Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta università. Mostra tutti i post

20 marzo 2013

mappe mentali all'università



Domani laboratorio di mappe mentali con gli studenti
del Master in Marketing e Management organizzato
dal Dipartimento di Economia e Impresa
dell'Università di Catania

*** aggiornamento 25 marzo ***




















E' stato un vero piacere conoscere una realtà universitaria
in cui viene dato spazio alla creatività nella convinzione
che sia la giusta strada da percorrere per essere innovativi
















sono sicura che il metodo delle mappe mentali
potrà migliorare le capacità di apprendimento
e comunicazione degli studenti
















per questo ringrazio il prof. marco galvagno
che ha reso possibile il laboratorio
e tutti gli studenti per la calorosa accoglienza
e l'attiva partecipazione



:)

17 marzo 2013

mappe mentali in giro per il mondo



il mese scorso ho svolto il laboratorio di mappe mentali 
per gli studenti del nuovo Master in Comunicazione, 
management e strategie digitali dell'Università Sapienza

devo dire che ogni anno che passa trovo una risposta
sempre più entusiasta da parte degli studenti desiderosi
di migliorare il proprio metodo di studio 

quest'anno poi la classe era particolarmente interessante 
perché c'erano studentesse provenienti da paesi stranieri
(argentina, colombia, palestina e russia) che hanno subito
trovato le mappe mentali utili per migliorare 
la propria conoscenza della lingua italiana 

durante le esercitazioni è risultato evidente che 
attraverso la rappresentazione del pensiero
con parole chiave e immagini il confronto
poteva avvenire in modo più fluido e costruttivo
così come è accaduto tra ellen e vittoria






 anche nel momento di condivisione del lavoro svolto
la mappa ha facilitato il confronto e a poco a poco
i rami si sono arricchiti di nuove parole chiave


















questo laboratorio è stato particolarmente "internazionale"
anche perchè abbiamo ricevuto un gentile omaggio dal venezuela
da parte di julio castillo che, avendo visto alcune foto
del laboratorio sulla mia bacheca di facebook,
ci ha regalato una mappa mentale dedicata all'italia !



a questo punto non potevamo che ringraziarlo
con una bella foto di gruppo :)



e per finire la mappa della lezione è stata tradotta
in russo, spagnolo e tra un pò arriverà
anche la versione in arabo !

 

Современный коммуницирующий человек живет в параметрическом пространстве, он движется различными путями, пишет в стиле интернет публикаций, делает заметки в виде ассоциативных карт на горизонтальной поверхности своего ноутбука. Ассоциативные карты имеют бесчисленное количество вариантов использования в профессиональной сфере, но они также способны помочь в повседневной жизни: организации наших желаний, мыслей и действий. В целом, они могут помочь не упустить из вида важные моменты нашей жизни перегруженной неизбежностью Экономики Сознания. В этой статье мы ставим акцент на связи между «ассоциативной картой и обучением» и ведем речь о том, какой путь проделали Университет Рима «Сапьенца» и Университет Кордобы, объединив научную страсть и опыт в совместном проекте изучения и исследований.


El comunicador del siglo XXI vive en una ciudad paramétrica, viaja a lo largo de caminos creativos, escribe mediante notas de usuario y toma anotaciones a través de un mapa mental en un cuaderno horizontal. Los mapas mentales tienen un uso infinito en el campo profesional, pero sirven también para organizar nuestra vida cotidiana en tanto están armados por pensamientos y acciones. En resumen, para no perder control de los aspectos importantes de nuestra existencia, sobrecargados por la inminencia de la Economía de la Conciencia. En este artículo nos focalizamos en la relación entre “el mapa mental y el aprendizaje” y narramos el camino que la Universidad La Sapienza de Roma y la Universidad de Cordoba recorrieron para unir la pasión y la experiencia en un proyecto común de aprendizaje e investigación profunda.

è proprio il caso di dire: we are open!

