in un momento di crisi come quello attuale
tutti parlano della necessità di cambiare,
essere creativi, trovare nuove motivazioni
per lavorare e costruire un mondo migliore
daniel pink autore di a whole new mind
offre il suo punto di vista sul tema della motivazione
che ha sviluppato nel suo ultimo libro drive
le sue parole chiave sono
autonomia
esigenza di dirigere la nostra vita
padronanza
desiderio di migliorarci costantemente in qualcosa che conta
scopo
pulsione a perseguire ciò che facciamo
per servire qualcosa di più grande rispetto a noi
Dan Pink, analista di percorsi professionali, esamina il complesso problema della motivazione, cominciando da un fatto che gli esperti di scienze sociali conoscono ma che la maggior parte dei manager ignora. Le ricompense di tipo tradizionale non sono sempre così efficienti come si pensa. Ascoltate queste storie illuminanti -- e magari fatene tesoro. ted conference
mitico daniel !
15 dicembre 2009
autonomia, padronanza, scopo
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Etichette: azienda, conversare, creatività, meditare
30 ottobre 2009
design thinking

quella che vedete è la rappresentazione grafica radiale
con la quale tim brown ceo e presidente di IDEO
introduce il suo nuovo libro Change by desing
Change By Design introduces design thinking — the collaborative process by which the designer’s sensibilities and methods are employed to match people’s needs with what is technically feasible and a viable business strategy.
questo il suo intervento al Ted Conference
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roberta buzzacchino
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Etichette: conversare, design thinking, visual thinker
28 ottobre 2009
AllenaMente # 6_bis
prendo spunto da un commento
fatto da donatella al post di ieri
per fare alcune riflessioni
Ciao Roberta,
mi piacerebbe molto provare l'esperienza della mappa collettiva, cercherò di rimediare :D Fino ad ora ho realizzato solo mappe in solitudine o collaborando a distanza con altre persone; l'unica volta in cui mi sono ritrovata in gruppo è stato proprio al tuo mappe_mentali_lab.
Ho una domanda: la mappa viene realizzata man mano che i partecipanti condividono le riflessioni o queste si raccolgono tutte (o 2-3 per volta) e poi, fatto il punto della situazione, si disegna?
un saluto,
Donatella
la mappa mentale collettiva
è un'esperienza molto particolare
che trovo ogni volta sorprendente
perchè quando comincio
non so mai cosa accadrà...
questa mappa l'ho realizzata in presa diretta
nel senso che dopo ogni singolo intervento
ho chiesto alla persona di dirmi le parole chiave
che potevano riassumere il concetto espresso
e su quale ramo dovevo scriverle
durante la sessione è anche capitato
che io abbia fatto la sintesi da sola
mentre gli altri parlavano sollecitati
dalle domande di myriam
in effetti una regola fissa non c'è:
fare una mappa collettiva
è come lasciarsi trasportare dal flusso...
un elemento molto importante è
l'intesa tra i due conduttori della sessione
in questo caso io e myriam, con un discreto allenamento
e dopo prove ed errori, siamo riuscite
a creare il giusto equilibrio tra dialogo e sintesi
imparare a fare una mappa collettiva
è stato per me molto istruttivo
perchè mi ha fatto capire concretamente
cosa vuol dire ascolto attivo
in questa mia ricerca di equilibrio
ho trovato interessante leggere
l'articolo di marianella sclavi
Ascolto attivo e seconda modernità
segnalato nel sito nuovo e utile
in base alla mia esperienza
penso che il metodo della mappa mentale
sia utile per cambiare abitudine di pensiero:
passare da un sistema semplice a uno complesso
e trasformare l'ascolto passivo in attivo
Le sette regole dell'arte di ascoltare
di marianella sclavi
1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.
3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.
4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.
6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.
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11 settembre 2009
filosofare è partecipare

domani sera sarò qui
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roberta buzzacchino
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Etichette: conversare, meditare
03 ottobre 2008
da idea nasce idea
da idea nasce idea ...
forse così bruno munari inizierebbe a raccontare
la storia dell'incontro di due persone
protagoniste di un processo creativo
guidate da 3 parole chiave:
sogno, creatività e innovazione
mettetivi comodi
la storia è un pò lunga
con un finale a sorpresa...
