerebbe in quattro anni”. Non siamo certi che questo famoso monito sia stato pronunciato da Albert Einstein, ma contiene comunque molta verità. Basti pensare che delle 100 colture che costituiscono il 90% della produzione mondiale di cibo, ben 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api.
In ogni progetto ci sono particolari, aspetti, a volte anche ruoli, solo apparentemente trascurabili, ma decisivi invece per la piena riuscita. Quale strategia segui per riconoscerli e controllarli fin dall’inizio?

 

Ora la stanchezza è meno pesante, le mie energie sono indirizzate verso un obiettivo importante.

 

E tu, in quale mestiere ti sei ritrovato oggi? 


Prova a scoprilo con Designer in Gioco

 


05 luglio 2020

Per tornare, ci voleva un gioco

è trascorso diverso tempo dall’ultimo post

 

in questi anni il lavoro in Inps mi ha molto impegnata

ma negli ultimi tempi sentivo la necessità 

di aprirmi a nuove esperienze

sperimentarmi in nuove situazioni

 

questa inquietudine mi ha spinto a confrontarmi 

con professioniste amiche che stimo molto,

Luisa CarradaMarzia Bianchi e Maria Cristina Lavazza,

e ho scoperto che anche loro avevano la stessa voglia 

di andare oltre le professioni individuali



così dalle parole siamo passate ai fatti

e per una volta al mese ci siamo incontrate

per lasciare le nostre idee libere 

di esprimersi e di contaminarci

 

da qui è nato Designer in gioco

un sito, un mazzo di carte e tanti giochi 

per esplorare il proprio sé professionale 


















ora che tutto è on line voglio condividere 

i momenti che più mi hanno emozionato

e che difficilmente dimenticherò

 

sono i ricordi legati ai primi incontri

quando le nostre parole fluivano in piena libertà

e non avevamo una chiara idea 

di cosa avremmo fatto nell’incontro successivo

 

in quei momenti, mentre parlavamo, ridevamo, sognavamo

io prendevo appunti con il metodo delle mappe mentali

scrivendo le parole chiave con un tratto leggero di matita

 

ero veloce, non mi fermavo 

non mi domandavo se era giusto o sbagliato

ero completamente immersa nel flusso delle parole 

 

magicamente per ogni incontro completavo una mappa su foglio A3

usavo un solo foglio che riusciva a contenere tutte le nostre riflessioni

perché era un continuo rimando tra noi quattro:

l’idea di una continuava a svilupparsi con i suggerimenti dell’altra

 

poi un giorno, inaspettatamente, 

riguardando le mappe dei mesi precedenti 

ripercorrendo il percorso di certi ragionamenti

osservando le ricorrenze delle parole chiave

ecco che, tutto d’un fiato, abbiamo tracciato la mappa dei mestieri



 













ogni volta che la guardo mi emoziono

perché lì c’è l’inizio di ciò su cui avremmo lavorato 

intensamente, appassionatamente e senza mai mollare

anche nei momenti più difficili della pandemia

 

in quel foglio A3, a piè di pagina, trovate anche 

il nome del sito e la sua headline

con le correzioni, i ripensamenti, le limature 

che rendono quel momento speciale e indimenticabile

 

e allora, siete pronti per iniziare a giocare?

02 marzo 2016

continuare a esplorare

Il lavoro in Inps assorbe sempre più le mie energie
ma quando posso insegno mind mapping in giro per l'italia
perché voglio mantenere ampi i miei orizzonti,
continuare a esplorare e a meravigliarmi
















per me è sempre stimolante conoscere nuove persone,
ascoltare le storie di chi crede nei propri sogni
e impegna tutte le sue energie per realizzarle

e questa è la storia di rosy russo che
nella bella trieste ha dato vita a UAUAcademy
una "palestra" di comunicazione 2.0
dove, a febbraio, mi ha invitato a tenere un laboratorio












ho accettato molto volentieri l'invito di rosy
perché sin da subito ho capito
che organizza ogni corso con cura e attenzione
per offrire una formazione che stimola curiosità
e permette di apprendere nuovi strumenti di lavoro













il laboratorio è stato vivace e stimolante
grazie alla varietà dei partecipanti provenienti
da contesti professionali molto diversi
ma con uno scopo in comune: apprendere
il metodo delle mappe mentali per scrivere, spiegare,
comunicare, organizzare, creare e pensare meglio!