:)

11 marzo 2013

saper imparare #4


luisa di basilio, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento

La prima volta che ho sentito parlare di Mappe Mentali è stato durante la lezione di Roberta. All'inizio ero scettica sul loro uso anche se curiosa di conoscerle. Ovviamente dopo mi sono ricreduta ed oggi le utilizzo quasi sempre per prendere appunti e mi è capitato di impiegarle anche per organizzare giornate abbastanza caotiche e piene di cose da fare.

Le mappe mentali mi aiutano a sviluppare un’idea completa dell’argomento in una sola pagina, pur non tralasciando nessun elemento del tema di cui si parla. Inoltre sono utilissime per memorizzare al meglio i concetti, sia perché individuo dal contesto generale solo le parole chiave, sia perché mi permettono di compiere un piccolo sforzo creativo, dovendo trovare connessioni e magari sintetizzare il tutto con piccoli disegni. Ad essere sincera all'inizio ho avuto qualche difficoltà nel gestire la parte sinistra del foglio e a gestire tutti gli spazi, ma credo siano problemi dovuti solo all’inesperienza.

L’uso che mi propongo di descrivere in queste poche righe è quello che ne ho fatto durante un’esercitazione di gruppo durante il Master: l’obiettivo del nostro lavoro era quello di ipotizzare una campagna transmediale per diverse attività di una ASL.

Le campagne di comunicazione transmediali sono “storie” con più porte di accesso, nel senso che vengono narrate più storie in diversi contesti di comunicazione, all’interno di un quadro preciso che gli utenti devono ricostruire. In una campagna/produzione transmediale, i vari elementi delle vicende sono dispersi su diverse piattaforme media, le quali donano ciascuna il proprio contributo più o meno interattivo alla vicenda generale.

Il nostro obiettivo era promuovere quattro diverse aree: 1. Gli orari, i luoghi ed i servizi della ASL 2. Il vaccino antinfluenzale 3. Le attività del Consultorio 4. Una campagna Antifumo.

La prima idea del mio gruppo di lavoro era quella di progettare dei micro-spot attinenti queste quattro aree, ma non riuscivamo a dare alla nostra attività un filo logico, tutto risultava abbastanza caotico e scollegato: in questo momento sono intervenute le mappe mentali.

La prima mappa mentale che ho disegnato è stata questa:

   

All'inizio ci siamo focalizzate sui protagonisti, poi sullo stile da dare a ciascuno spot e infine abbiamo individuato gli strumenti comunicativi che sarebbero stati utilizzati all’interno dello Spot. Questa prima mappa ci ha permesso di iniziare il nostro lavoro e produrre idee più coerenti al fine di realizzare quanto ci veniva richiesto.

Di fatto mancavano ancora tanti altri elementi da aggiungere: gli obiettivi di comunicazione, lo svolgimento degli spot e gli altri strumenti di comunicazione che sarebbero stati impiegati all’interno di ciascuna campagna. Quindi ho realizzato una seconda mappa che comprendesse questi elementi

  

Quest’ultima mappa mentale ci ha permesso di avere un’idea di insieme completa per progettare facilmente la presentazione in powerpoint che ci era stata richiesta.

Personalmente, finora ho sempre utilizzato le mappe disegnate a mano (come si può notare dalle due immagini che ho inserito), perché sono più “MIE” e mi permettono di illustrare qualsiasi concetto con facilità (a differenza dei software che hanno una galleria di immagini molto limitata).

Per concludere le mappe mentali sono state una scoperta importante e credo che se le avessi conosciute prima mi avrebbero permesso un percorso di studio, sicuramente più agevole.

Luisa Di Basilio

25 febbraio 2013

saper imparare #3


elena guerra, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento

La tecnica del mind mapping è entrata prepotentemente, come una forza positiva, nella mia vita. Una nuova scoperta che mi ha permesso di riorganizzare i miei contenuti in schemi mentali radiali. Dal primo incontro conoscitivo con la tecnica, durante il Master Publi.com8, la curiosità e la volontà di applicarla al meglio anche in ambiti “non convenzionali” hanno aperto la strada al mio processo creativo.