*************31 maggio 2008*************
al XXII festival della creatività
conduco il workshop dal titolo
il copione dello scrittore: scrivere con le mappe mentali
tra i partecipanti c'è un uomo
sempre in movimento:
si alza, si avvicina, si allontana
e prende appunti su un taccuino
mentre parlo lo seguo con la coda dell'occhio
non mi distrae affatto, anzi,
la sua è una partecipazione "attiva"
concludo il workshop e molti si avvicinano
per saperne di più sulle mappe mentali
così conosco l'uomo del taccuino: marco stancati
il cognome mi è noto
è responsabile della comunicazione inail
e docente presso la facoltà di scienze della comunicazione
dell’università la sapienza di roma,
non l'avevo mai incontrato di persona
ma ho sempre apprezzato le campagne di comunicazione inail
tutte innovative e all'avanguardia
anche lui conosce il mio cognome
ha letto il quaderno scrivere una metafora organizzativa
pubblicato sul sito mestiere di scrivere
ed è proprio in luisa carrada
che troviamo il nostro punto di contatto:
siamo fedeli lettori del suo sito e blog
ci unisce la passione per una comunicazione chiara e semplice
i due giorni del festival trascorrono piacevolmente
ma non abbiamo l’occasione di parlare molto
così, mentre ci salutiamo prima di ritornare a roma,
ci scambiamo i bigliettini da visita
io, con fare disinvlto,
gli presento il mio dicendogli
lo so avrei dovuto scrivere avvocato
per tenere contento mio padre
ma è stato più forte di me e ho scritto mapper
anche se questa professione ancora non esiste
lui sorridendo mi dice
dovresti aggiugere mind mapper, è più corretto
poi prende dallo zaino un taccuino e me lo regala


*************4 giugno 2008*************
trascorrono pochi giorni e una mattina
nella buca delle lettere trovo
un biglietto e un taccuino
Cara Roberta,
credo che la versione "orizzontale" del taccuino sia davvero più coerente con la tua personalità di mind mapper. Con l'occasione ti invio anche una pubblicazione alla quale tengo moltissimo.Nella prefazione, la spiegazione.
Marco
rimango molto sopresa: è una bellissimo regalo!
gli scrivo subito per ringraziarlo
caro marco
con grande piacere ho ricevuto i tuoi omaggi
sono molto graditi e mi confermano
che le cose non accadano per caso
proprio stamattina leggevo questo articolo
le vie del moleskine di barbara porretta
pensavo così di uscire e comprare una moleskine
con fogli bianchi e in versione orizzontale
perchè voglio ordinare alcune mappe
che ormai da qualche tempo sono sparse
nel disordine della mia scrivania
e poi...sorpresa !
il desiderio si è realizzato
e sono arrivati i tuoi regali :)
nell'introduzione "la stele di rosetta"
mi sono soffermata su alcuni passaggi
che condivido profondamente
...quando scrivere o disegnare era fatica
perchè voleva dire graffiare o scalpellare una pietra
i nostri avi erano efficacemente e stupendamente sintetici
un graffito, un geroglifico, un ideogramma, una parola
comunicavano un intero concetto...
sono perfettamente in sintonia con le tue parole
perchè quando "disegno" una mappa mentale
compio esattamente quella fatica antica
che penso sia necessario ritrovare oggi
il tuo invito a una "scrittura pensata"
ad utilizzare il taccuino, a metabolizzare il messaggio
penso sia veramente importante
io ho riscoperto questa dimensione della scrittura
passando dal lineare al radiale, per poi ritornare al lineare
con un pensiero più ricco di connessioni e idee
userò subito il taccuino per raccogliere i miei disegni e mappe
che parlano di processo creativo, pensiero radiale,
parole chiave, colori, simboli
in questa mio lavoro mi farò accompagnare
dalle bellissime foto di villa tornabuoni lemmi
che, come una mappa mentale,
...più che raccontare spingono l'osservatore
a cercare interpretazioni e proiezioni
nella propria sfera individuale...
in fondo la mappa non è il territorio
e chi la disegna è creatore di un nuovo mondo !
chissà, da tutto questo forse ne verrà fuori
una piccola stele di rosetta del XXI secolo
e un giorno la ritroveranno insieme a questa email
che incollerò nella prima pagina ;)
a parte gli scherzi
ti farò avere notizia dei miei appunti di viaggio radiali
che saranno custoditi dal bellissimo taccuino inail
ancora grazie e a presto
roberta
la sera stessa arriva la risposta
Grazie a te, mind mapper.