Mappe Mentali Lab UAUAcademy

è stata una vera soddisfazione vedere che tutti
sono riusciti ad applicare il metodo ai propri progetti,
a organizzare i pensieri con una nuova architettura
per scoprire nuove soluzioni e opportunità




















durante il laboratorio e in perfetto stile "UAU"
è iniziata la condivisione su twitter


ad un certo punto, e a "mia insaputa"
in una foto è stato taggato tony buzan, sì proprio lui !
buzan, che è molto attivo su twitter con i suoi 23.000 follower n
on si è fatto attendere troppo e ha risposto :-)

non vi nascondo che mi sono emozionata perché,
oltre a ricevere un complimento dal mio "guru",
ho percepito ancora di più la forza di internet
che riduce le distanze, crea connessioni inaspettate,
alimenta la curiosità e la voglia di innovare

e così, curiosando tra i follower di tony buzan,
sono arrivata in cina dove giovani mind mapper crescono ;-)


ecco, il mio viaggio continua... :-)

28 febbraio 2016

Mind mapping: una scrittura radiale come il pensiero















a gennaio ho partecipato al convegno C-Come
dedicato al copywrinting, alla creatività e ai contenuti,
ben ideato e organizzato da Pennamontata e Studio Notarfrancesco

è stata una piacevole occasione per condividere
la mia esperienza di mind mapper
maturata in ormai più di 12 anni

qui pubblico le slide del mio intervento
durante il quale mi sono soffermata sull'uso
delle mappe mentali nel processo di scrittura

 

il caso concreto che ho illustrato
è tratto dal mio lavoro in Inps Formazione
che mi sta dando belle soddisfazioni
















da circa un anno è stato avviato
un progetto di formazione sulle competenze trasversali
e, considerato il numero di destinatari (siamo circa 29.000),
è stato deciso di iniziare con una fase di "avvicinamento"
utilizzando brevi video della durata di 4-5 minuti

io e una collega abbiamo ideato e progettato
il video sul tema della gestione del tempo
(la realizzazione tecnica è stata poi svolta
con i colleghi della direzione comunicazione)
















abbiamo iniziato a progettare il video
leggendo libri, facendo ricerche in internet
e via via che il tempo passava
abbiamo raccolto le informazioni
in un testo utilizzando un foglio word

a un certo punto ci siamo rese conto che
un testo così analitico e dettagliato
non ci aiutava a decidere cosa dire
in un video che doveva durare solo 4-5 minuti

















così abbiamo marcato il testo per evidenziare le parole chiave
e, dalla raccolta di informazioni, siamo passate
alla progettazione del testo organizzando
le parole chiave con una mappa mentale:
sui rami di I livello i concetti generali
su quelli di II e III le informazioni di dettaglio

questa è la prima di una lunga serie di mappe
















come si può notare è una mappa molto "minimal"
fatta semplicemente con carta e matita

non abbiamo avuto bisogno di software sofisticati
con funzionalità spaziali, perché in quel momento
eravamo concentrate solo sui nostri pensieri

avevamo bisogno di libertà, di cambiare idea
di cancellare parole per spostarle da un ramo all'altro
in modo che il discorso fosse il più fluido possibile

la mappa è stata anche molto importante
come spazio di negoziazione perché
lavorare con un'altra persona vuol dire
mettere insieme punti di vista diversi

andando avanti con la progettazione
abbiamo organizzato i contenuti in 4 quadranti
in modo che 1 quadrante corrispondesse a circa 1 minuto
















ecco la mappa mentale con la quale abbiamo definito i contenuti
e le frecce sottolineano i passaggi da un concetto all'altro

















dalla progettazione con la mappa mentale
siamo poi passate alla redazione del testo
iniziando con le parole chiave del primo quadrante
















mentre scrivevamo il testo è stato molto facile
creare un visual da utilizzare nel video
al posto delle solite e un po' noiose slide

















ricapitolando le fasi del processo di scrittura:
1. raccolta informazioni: testo = analitico e dettagliato
2. progettazione: mappa = visione d'insieme con parole chiave
3. redazione: testo + visual