Fino a quel momento avevo tentato di applicare tecniche assai bizzarre e poco programmate per sviluppare contenuti in contesti spaziali chiari ed efficaci. Nella mia mente i contenuti erano gestiti su un piano mentale verticale che materializzavo con le classiche “TO DO List” oppure con fantomatici diagrammi di flusso che però non permettevano un’ottimale rappresentazione di contenuti che spesso sono troppo dinamici per poter essere schematizzati in una lista e poco si addicono alle dinamiche lavorative di organizzazione di Eventi a cui ho preso parte.

"To Do List", il mio modello lineare
















Forte della mia propensione al ragionamento per immagini, colori ed associazioni, il mio approccio alla nuova tecnica è stato facileutile e divertente.

Ampliando il mio campo visivo, grazie ad un semplice capovolgimento del foglio da una posizione verticale ad orizzontale, sono riuscita ad acquisire maggiore consapevolezza degli spazi per organizzare le idee, focalizzando di volta in volta il mio obiettivo al centro (cosa voglio raccontare) e facendo ruotare intorno gli step principali della mio ragionamento (Chi, Come, Quando e Perché).

Le rigide classificazioni si sono trasformate così in piani organizzativi radiali che permettono una visione globale delle attività e allo stesso tempo non impongono una rigida logica di graduatoria nello svolgimento delle azioni, dando comunque importanza alle prioprità grazie all’utlizzo dei rami primari (padre) e secondari (figlio).

Le mappe mentali, come l’organizzazione di Eventi, sono processi creativi in continua evoluzione. Il loro costante “in progress” richiede di essere rapidi nel prendere decisioni, focalizzare gli obiettivi e mantenere flessibilità nella scelta delle priorità. La mappa mentale diventa una vera e propria guida, uno strumento sia materiale che intellettivo, che si evolve in corso d’opera grazie all’intervento del mind mapper. Tale strumento aumenta la capacità di “fare propri” i contenuti rendendoli così più flessibili.

Ecco il risultato del mio processo creativo.

Il mio campo di applicazione del Mind Mapping è ad oggi focalizzato sugli obiettivi di organizzazione sia lavorativa che di vita quotidiana. Come primo utilizzo del metodo ho pianificato le attività settimanali invadendo letteralmente l'habitat della mia stanza…
















Alla prima fase cartacea, alla quale rimango comunque maggiormente affezionata, è stato necessario affiancare l’utilizzo del digitale al fine di realizzare delle presentazioni chiare da condividere con il teamwork. 

In particolare, illustro di seguito la mappa mentale elaborata nel corso delle riunioni con lo staff della Fondazione Sapienza per l’organizzazione dell’evento di inaugurazione di "Noi Sapienza" l’Associazione degli Ex Studenti della prima Università capitolina. Il processo è solo agli inizi, ma si delinea già la struttura dell’evento e l’utilizzo della tecnica del Mind Mapping che lo rende possibile.

Work in progress (marzo 2012)

















Evoluzione della Mappa Mentale dal modello radiale cartaceo a al modello digitale.

Work in progress (marzo 2012)
Ora è più facile sintetizzare, organizzare e presentare le idee in un modo semplice, divertente e soprattutto colorato! In questi pochi mesi ho fatto grandi passi in avanti, ma ho ancora tanta strada da percorrere: il mio processo creativo non si arresta e si muove ora verso nuove applicazioni non convenzionali come ad esempio nella mia attività di Cake Designer!

Mind Mapping & Cake Design "HelaSuperCakes"














Questa ad esempio è la SuperMindMapCake che ho creato in occasione della visita dei docenti della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Córdoba presso l'Università Sapienza, per un progetto comune di ricerca e approfondimento sul mind mapping.