Anche la tua scrittura sequenziale non è niente male.
E soprattutto è balsamo dopo una giornata impegnativa.
Marco
*************7 giugno 2008*************
inzia il mio processo creativo:
i giorni passano tra alti e bassi
tra accelerazioni e frenate improvvise
mi rendo conto che il linguaggio visuale
prende il sopravvento su quello verbale
forse dovrei essere più esplicita, chiarire i passaggi
si insinua il dubbio, l'incertezza
in questi momenti solo gli amici possono
accogliere le tue "paranoie"
solo un ambiente protetto e sicuro
può permettere a un'idea di crescere
un sogno di realizzarsi
grazie a un tè inglese con myriam, letizia e maria
una cena giapponese con antonella
un pranzo italiano con luisa
ritrovo l'energia per andare avanti
nello sprint finale mi sostengono
mia sorella francesca e il mio compagno gaetano
che seguono con premura i miei pensieri
*************18 agosto 2008*************
il taccuino è pronto, ma non faccio in tempo
a scrivere che marco mi precede inviandomi
la nuova campagna di comunicazione inail
La sicurezza?
E' una "cultura da indossare". Come un braccialetto
è un vero vulcano di idee!
la sua comunicazione non convenzionale
è in sintonia con quella delle mappe mentali
lo chiamo e vado a trovarlo all’inail
per portargli il taccuino
*************4 settembre 2008*************
mi trovo davanti al palazzo dell'inail
e mi rendo conto che è difficile separarmi
da quel taccuino compagno di viaggio
così scatto qualche foto con il cellulare


marco mi accoglie nella sua stanza
ricca di oggetti, poster, quadri, libri
sembra di stare nel laboratorio di archimede
cominciamo a chiaccherare
ma io non resisto a lungo
sono curiosa di sapere cosa pensa del taccuino
e così lo tiro fuori dalla borsa
marco cominicia a scorrere le pagine
legge tutto in silenzio poi mi dice:
ho già qualche domanda da farti
ma ne parliamo più in là
voglio rifletterci un po'su
la conversazione continua
lui mi racconta della sua passione per alberto burri
io del linguaggio visuale e diVizThink Europe '08
e poi parliamo dei nostri progetti per il futuro...
ci salutiamo
*************23 settembre 2008*************
ricevo l’invito per la presentazione
del nuovo numero della rivista Next

gli interventi sono interessanti
le parole chiave mi suonano familiari
e io prendo appunti radiali



verso la fine marco annuncia
la nuova edizione del taccuino inail
sono curiosa e mi chiedo:
chissà quale altra novità
avrà tirato fuori dal suo cilindro!
l’incontro termina, lo vado a salutare
lui mi stringe la mano e con l'altra mi porge un pacchetto:
questi sono i nuovi taccuini
guardali e poi mi dici
non ho neanche il tempo di ringranziarlo
che è circondato da altre persone
così mi metto in disparte
e comincio a curiosare










io rimango senza parole
rileggo due, tre, quattro volte
non mi sembra vero che ci sia scritto il mio nome
mi riavvicino a marco con il taccuino in mano
e dico: questo è un sogno che diventa realtà!
e lui: Questa è la storia di una mind mapper
venuta ad ascoltare e che si ritrova
ispiratrice riconosciuta di un piccolo prezioso
taccuino orizzontale che finirà
con la stessa dignità di salvaidee,
su tavoli importanti e appoggi di fortuna.
Mi fa piacere sorprendere:
è il valore aggiunto della quotidianità.
*************3 ottobre 2008*************
questa è la storia di un processo creativo
che ha un inzio e non una fine perchè
da idea nasce idea...
oggi ci sono i nuovi taccuini inail
chi vuole continuare a creare?