le mappe mentali sono state quindi utili per diventare
più consapevoli della dimensione spaziale della scrittura 
che può essere non solo lineare, alfabetocentrica
ma anche radiale, sinsemica che nasce dall'unione
di parole, immagini e colori

















ho concluso il mio intervento con un'immagine
regalatami da un collega che, durante un laboratorio,
ha cominciato a chiamare i rami della mappa "braccia"
perché gli era tornato in mente il libro "Il Signore degli Anelli"

in particolare la scena è quella in cui i piccoli hobbit
entrano nella foresta alla ricerca di aiuto
e incontrano un uomo-albero che con i suoi rami-braccia
prende gli hobbit e li mette in salvo

















ecco, mi piace pensare alla mappa mentale
come a qualcosa di vitale che, con i suoi rami*braccia,
mette in salvo le nostre idee
e soprattutto le mette a disposizione degli altri

 :-)

10 gennaio 2016

C-Come 2016


Sabato 30 gennaio parteciperò a C-Come 2016 
convegno nazionale su copywriting, creatività
e content marketing con un intervento dal titolo
Mind Mapping: una scrittura radiale come il pensiero



La tecnologia ha velocizzato il nostro modo di scrivere: con un semplice clic tagliamo, copiamo, incolliamo testi che salgono e scendono lungo il foglio di vetro. Ma per scrivere in modo chiaro e semplice è importante una buona progettazione. 
In questa fase il mind mapping può esserci utile: la sua architettura radiale permette di individuare le priorità comunicative ed evidenziare le correlazioni che nella scrittura alfabetocentrica (lineare, sequenziale, chiusa tra un inizio e una fine) restano inevitabilmente più nascoste. 
Presenterò un caso di applicazione del metodo nei processi formativi INPS.

Vi aspetto :-)

02 dicembre 2015

Mappe Mentali Lab















Venerdì 12 febbraio sarò a UAUaccademy di Trieste
con il laboratorio Mappe mentali: un giorno per tutti i giorni












Quante volte durante la giornata sei impegnato a gestire informazioni per progettare testi o presentazioni power point, chiarire fasi di un progetto, prendere appunti durante una riunione o più semplicemente organizzare le cose da fare in una giornata in cui non sai da che parte cominciare.

Inizi così a scrivere con il pc e dopo poco ti ritrovi con tutte quelle parole sullo schermo che cominci a spostare: basta un clic per tagliare, copiare, incollare frasi che salgono e scendono lungo il tuo foglio di vetro. È come costruire un palazzo senza un progetto ben preciso.

Ora invece immagina di progettare il palazzo su un grande foglio di carta: con la tua matita tracci degli schizzi, le tue idee lentamente prendono forma, scegli con cura le parole chiave e le connetti ad altre. Non esiste un punto di ingresso privilegiato, tutto è collegato in un fluire naturale.

Questa fase di progettazione è importante e non farla potrebbe farti perdere molto tempo.

Durante laboratorio imparerai il metodo delle mappe mentali che, attraverso l’uso di parole chiave e immagini seguendo un’architettura radiale, permette di visualizzare correlazioni che sarebbe difficile rendere con la scrittura alfabetocentrica, lineare e sequenziale.

Il laboratorio è un’occasione per cambiare prospettiva: girare il foglio da verticale ad orizzontale, passare dalla scrittura lineare-alfabetocentrica a quella radiale-sinsemica, utilizzare i colori, liberare la creatività per essere innovativi.

Per info e iscrizioni















11 ottobre 2015

Mind mapping: dai banchi di scuola al mondo del lavoro

Anche quest'anno interverrò con molto piacere
che si svolgerà  il 23 e 24 ottobre a Bologna


Mentre lo scorso anno ho curato lo spazio Maps Lab
che offriva una panoramica sulle mappe del pensiero,
quest'anno porterò la mia testimonianza di mind mapper
nel workshop UX for Kids tenuto da Gloria Chiocci 


In particolare illustrerò casi di applicazione del mind mapping 
tratti dalla mia esperienza lavorativa quotidiana 
che svolgo in INPS Direzione centrale Formazione 
          


Parlerò di come si possono utilizzare le mappe mentali 
per potenziare competenze cognitive trasversali, 
facilitare il lavoro individuale e di gruppo, 
innovare processi di lavoro e servizi.