19 febbraio 2013

saper imparare #2

laura macrì, che lo scorso anno ha frequentato
la mia lezione al master public.com8,
ci presenta casi di applicazione di mind mapping

1. Studiare argomenti trattati a lezione, come ad esempio
i livelli di comunicazioni nel public speaking
















2. Svolgere esercitazioni, come ad esempio
trasformare una presentazione powerpoint del proprio CV
in una mappa mentale come rappresentazione grafica
globale, immediata, veloce della propria formazione
e delle qualità e capacità maturate

in questo caso la mappa è stata realizzata con Photoshop
















3. Proporre le mappe mentali, nel project work finale
dal titolo La comunicazione visiva e la sua applicazione 
in ambito social per ENEA, come valido supporto
alla comunicazione sia interna che esterna





Nell’introduzione Laura scrive 

La Pubblica Amministrazione è una realtà molto estesa, presente nella vita quotidiana dei cittadini che svolge un ruolo importante nel dare forma alle relazioni sociali. La PA è un universo complesso, formato da tanti “mondi” con una funzione comune da svolgere: tutelare i bisogni della collettività rispondendo alle necessità di tutti i cittadini nelle varie realtà locali (…) per questo scegliere la comunicazione visiva come strumento per diffondere i contenuti della PA è una strategia che può portare un ritorno positivo (...) 

Laura ha quindi progettato per ENEA non solo un “Kit grafico” per la comunicazione istituzionale 
 e riprogettato il logo ENEA Web TV, ma anche creato un manuale “Social media set” che raccoglie immagini, infografiche e mappe mentali per comunicare attraverso gli strumenti social. 

Un recente studio sostiene che l’80% degli utenti in rete non legge riga per riga le pubblicazini on-line, ma tende a cercare, come su una mappa visiva, quello che più gli interessa, spesso perdendo il filo conduttore del discorso. Il Prof. Giovanni Boccia Artieri – professore ordinario presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – nel spiegare le modalità di partecipazione e fruizione dei contenuti in Rete, afferma: “Noi abbiamo un’abitudine di lettura che va dall’inizio alla fine (un libro), mentre nei blog si leggono prima gli ultimi post: cambiano le modalità di scrittura perché cambiano le attese, cambia l’attenzione. Il vero problema è che la società sta riprogrammando la nostra vita interiore (cambia il modo di stare in società, le sue priorità, il modo di rapportarsi agli altri) da diversi punti di vista; dal punto di vista bio-cognitivo: perché vengono sollecitate alcune aree del cervello più di altre, nell’abitare la rete.”(…) 

Nella proposta di Laura quindi le mappe mentali sono presentate come un solido supporto all’organizzazione interna (ad esempio nella pianificazione di riunioni) oppure adatte nella comunicazione esterna sui social network per promuovere attività o ricerche ENEA
Sintesi concorso "Energia da vedere"











Sintesi "Spedizione in Antartide"





29 gennaio 2013

progettare la tesi di laurea con le mappe mentali

Oggi una nuova di storia di mind mapper

Ce la racconta Sara Carcangiu laureata il 14 gennaio con 110 e lode all'Università Sapienza, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, Corso di laurea in Organizzazione e marketing per la comunicazione d’impresa, Cattedra di Pianificazione dei media nella comunicazione d’impresa del Prof. Marco Stancati

Ricordo ancora quella lezione di tanti mesi fa...

Il professor Marco Stancati ci presentò Roberta che, in modo chiaro ed efficace, ci spiegò le basi del mind mapping per apprendere e comunicare. Ascoltai la lezione con attenzione, mista a perplessità, come del resto accade per tutte le novità in cui ci imbattiamo nella vita. Era un nuovo metodo di ragionamento, fantasioso e colorato. Capii fin da subito che faceva per me.

Pochi giorni dopo, durante un'altra lezione, mi vennero in mente tutte le cose che avevo ascoltato, ed inconsciamente incamerato. Senza pensarci troppo provai – per la prima volta – a prendere appunti in modo radiale. Mi dissi: “Oh mio Dio, ma sono utili davvero!”.

Incredibile, senza accorgermene avevo imparato un metodo nuovo, che fin da subito mi era entrato nel cuore.

I mesi passarono, ed arrivò il temuto momento di chiedere la tesi. Mi rivolsi al professor Stancati, il docente che ritenevo più in linea con i miei gusti, il mio modo di pensare, di concepire il mondo della comunicazione. “Una tesi su Youtube....sicuramente la rifiuterà” pensai, aspettando che fosse il mio turno fuori dalla porta del ricevimento. E invece il tema venne molto apprezzato dal docente, che subito mi assegnò la tesi e quella che sarebbe stata la mia tutor, Roberta. Il cerchio si chiudeva. Le mappe tornavano, e questa volta era il momento di usarle davvero.