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18 settembre 2008
mappe_mentali_lab & AllenaMente
L'associazione ManagerZen propone a roma
due appuntamenti di fitness cognitivo
che mi vedranno impegnata come mind mapper
mappe_mentali_lab
Un laboratorio per apprendere il metodo e l'arte delle mappe mentali. Un potente strumento di accesso alle tue potenzialità che ti permette di pensare, creare, studiare, prendere appunti, organizzare, sviluppare idee e comunicare in modo semplice e creativo.
sabato 11 e sabato 18 ottobre
per informazioni e iscrizioni
AllenaMente
Sessioni di stretching, spinning, stepping delle idee per mantenerci mentalmente e professionalmente in forma. Un appuntamento mensile per ragionare di management ‘lavorando ai fianchi’ un tema specifico, arricchendolo di esperienze e suggestioni personali con gli strumenti della riflessione filosofica e l’ausilio della forza creativa delle mappe mentali che saranno il metodo di conduzione e di sintesi dei diversi incontri. 
da mercoledì 5 novembre e ogni 1° mercoledì del mese
per informazioni e iscrizioni
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17 settembre 2008
il mio sentiero è arrivato a parigi

claude aschenbrenner autore del blog serial mapper
ha dedicato un bellissimo post al mio taccuino
questo il suo commento
Anche se non parlate una parola di italiano
vi raccomando il piccolo gioiello di roberta buzzacchino
che durante un viaggio ha affidato ad un bloc notes
le sue riflessioni sulla creatività
Non è la prima volta che ho l'occasione di dare rilievo al suo lavoro.
Per dirla tutta noi abbiamo molte cose in comune
e forse in futuro ci impegneremo a rendere più europea
la comunità di utilizzatori del linguaggio visuale
non è la prima volta che "incontro" claude
a novembre 2007 avevo appena aperto il mio blog
e lui aveva subito intercettato una mia mappa ;)
oggi sono molto contenta di aver reincontrato
questo compagno di viaggio radiale
e così gli ho lasciato un commento nel suo blog
Ciao Claude,
grazie per aver dedicato un post al mio taccuino :)
Da tempo seguo con interesse il tuo blog
così ricco d'informazioni e riflessioni:
per me una vera fonte d'ispirazione!
Il linguaggio visuale mi permette di oltrepassare le alpi
e, dalla terra di federico fellini, arrivare nel paese
della torre eiffel e degli impressionisti ;)
Anche io credo che abbiamo molte cose in comune !
Penso che il pensiero contemporaneo
abbia bisogno di trovare nuove possibilità di rappresentazione
e per questo, accanto alla scrittura lineare,
sta emergendo la scrittura radiale del mind mapping.
Questo tipo di linguaggio ci permette di rappresentare
le connessioni dei nostri pensieri che si sviluppano velocemente,
in un mondo sempre più complesso e in cambiamento.
Il linguaggio visuale può essere un modo
per "metabolizzare" le tante informazioni
che riempiono la nostra vita personale e professionale
e che gestiamo con sempre più fatica.
Nel taccuino ho raccontato per immagini
le mie riflessioni su argomenti per me importanti:
il cervello, la mente, la razionalità, l'intuizione,
la creatività e il mind mapping.
Spero che mantenendo in contatto i nostri blog
possiamo continuare insieme questo viaggio radiale
e contribuire alla crescita
della comunità dei pensatori visuali in Europa.
A presto
Roberta
p.s.
Scusa se non ti scrivo in francese...
per fortuna c'è google translate che ci viene in aiuto ;)
il viaggio continua...
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06 giugno 2008
storie di mind mappers - alberto scocco -
da quando ho cominciato a scrivere questo blog
ho cercato di parlare del mindmapping
non solo attraverso la teoria
ma anche con le storie delle persone
che l'applicano concretamente
dopo le storie di philippe boukobza,
alberto martinez e paul foreman
ecco quella di alberto scocco
conosco alberto dal 2004
cioè da quando il mio pensiero
è ritornato ad essere "radiale" ;)
con il tempo siamo diventati amici
e grazie al confronto reciproco
ho trasformato la teoria in pratica
oggi ho il piacere di intervistarlo
per farlo conoscere anche a voi
Ciao alberto, parlaci un pò di te
Sono un consulente di organizzazione e formatore.
Dopo essermi laureato in Ingegneria elettronica con una tesi sulla qualità del software, la mia attività professionale è iniziata come customizzatore in ambiente SAP. In questo contesto mi sono confrontato con la complessità dei progetti di cambiamento aziendale di tipo "technology driven" ed ho compreso l'importanza di un diverso approccio al problema della riorganizzazione, capace di dare un senso al lavoro oltre che strumenti tecnici.
Forse anche per questo nel 1999 ho abbandonato SAP, mi sono dedicato all'attività accademica ed ho costituito con due colleghi una mia società: Scatole Pensanti.