Vi aspetto venerdì 23 ottobre!





10 novembre 2014

una nuova avventura


MapsLab è uno spazio per riflettere sulle mappe del pensiero, 
promosso da INPS Direzione centrale Formazione e Architecta
a cui ho partecipato il 7 novembre 2014 durante l'VIII Summit IA


Per saperne di più leggi i resoconti e scopri le mappe del pensiero








10 ottobre 2014

#sonosoddisfazioni

Il progetto Pensare, progettare, fare e condividere formazione con il mind mapping ha ricevuto un importante riconoscimento dall'Associazione Italiana Formatori con l'assegnazione del Premio Filippo Basile conferito alle migliori esperienze formative nella Pubblica Amministrazione per lo sviluppo delle risorse umane e il miglioramento concreto dei servizi offerti alla persona e ai cittadini.


Il progetto ha ottenuto due riconoscimenti: 1° Premio nella Sezione Sistemi Formativi e Premio speciale del Comitato Scientifico.


Per l'occasione abbiamo rilasciato un'intervista, pubblicata nell'intranet dell'Inps, che riassume
il significato del progetto

***

La Direzione centrale Formazione, in linea con i piani formativi della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, ha realizzato un progetto formativo per sviluppare le competenze cognitive attraverso il metodo del mind mapping. L’iniziativa ha ricevuto il 10 ottobre un importante riconoscimento dall’Associazione Italiana Formatori. Ne parliamo con il Direttore centrale Vincenzo Caridi e con la collega Roberta Buzzacchino, esperta della materia.

Cosa è il mind mapping?
Il mind mapping è un metodo di rappresentazione grafica del pensiero attraverso parole e immagini secondo una struttura gerarchico-associativa, che si sviluppa in senso radiale in analogia alla struttura del neurone. Il metodo, messo a punto dal cognitivista inglese Tony Buzan, si basa sulla capacità naturale della mente di associare idee e pensieri in maniera non lineare; permette così di sfruttare al meglio le potenzialità del nostro cervello, che elabora le informazioni in modo non solo logico, razionale, ma anche globale, creativo, intuitivo, ed emotivo. Il mind mapping, attraverso l’organizzazione di parole chiave e immagini, favorisce il processo creativo, che richiede l'alternanza tra pensiero logico e analogico. In tal modo il mind mapping visualizza nessi difficili da rendere con la scrittura alfabetocentrica, per sua natura, lineare e sequenziale.

A cosa serve?
Il mind mapping è molto utilizzato in contesti organizzativi complessi, poiché favorisce il lavoro di gruppo, oltre a quello individuale. Si applica in diversi ambiti, come ad esempio:
  • l’analisi: rappresentare, valutare e comparare varie idee in fase di problem soling
  • l’organizzazione: raccogliere informazioni necessarie, strutturare attività, assegnare tempi 
  • la creatività/innovazione: generare idee, facilitare il confronto, accelerare il passaggio dalla fase di elaborazione a quella esecutiva 
  • la documentazione: mettere in luce l’architettura dell’informazione e scrivere in modo efficace documenti; progettare una presentazione la comunicazione: veicolare le informazioni in modo semplice e intuitivo evidenziando i collegamenti logici, facilitando la dialettica e il confronto.
Come è nata l’idea di sviluppare il programma formativo sulle mappe mentali?
A giugno 2013 è stata istituita la Direzione centrale Formazione. Abbiamo voluto svolgere da subito il nostro ruolo dando il massimo. Avevamo una chance: il personale, che proveniva da realtà organizzative differenti, poteva condividere competenze e talenti. Roberta Buzzacchino, ha condiviso le competenze e l’entusiasmo per il mind mapping: ha progettato e realizzato un laboratorio per insegnare il metodo ai colleghi e offrire loro uno strumento da aggiungere nella “cassetta degli attrezzi”. Abbiamo così scoperto uno strumento di grande utilità, sotto diversi aspetti. Aiuta a governare l’architettura delle informazioni, che ci giungono copiose da fonti eterogenee. Consente di gestire al meglio il nostro lavoro, che diviene sempre più complesso, tra compiti e scadenze e la necessità di realizzare programmi innovativi e di miglioramento. Soprattutto, allena la mente a pensare, progettare, agire in modo efficace e innovativo per offrire servizi sempre più eccellenti.