Durante il primo incontro con Roberta, accadde qualcosa che mi colpì nel profondo. Mentre le parlavo del mio progetto, lei aveva preso carta e matita ed iniziato a "disegnare". Un gesto davvero inconsueto, specialmente in ambienti professionali. Qualche tratto e la mia tesi era lì su quel foglio, sotto forma di mappa, con le primissime parole chiave che cominciavano a delineare il mio ragionamento. Sbalorditivo.




Ancora non sapevo che il mind mapping sarebbe stata la metodologia su cui avrei basato tutto il mio lavoro, e che mi avrebbe così tanto semplificato la vita. Eh si perchè l'aspetto più difficile per scrivere la tesi non è stata la redazione, ma la delicatissima fase iniziale della progettazione.

Mettere in ordine i concetti, selezionarli, collegarli fra loro, creare qualcosa che abbia un senso compiuto, è quella la parte più ardua. Da lì poi è tutto più facile. Quella che segue è una delle primissime mappe che ho fatto.
















Ho realizzato a mano solo le prime mappe, poi vista la mia pigrizia e la mia poca attitudine al disegno, ho deciso di affidarmi ad un software. La prima mappa rappresentava la tesi nel complesso. Al centro la parola Youtube e sei rami che ne costituivano i capitoli.













Nei mesi successivi le mappe sono state tantissime: una per buttare giù la scaletta dei capitoli e paragrafi, una durante la scrittura, e poi un'altra ancora a capitolo ultimato. Credo di averle modificate fino a pochi giorni prima di andare in stampa. 

Il bello del mind mapping è proprio questo: un sistema aperto, che ti permette di spaziare con la fantasia, allenarti al ragionamento, modificare i percorsi da intraprendere, creare connessioni che non ti aspettavi.

Ad un certo punto le mappe aumentavano sempre di più così Roberta mi ha proposto di tenere traccia di tutto il mio percorso attraverso un blog in cui descrivere i progressi, comunicare, scambiare opinioni, esaminare la strada fin lì percorsa. Ma non ci siamo fermate lì: la tecnologia è stata totalmente messa al servizio della didattica e dell'apprendimento. Per usare al meglio il tempo i nostri incontri sono avvenuti in video conferenza su Skype, mentre le correzioni dei capitoli sono state realizzate sfruttando le funzioni “evidenziatore” e “commenti” di Adobe Acrobat.

Terminata la progettazione con le mappe mentali mi sono sentita pronta per passare alla fase della redazione e ho cominciato a scrivere con word. Il testo così strutturato però non mi bastava. Volevo realizzare qualcosa che mi rappresentasse, che rispecchiasse il mio mondo. Ho quindi impaginato tutto l'elaborato con In-design, perchè volevo che la mia tesi fosse interessante, ma anche bella da vedere.

Quando pensavo di essere a buon punto, Roberta mi ha lanciato una nuova sfida intellettuale: trovare una metafora che legasse tutti i miei ragionamenti, che riuscisse a descrivere tutto ciò che avevo scritto attraverso una sola immagine.

In un tardo pomeriggio di pioggia, io e Roberta ci siamo sedute ad un tavolo, e davanti ad un grandissimo foglio bianco, abbiamo iniziato a buttare giù idee, figure, concetti. “Cos'è Youtube?”, era questa la domanda da cui bisognava partire. Da lì altre mappe, altri ragionamenti, collegamenti. Fino all'idea finale.
















Ho scelto di rappresentare Youtube come una casa, in cui tanti decidono di entrare, per vari motivi, e trovare ospitalità. Possono arredare il proprio spazio, renderlo unico, personale. Una casa fatta con i simboli tipici del sito, situata in un prato che rappresenta il web 2.0.

Quello che segue è lo "scarabocchio" che ho fatto quel pomeriggio. E' proprio bruttino, ma Roberta mi ha insegnato a non preoccuparmi in questa fase della parte estetica, ma rimanere concentrata sull'idea da sviluppare.
