Di recente ho ripreso la libera professione, stabilendo collaborazioni con partner di spicco della consulenza e della formazione a livello nazionale.
Quando e perchè hai cominciato a interessarti al mindmapping ?
Ricordo che nel corso dei miei studi ho sempre utilizzato rappresentazioni grafiche per sintetizzare i concetti. Quegli schemi avevano una duplice valenza: da una parte mi aiutavano a ripassare, dall'altra erano argomento di confronto con alcuni compagni di studio.
L'exploit forse c'è stato in occasione della presentazione della mia tesi: senza saperlo realizzai una mappa gerarchico-associativa da "navigare con Powerpoint" per aiutarmi nell'esposizione e… il mio professore ne fu entusiasmato.
Successivamente sono entrato in contatto con altri formalismi, come i diagrammi UML e le mappe concettuali. Nella maggior parte dei casi li utilizzavo per descrivere e sintetizzare in chiave cognitiva, non per sviluppare creativamente.
Il salto di qualità l'ho avuto conoscendo il mindmapping di Buzan, che mi ha fornito spunti sul versante creativo del mapping.
In quali contesti lo utilizzi ?
Uso le mappe in modo così intensivo da trovare difficile una indicazione precisa e sintetica. Le uso ad esempio nell'analisi di problemi, nella condivisione di obiettivi e nella ricerca di soluzioni; nella definizione di progetti e di piani di azione; nella rappresentazione di esperienze e nel trasferimento di conoscenze; nella collaborazione all'interno di gruppi di lavoro, nella comunicazione e nel coordinamento; nell'analisi di processo e nella riorganizzazione; nella rielaborazione di vissuti personali, nell'auto-analisi e nello studio.
D'altra parte si tratta solo di esempi e... potrei dire che, essendo le mappe degli strumenti per sviluppare e rappresentare il pensiero, le utilizzo in ogni occasione in cui il pensiero può essere impiegato.
Quali benefici ne trai?
Le mappe sono uno strumento di pensiero formidabile, specie laddove le idee ancora devono prendere una forma oppure devono essere ristrutturate.
Le mappe aiutano a coniugare la sfera creativa con quella operativa, il lavoro individuale con quello di gruppo, la matrice artistica con quella cognitiva.
Anche per questo ho fatto delle mappe il mio principale strumento di lavoro.
Parlaci del forum Le mappe del pensiero
Dopo aver creato il mio profilo su neurona.it sono stato contattato da diversi utenti interessati al tema delle mappe.
Da questo è nata l'idea di costituire una comm: un ambiente nel quale conoscersi, scambiare opinioni ed esperienze. Il numero dei partecipanti è in costante crescita, segno che l'interesse alle mappe è sentito e diffuso all'interno di Xing.
Da pochi giorni è stato pubblicato il tuo libro Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero, vuoi darci qualche anticipazione?
Posso dire che il libro è articolato in due parti.
La prima tratta i temi della percezione, della memorizzazione e dei processi di sviluppo del pensiero. La seconda descrive diversi tipi di mappe: le mappe mentali, le mappe concettuali e le solution map.
Per ciascuna di esse ho fornito alcuni esempi d'uso, indicando alcune varianti e modalità realizzative. Aggiungerei che il leitmotif di questo lavoro non è la mappa in quanto tale, ma il mapping, ovvero il processo di realizzazione delle mappe.
ringrazio alberto per aver condiviso con noi
la sua storia di mind mappers
che può essere letta anche nella versione originale
e cioè in forma radiale!
colgo l'occasione di questa solution map
per arricchire la riflessione sul mind mapping
quali aspetti della versione radiale trovate più interessanti?
io e alberto attendiamo le vostre osservazioni
e vi aspettiamo nel forum le mappe del pensiero
dove ci sono altri 83 mind mappers da conoscere!!
;)
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Etichette: conversare, mappare, storie di mind mappers
15 maggio 2008
incontro
questa sera parteciperò ad un'iniziativa organizzata
da ManagerZen per ALITUR
l'associazione laureati in ingegneria di tor vergata, roma
parlerò delle mappe mentali:
cosa sono? a cosa servono?