In che senso si può dire che la formazione sugli aspetti cognitivi è innovativa e quali realtà in Italia usano o raccomandano questo metodo?
Nel 15° Rapporto annuale sulla formazione nella Pa, la Scuola Nazionale dell’Amministrazione sottolinea l’importanza di attuare programmi formativi non solo per le competenze tecnico-specialistiche, ma anche per quelle trasversali, cioè cognitive, personali e interpersonali/sociali (apprendimento individuale-organizzativo, riflessione/riflessività, pensiero sistemico, meta-cognizione).

Secondo il rapporto, tali competenze costituiscono un ambito di sviluppo professionale di fondamentale importanza per tutti i processi di cambiamento organizzativo. Si tratta, infatti, di capacità che forzano la rigidità dei modelli di lavoro e introducono nuove forme di azione individuale caratterizzate da autonomia, responsabilità e creatività.

Non a caso si è manifestata una crescente attenzione alle competenze cognitive: l’Associazione Italiana Formatori nel 2013 ha organizzato il Festival dell’Apprendimento; l’Associazione Italiana di Architettura dell’Informazione l’anno scorso ha organizzato un Summit nazionale sul tema, a cui abbiamo partecipato per condividere le nostre esperienze con il mind mapping. Anche altre realtà usano questo metodo: Forum Pa per gestire il lavoro di studio, di confronto e di sensibilizzazione sui temi dell’innovazione; Innovatori Pa per raccogliere riflessioni su materie complesse come, ad esempio, l’uso delle tecnologie digitali.

In che modo il mind mapping si può applicare al lavoro svolto in Inps? I
In ambito lavorativo il mind mapping offre un notevole beneficio: la forza della semplificazione. Idee complesse vengono rappresentate attraverso parole chiave e immagini per ottenere un framework globale. Ciò facilita la comprensione e l’apprendimento; aiuta a organizzare i pensieri; consente, infine, attraverso la scoperta di nuove connessioni, di immaginare nuove possibilità e di prendere decisioni più consapevoli.

Quali sono le esperienze realizzate con il mind mapping in Inps e qual è stato il livello di gradimento?
Abbiamo realizzato i primi laboratori di mind mapping per il personale della Direzione Formazione, che ha utilizzato il metodo per diversi obiettivi: presentare un piano di lavoro, sviluppare un progetto, progettare un intervento ad un seminario, scrivere un report e organizzare un percorso di formazione. I laboratori sono stati molto apprezzati dai colleghi. Lo testimoniano i risultati dei questionari di gradimento, pubblicati nel quaderno Pensare, progettare, fare formazione con il mind mapping, che abbiamo presentato a maggio in occasione dell’ultimo Forum PA.

Il laboratorio di mind mapping è un progetto formativo a catalogo, a disposizione di tutti: perché lo consiglieresti?
Il nostro Istituto è in continua evoluzione: le indicazioni strategiche degli Organi, tradotte in linee di indirizzo e declinate in linee guida gestionali, rappresentano le cornici di riferimento per programmi/obiettivi di innovazione e per obiettivi di miglioramento che ogni giorno siamo chiamati a realizzare.
In questo contesto, il mind mapping può essere un utile strumento di lavoro. Il laboratorio viene sempre modellato sulle esigenze specifiche del committente. Sulla base di un programma base è previsto un incontro con la direzione o con la struttura committente. L’obiettivo è individuare il gruppo dei partecipanti (ad esempio responsabili team; gruppi di lavoro; altro personale impegnato in attività particolari) e definire le esercitazioni da svolgere, per potere passare rapidamente dalla teoria alla pratica.
Il percorso di apprendimento è suddiviso in quattro fasi: in aula, per apprende e sperimentare; on the job, per allenarsi applicando il mind mapping al lavoro quotidiano; di nuovo in aula, per riflettere sui bisogni iniziali e i benefici ottenuti; infine, oltre l’aula, per condividere la propria esperienza con colleghi anche di altre realtà pubbliche e private.
Per essere sempre aggiornati su questo progetto e altre attività formative invito a consultare il portale della Direzione Formazione.



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