All'inizio la metafora di Youtube come "casa" mi sembrava un po' bizzarra, lo dico sinceramente. Poi però, dopo varie serate passate a lottare con Photoshop, l'ho vista: era finita, era completa, era esattamente come l'avevo pensata, e l'avevo fatta io! Non sono un genio della grafica, lo ammetto, ma con l'aiuto di mani un po' più esperte di me ci sono riuscita. E ne andavo – e ne vado – davvero fiera.
















A questo punto potevo dirmi soddisfatta, e invece le sfide non erano ancora finite.

Dovevo creare una presentazione per la discussione della tesi che rendesse merito a tutto il mio lavoro, che lo valorizzasse al meglio. Ho deciso quindi di cimentarmi ancora una volta con un programma mai utilizzato: Prezi. Non ringrazierò mai abbastanza Roberta per avermelo fatto conoscere, anche perché si sta rivelando uno strumento davvero ottimo nella mia vita professionale.

Alla fine, dopo diversi mesi di lavoro, mille timori e angosce, tutto è andato per il meglio. Non parlo del voto finale, ma della valutazione complessiva che faccio di tutto il mio percorso.

Ho avuto la gioia di essere affiancata da persone stimolanti come il professor Stancati e Roberta, che mi hanno spinto a misurarmi con nuove avventure, nuovi ragionamenti, nuovi stili di pensiero. Ho usato tanti strumenti nuovi, e allo stesso tempo ho ripreso in mano quelli vecchi, quelli che non si usano più, carta e matite per esempio.

E' stata davvero dura, ma ho amato ogni singolo istante di quelli che sono stati i mesi più intensi della mia vita. 

Sara Carcangiu

La mia tesi di laurea

 La presentazione con Prezi




28 ottobre 2012

Aprire la porta del XXI secolo

Oggi festeggio una nuova tappa del mio viaggio radiale





















La rivista Inail n.1/2012 ha pubblicato il mio articolo
Mappe mentali per apprendere e comunicare 
con introduzione di Marco Stancati




















Ieri un’amica dopo averlo letto mi ha chiesto:
quanto tempo hai impiegato per scriverlo 
e io senza alcuna esitazione ho risposto:
quasi 9 anni !

E sì, perché quello che ho scritto rappresenta
il mio personale approccio al mind mapping 
che ho maturato nel tempo grazie alla lettura
di libri illuminanti, conversazioni con persone ispiranti,
studenti desiderosi di sperimentare e imparare
e anche molti silenzi dentro e fuori di me

Questo l’abstract dell’articolo

Il comunicatore del XXI secolo vive in una città parametrica, percorre sentieri creativi, scrive in modo sinsemico e prende appunti con una mappa mentale su un taccuino orizzontale. 

Le mappe mentali hanno un’infinità di usi in campo professionale; ma servono anche per organizzare la nostra quotidianità, fatta di pensieri ed azioni. Insomma per non perdere il controllo di aspetti importanti della nostra esistenza, sopraffatti dall’incalzare della Economia della Conoscenza. 

In questo articolo mettiamo a fuoco il rapporto tra “mappe mentali e apprendimento” e narriamo del percorso che ha portato l’Università Sapienza di Roma e quella di Córdoba a mettere insieme passione e esperienze per un progetto comune di approfondimento e ricerca. 

Un mio speciale ringraziamento va a Marco Stancati 
che sin dall’inizio ha creduto nel mio lavoro
e ha aperto le porte delle aule in cui è docente
dandomi la possibilità di insegnare il mind mapping
non solo attraverso la teoria, ma soprattutto
con tanta tanta pratica che ha coinvolto molti studenti

Ora vi lascio alla lettura dell’articolo
che la rivista Inail ha voluto pubblicare
sia in formato cartaceo che digitale
Le mappe mentali per apprendere e comunicare

Ovviamente non poteva mancare la versione radiale !
















Nei prossimi post racconterò del mio processo di scrittura
per condividere ancor di più con voi il mio viaggio radiale
e aprire insieme la porta del XXI secolo

:)

p.s.
l'articolo è stato tradotto in inglese
per la comunità di mind mapper sparsi per il mondo
Mind maps for learning and communicating

15 ottobre 2012

appunti radiali per una lecture da ricordare


Ciao Roberta,

ti scrivo per raccontarti del FUTURMAT2, importante congresso internazionale che ho organizzato in Puglia lo scorso settembre. 