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roberta buzzacchino
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Etichette: conversare, mappe mentali
02 maggio 2008
una mappa mentale collettiva
i cafè che si svolgono presso lo spazio dell'anima di roma
offrono momenti di riflessione, condivisione
e partecipazione attiva su temi
ogni volta diversi e stimolanti
ad aprile abbiamo iniziato un "viaggio radiale”
intorno alla parola felicità
prima tappa_9 aprile
miryam ha dato inzio al cafè leggendo
l’introduzione del libro le vie della felicità di richard schoch
"La storia della felicità è una storia infelice. Più di duemila anni fa, quando per primi gli antichi greci riflettevano su cosa fosse il Bene, la felicità era una virtù civica che richeideva di essere coltivata nell'arco di uan vita intera. Oggi è alla portata di tutti: ingoia una pillola e sarai felice; pratica lo yoga, e raggiungerai la beatitudine, assumi un life coach, e ritroverai la tua autostima. Abbiamo perso i legami con le tradizioni più ricche e antiche sulla felicità, così come non siamo più in grado di comprendere la natura morale di queste tradizioni. Ciechi di fronte alla saggezza del passato, neghiamo a noi stessi la possibilità di trovare una felicità che abbia un qualche significato. Ci siamo accontentati di una felicità più fragile: raggiungere il piacere ed evitare dolore e sofferenza." Richard Schoch
la conversazione ha vuto inzio con le domande
Che cos'è la felicità? Una sensazione? Una condizione? Si coglie in un attimo o è permanente? E' individuale o collettiva? Cosa mi rende felice? Quando sono stata felice?
questa è la mappa mentale che ho disegnato
durante la serata
quando prendo appunti con una mappa
cerco di scrivere la parola centrale
con enfasi, utilizzando almeno 3 colori
a volte, per la fretta, non riesco
a fare un disegno che esprima il concetto
per questo trasformo la parola in immagine
così come facevano i futuristi ;)
in questo caso ho scritto la parola felicità
con una grande F maiuscola
squadrata , “robusta”, di color blù
per simboleggiare la mia razionalità, la parte conscia
il mio vivere sulla terra con profonde “radici”
il resto della parola, invece, l’ho scritto
con un tratto flessuoso e morbido di color rosso
per richiamare la mia parte emotiva, la parte inconscia
due tratti, due colori diversi perché
la felicità nasce dalla piena accettazione di me stessa:
solo conoscendomi posso raggiungere
quello che i greci chiamavano eu-daimonia
23 aprile_seconda tappa
caterina ha proposto un articolo pubblicato sull’Espresso n. di aprile
La dea felicità. Ossessiona filosofi, politici, economisti.
Tutti impegnati nella ricerca di una formula
che la renda all’infinito e disponibile.
Ma quanto ne abbiamo veramente bisogno?
di maria grazia meda
in particolare ci siamo concentrati
sull’articolo di umberto galimberti 
a questo punto la mappa mentale
da individuale si è trasformata in collettiva
dal foglio A4 sono passata al formato poster
e seguendo lo svolgimento della conversazione
ho disegnato nuovi rami per le parole-chiave
è stato molto utile tracciare passo dopo passo
i percorsi delle nostre riflessioni
ciascuno di noi ha avuto la possibilità
di concludere il proprio intervento con delle parole-chiave
e indicare su quale ramo della mappa
dovevano essere scritte creando dei collegamenti
con altre parole “vicine” o “lontane”
un bel momento è stato quando caterina
si è avvicinata alla mappa
e con naturalezza ha scritto la sua parola
proponendo di modificare alcuni particolari del disegno
dalla porta della consapevolezza la felicità esce e/o entra
scrive galimberti...
(…) La felicità, questa condizione esistenziale a cui ciascuno ambisce è accessibile a tutti a prescindere dalla ricchezza, dalla condizione sociale, dalle capacità intellettuali, dalle condizioni di salute.
Non dipende dal piacere, dal benessere fisico, dall’amore, dalla considerazione dall’ammirazione altrui, ma esclusivamente dalla piena accettazione di sé, che Nietzsche ha sintetizzato nell’aforisma “ Diventa ciò che sei” (…)
angelo, invece, ha suggerito di disegnare
lungo il sentiero che conduce alla felicità
un albero con profonde radici
e con una folta chioma, simbolo di un’espansione,
che a volte ha bisogno però anche di una potatura
scrive galimberti...