La foto che ti invio mi ritrae durante la cerimonia di apertura del congresso mentre con una mappa mentale presento il meeting, riassumendo in modo efficacissimo sia le tematiche del congresso che gli aspetti più salienti dei suoi contenuti e i numeri più rilevanti (relatori plenari, invitati e contributi orali e poster) Tutto in un colpo d’occhio sintetico ed efficacissimo.
















Tutto è andato bene e molti colleghi mi hanno chiesto notizie circa il mind mapping e le sue diverse applicazioni. Ma oggi ti scrivo anche per darti una bella notizia che sono sicuro ti farà molto piacere...

Il prof. Francesco Naso, cui il meeting era dedicato in occasione del suo 75° compleanno, ha realizzato una deliziosa pubblicazione che raccoglie i suoi contributi interdisciplinari sul dialogo tra il sapere scientifico (chimico in particolare) e quello letterario.




















Guarda bene cosa ha scelto come quarta di copertina...




















Sì, sono proprio le mappe mentali che facesti nel dicembre del 2006 come sintesi della lecture "La chimica nella letteratura non scientifica" che il prof. Naso tenne al Dipartimento di Chimica dell'Università di Bari.

Ricordo ancora il giorno in cui regalasti le mappe mentali al professore che rimase molto colpito dal metodo di notazione utilizzato e in questi anni le ha tenute incorniciate nel suo studio all'università come ricordo di quel giorno.

A breve riceverai una copia del libro con una lettera del professore.
Un caro saluto, Gianluca

che sorpresa! ma soprattutto che tuffo nel passato!

ricordo bene quella vigilia di natale di ben 6 anni fa
quando, incuriosita dal titolo della lecture,
andai ad ascoltarla per scoprire i legami
tra chimica e letteratura non scientifica

libri famosi di umberto eco, thomas mann, ghoete,
luigi pirandello, honorè de balzac, oliver sacks
venivano raccontati perché nelle loro trame
c'erano tracce di molecole, esperimenti, intuizioni...
















(...) Nel "Il Visconte Dimezzato" Italo Calvino narra del nobile guerriero che durante una battaglia è spezzato da una palla di cannone in due metà eguali, l'una immagine speculare dell'altra , una metà "destra" ed una "sinistra", la prima estremamente cattiva di carattere e la seconda è stata tratteggiata sullo sfondo del concetto di chiralità, che prevede l'esistenza in chimica organica di composti, sovente usati anche come farmaci, che sono eguali come struttura ma una è di tipo "destro" e l'altra di tipo "sinistro". Spesso una ha proprietà benefiche l'altra no (esempio famigerato è la thalidomide degli anni '60, delle quale una forma aveva azione sedativa, l'altra invece era teratogena).

Altrettanto simpatici ed interessanti sotto il profilo scientifico i collegamenti ideali fra classici concetti chimici, (l'equazione di Schroedinger e la risonanza) con situazioni che riguardano la sfera della spiritualità (il movimento degli angeli secondo S.Tommaso d'Aquino ed il moto degli elettroni; le strutture descrittive del comportamento chimico e le complesse sfaccettature della personalità dell'individuo secondo Luigi Pirandello). 

Interessante poi la contrapposizione tra l'ermetica visione degli atomi del famoso scrittore francese Raymond Queneau (Piccola Cosmogonia Portatile) con la leggera e piacevole chimica in versi del calabrese Alberto Cavaliere, la cui descrizione dell'ossigeno indusse Benedetto Croce ad esclamare "Dopo una simile definizione dell'ossigeno come si può odiare la vita?" (…)
















di una lecture così affascinante era proprio un peccato
non conservarne il ricordo per questo
cominciai istintivamente a prendere appunti

oggi, come allora, guardando queste mappe mi domando
perché il prof. naso senza conoscere il mind mapping
è stato "attratto" da questo metodo di notazione?
cosa unisce il mind mapping alla chimica?

in questi 6 anni non sono riuscita a darmi una risposta
ma forse, ora so dove andare a cercare...

p.s.
per chi fosse interessanto segnalo l'articolo
Il regno periodico tra scienza e letteratura
del professore Francesco Naso

30 luglio 2012

mappe mentali e chimica moderna

prima di salutarci per le vacanze
una nuova storia di mind mapper...