(…) Se l’infelicità è il risultato di un desiderio lanciato al di là delle nostre possibilità, non ho alcuna difficoltà a dire che chi è infelice deve cercare in se stesso la causa della sua infelicità, per aver improvvidamente coltivato un desiderio infinito e incompatibile con i tratti della sua personalità, che non si è mai dato la briga di conoscere.(…)
questa è la mappa al termine della serata
che abbiamo realizzato insieme
l’utilizzo della tecnica delle mappe mentali
per rappresentare le riflessioni sul tema della serata
è stato molto apprezzato
è bastata una breve introduzione
per delineare le regole base del mapping
perché tutti potessero con naturalezza
partecipare attivamente alla creazione della mappa
la mappa collettiva è stata utile
perché ci ha permesso di mantenere alta la concentrazione
ed evitare di divagare prendendo “altre strade”
è stata sempre il nostro punto di riferimento
e vederla crescere sotto gli occhi
ha emozionato un po’ tutti
ormai siamo assuefatti dalle slide di power point
che sfrecciano veloci una dopo l’altra
e lasciano poco spazio alle emozioni
e all’irripetibilità del gesto creativo
tutti si sono incuriositi a vedere
i miei pennarelli colorati sparsi qua e là
e mentre li prendevo in mano per scrivere
mi sembrava quasi di poter toccare un’idea!
rappresentando i pensieri in modo radiale
il confronto è stato più ricco e vivace
e ha dato vita ad una vero pensiero complesso
che si può guardare e toccare!
la prossima tappa del viaggio radiale intorno alla felicità
sarà mercoledì 7 maggio alle 20, 30
chi vuole ripartire con noi ?
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Etichette: conversare, mappe mentali, viaggiare
28 aprile 2008
prendiamo un aperitivo ?
a proposito di cervello e conoscenza
segnalo l'iniziativa del Centro Interdipartimentale Mente Cervello
dell’Università degli Studi di Trento – Rovereto
“ Quattro aperitivi neuroscientifici”, quattro incontri aperti al pubblico nel corso dei quali i presenti potranno liberamente conversare con un esperto sui temi più attuali delle neuroscienze. Lo scopo è quello di intrattenere, divertire, informare e di creare un dibattito, per rendere la scienza sempre più comprensibile e quindi sempre più vicina alla società.
questi i temi degli incontri
- Intelligenza e pensiero: viaggio nella complessità della mente animale
- I mutevoli confini del corpo
- Occhi che pensano, cervelli che guardano
- Il Senso Comune: che cos’è? Come lo acquisiamo? Perché i computer non ce l’hanno?
penso che l'attività di divulgazione sia fondamentale
perchè tutti abbiano la possibilità
di allargare i propri orizzonti !
Nella vita non c'è nulla da temere, solo da capire !
peccato che rovereto sia un pò distante
ma cercando in rete ho scoperto che esiste
un coordinamento dei caffè-scienza italiani
per sapere dove andare a prendere
un'apertivo...intelligente ;)
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roberta buzzacchino
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Etichette: cervello e mente, conversare
04 marzo 2008
language revolution

sono stati appena pubblicati tre nuovi dizionari collins
che introducono una vera rivoluzione
nell'apprendimento di una lingua straniera
- francese, spagnolo, italiano -
utilizzando la tecnica delle mappe mentali
This new language course harnesses the power of learning expert Tony Buzan’s Mind Maps™ and other proven memory techniques to help you to successfully learn a new language. People are different in so many ways, so why should we all learn at the same rate and using the same method? Some of us think in words whereas others process information better as pictures.
Language learning at school or with other courses is often hampered by a one-size-fits-all approach, usually involving a lot of trying to memorise new words merely by repetition.This course recognises that different people learn best in different ways.
Go ahead - revolutionise your language skills now! 
Mind Maps are the most brain-friendly tools with which you can work - when you Mind Map in a foreign language you are Mind Mapping the images, networks, and associations of that language directly into your mind.
Create colourful Mind Maps, full of imagery and association around specific topics to reinforce your ever-expanding vocabulary and understanding and to organise key phrases.
sono troppo curiosa !!
non vedo l'ora di poterli comprare su amazon
se imparo lo spagnolo potrò chiaccherare più facilmente
con il mio amico mapper philippe ;)
e voi che amico avete: francese o spagnolo?
p.s.
per saperne di più
website collins language revolution
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roberta buzzacchino
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01 marzo 2008
storie di mind mappers #3
"L'energia del pensiero radiale: nuovo cibo per la mente"
l'ho scritto con passione nella convinzione che
la condivisione del sapere fa accendere nei cuori
tante nuove scintille
ieri mattina ne ho avuto la conferma:
nella posta elettronica ho trovato questo messaggio
Buongiorno Roberta,
mi chiamo Isabella, vivo a Padova, ho studiato scienze forestali, in passato mi sono occupata di informatica e di progetti internazionali in ambito ambientale e attualmente mi occupo di energie rinnovabili.