Cara Roberta,
come promesso ti racconto come è andata la mia lezione all’ISOPHOS e come è stata utile la mappa mentale che abbiamo realizzato insieme. 
















L’ISPOHOS è una bellissima scuola estiva per dottorandi e giovani ricercatori di diversa estrazione scientifica (ingegneri, chimici, fisici) che vogliono affacciarsi al campo del fotovoltaico di nuova generazione (fotovoltaico organico e ibrido) e che si tiene ogni anno all’Isola di Ventotene organizzata dal gruppo del CHOSE dell’Università di Roma Tor Vergata. 


E’ questo un settore fortemente interdisciplinare, in cui conoscenze di chimica, fisica ed ingegneria si sono fuse per inventare nuovi materiali/dispositivi e per realizzare delle celle solari con delle caratteristiche molto innovative. A chi vuole entrare in questo settore si chiede di essere capace di "assorbire" alcune conoscenze che sono anche estranee al proprio background culturale di provenienza. 


Ed eccoci al punto. Io ho svolto una lezione di chimica sintetica (una disciplina assai ostica e che usa un linguaggio a volte un po’ criptico) ad una audience molto interessata ma in parte a digiuno di queste conoscenze perché proveniente da corsi di studio dove questa materia non viene proprio sfiorata. 


Come dare un “flavour” di questa materia complicatissima, senza essere incomprensibile ma volendo lasciare almeno una intelaiatura concettuale?


Ecco qui l’utilità della mappa mentale che ho realizzato con il tuo aiuto. 


Dopo aver presentato in maniera molto semplice gli approcci concettuali con cui i chimici sintetici costruiscono molecole complicate mettendo insieme molecole più piccole attraverso la costruzione di nuovi legami (ho usato anche i modelli molecolari per aiutarmi), ho elencato una serie di reazioni chimiche con i loro nomi. 


Qui c’era il rischio che gli studenti si perdessero, tentando di seguire nel dettaglio il file concettuale generale. E per evitare che ciò accadesse, la mappa mentale mi ha offerto uno strumento di enorme efficacia mostrando il flusso concettuale dal generale (il concept della creazione dei legami ) al particolare (la specifica reazione chimica che si usa per fare questo) e viceversa. 















Con questa mappa mentale gli studenti hanno potuto ricollegare i concetti che ho presentato durante la lezione e, quando in futuro sentiranno parlare della reazione di Suzuki, non si chiederanno stupiti di che strana astruseria si tratta, ma sapranno ricondurlo ad un concetto generale. 


Per confermare la grande utilità ed efficacia che hanno per me le mappe mentali come strumento per dare una sinossi efficace di una lezione o di un intervento ad una conferenza di chimica, specie quando desidero rafforzare un concetto che ho presentato anche accompagnandolo con delle immagini, ti allego qui altre due mappe mentali. 


La prima l’ho presentata al Congresso Interdivisonale di Chimica Organometallica (Co.G.I.C.O.) che si è tenuto a Padova lo scorso giugno. 


Ho fatto questa relazione nel bellissimo Palazzo della Ragione e quindi la mappa mentale che avevo realizzato per questo evento l’ho proiettata nel "Salone", la sala pensile più grande del mondo.

















La prima mappa mentale nel Palazzo della Ragione… non ti pare una coincidenza significativa? :) 


Infine, ti allego una mappa mentale riepilogativa che ho presentato ad una lezione fatta per un bellissimo congresso Surpamolecular Chemistry@PoliMI: Where Nano Meets Biology che si è svolto al Politecnico di Milano.













Ecco qui… come vedi le mappe mentali sono un potente strumento di trasmissione di concetti anche in chimica moderna.


Grazie Roberta e... alla prossima mappa!