Ieri ho letto con attenzione il tuo articolo sul pensiero radiale pubblicato sul sito di ManagerZen, e lì per lì sinceramente ho pensato che fosse un argomento interessante nella misura in cui tu ne parlavi con entusiasmo, ma che non fosse facilmente trasferibile senza una guida (scusami se ti do del tu, ma proseguendo nella lettura di questo messaggio capirai perché mi sento “in confidenza”).
E’ un periodo particolare, la mia vita e il mio lavoro mancano di progettualità e mi trovo spesso a chiedermi quale sia il senso delle cose che faccio e, più in generale, il contributo della mia esistenza. Non la definirei, però, una crisi esistenziale, piuttosto uno stato di “limbo” in cui ho sempre la sensazione di aspettare l’arrivo di qualcosa, un’illuminazione, una luce che finalmente mi mostri una direzione nella quale canalizzare le mie energie in modo costruttivo. Se hai letto “Il deserto dei Tartari” di Buzzati, mi capirai se dico che mi sento un po’ come il Tenente Drogo, con la differenza che almeno lui, nel guardare l’orizzonte, sapeva cosa stava aspettando. Io, invece, non lo so nemmeno.
Ad ogni modo, questa mattina il mio sonno si è interrotto molto presto per nessun motivo in particolare. Mentre mi rigiravo, aspettando di sentire la caldaia accendersi alle 6, ho cominciato a rastrellare pensieri in giro per la mia mente, a pensare a tutte le cose che ho imparato da sola e che magari altre persone hanno difficoltà ad imparare, pensavo alle mie piccole passioni, alla mia voglia di conoscere, a come trasmetterla agli altri rendendola uno strumento di nuova conoscenza. Alle 6.40 mi sono alzata, ho preso un A4 e una penna nera e ho iniziato a disegnare la mia prima mappa mentale. Poco originale e megalomane, al centro c’è “IO”. Ma intorno sono sbocciate tante cose deliziose, e l’A4 è diventato stretto, nella foga di aggiungere questi pensieri che si sviluppavano in un dedalo di ramificazioni, in cui il pensiero si perdeva dolcemente, come ci piace perderci vagando tra le calli di Venezia.
Nel giro di un’ora ne è nato un progetto per un’associazione culturale, una cosa a cui forse da tempo volevo dare vita, ma senza sapere da dove partire. Ora ho la mia mappa del tesoro, quindi posso partire per la mia avventura. Ne ho iniziata un’altra, per scoprire il nome di questa creatura. Al centro tre parole, che vengono dalla mappa precedente: SLOW, LOW, EASY. Ci devo lavorare intorno. Ti farò sapere.
Ma ora c’è altro da fare, c’è la parte di vita senza mappe e senza progetti che mi chiama. L’obiettivo? Praticare questa nuova scoperta del pensiero radiale ed esplorare come potrà migliorare la mia vita. Per il momento mi ha migliorato la giornata, il che è straordinario di per sé.
Grazie Roberta, per conoscere il valore della condivisione delle proprie esperienze. Grazie per avermi regalato una giornata col sorriso e un nuovo progetto.
Buona giornata!
Isabella Nobili
mentre leggevo non credevo ai miei occhi
era una bellissima storia
che meritava di essere conosciuta
così ho scritto ad isabella e le ho proposto
di regalare questa scintilla ad altre persone...
grazie isabella!
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roberta buzzacchino
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29 gennaio 2008
una mappa per conversare

spesso mi viene chiesto
a cosa serve una mappa mentale?
solitamente rispondo che una mappa mentale serve a
organizzare graficamente il pensiero per elaborare nuove idee
prendere appunti, creare connessioni tra argomenti diversi
realizzare report di brainstorming…
ultimamente però mi sono soffermata
su un particolare aspetto della mappa mentale
o meglio su un effetto che essa produce...
continua su complexlab
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roberta buzzacchino
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