ieri pomeriggio ho ripreso dalla libreria
Il momento della complessità di mark taylor
questo libro è stato pubblicato in america nel 2001,
in italia nel 2005 e oggi rileggo un passo (pag.259)
in cui l'autore, in maniera lungimirante, prevedeva
quello che oggi stiamo vivendo
(...) Con l'espansione senza sosta delle reti il miscuglio di mondi, parole suoni, immagini, e idee diventa sempre più fitto e diversificato. Quando questa miscela mediatica si avvicinerà al punto di ebollizione, i cambiamenti cognitivi e culturali diventeranno inevitabili.
L'intricata dinamica dell'elaborazione dell'informazione e dei sistemi complessi adattivi può aiutarci a comprendere come cambierà il modo di pensare la soggettività, e che cosa significhi tutto questo per la vita del XXI secolo. (...)
da questo libro nel 2007 ho tratto ispirazione
per scrivere la metafora della scrittura
che da lineare si trasforma in radiale

della trasformazione della scrittura/lettura
luca de biase, il 18 novembre scorso, su nova24 scrive
Testo libero
Un testo non è necessariamente una colonna di segni da leggere spostando velocemente gli occhi da una parola all'altra, da una riga all'altra. Certo, quella soluzione ha i suoi vantaggi: primo ci siamo abituati, secondo è coerente con la necessità di un discorso lineare ma si presta bene anche a una lettura "diagonale", terzo è molto efficiente per valorizzare la tecnologia della carta. Ma sulle pagine digitali, si possono esplorare altre soluzioni. E la Vita Nòva, il periodico di Nòva disegnato per i tablet, sta sperimentando modi diversi per leggere.(...)
seguo con interesse le sperimentazioni
del testo libero sulle pagini digitali
e nel frattempo continuo ad esplorare
la scrittura radiale su pagine di carta
06 dicembre 2010
testo libero
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20 novembre 2010
sinsemia # 2

è stato pubblicato il primo post
e sono sicura che presto diventerà
un punto di riferimento per tutti coloro
che sono interessati alla sinsemia
sinsemia.wordpress.com
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18 novembre 2010
rifletto
in questi giorni sto leggendo
La libertà ritrovata
Come (continuare a) pensare nell'era digitale
di Frank Schirrmacher
le prime pagine
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16 novembre 2010
le sette vite della pagina
continua la ricerca sull'evoluzione della scrittura/lettura
domani la triennale di milano ospiterà la ebook conference
Scrittura/lettura. Le sette vite della pagina.
(...) Un’occasione unica - realizzato in collaborazione con Triennale VisionLab - per sviluppare una tematica che risulterà sempre più coinvolgente: il diffondersi di emergenti “tecnologie di lettura”. L'obiettivo è sperimentare, grazie ai tablet, nuove modalità di lettura, facendo emergere forme di scrittura teoricamente “penalizzate” dalla stampa, che l’introduzione del web non ha permesso finora di recuperare. Una sfida stimolante ed appassionante per giornalisti, designer, illustratori, artisti e scienziati, ma anche per gli editori aperti alla sperimentazione e alla ricerca di modelli di business diversi da quelli tradizionali.(...)
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08 novembre 2010
il pensatore flessibile
riprendo il precedente post per riflettere sul valore
dell’organizzazione sinsemica della conoscenza
leonardo romei e luciano perondi
in Letture da recuperare scrivono:
Conoscenza
L'organizzazione sinsemica permette di visualizzare correlazioni tra gli elementi che costituiscono un testo e in particolare di mostrare rapporti complessi che in forma lineare sarebbe molto difficile rendere. In altri termini consente la lettura sinottica di un problema.
La disposizione spaziale ha un valore non solo illustrativo ma anche euristico, cioè permette di fare scoperte, e addirittura consente di sviluppare dimostrazioni, e quindi di giocare un ruolo in processi di tipo deduttivo.
Questo specifico valore conoscitivo della scrittura emerge quando ci si concentra sul problema della comprensione.
sono convinta che l’organizzazione sinsemica della conoscenza
sia utile per sviluppare e potenziare il pensiero flessibile
e il metodo delle mappe mentali può essere d’aiuto
leggendo Psicologia sociale di lucia mannetti
mi sono soffermata sul capitolo 2
che riguarda i processi e le strategie
con i quali diamo senso al mondo sociale
Gli psicologi sociali hanno sempre attribuito una notevole importanza ai processi cognitivi mediante i quali gli individui elaborano una rappresentazione della realtà nella quale sono inseriti (…) una rappresentazione del mondo dotata di significato, consente loro di evitare situazioni di dubbio, incertezza, incoerenza, di prepararsi all’azione e di avere una situazione soggettiva di controllo (…)
questa è la mappa mentale che ho realizzato
per avere sempre a disposizione un’anteprima
degli argomenti trattati nel capitolo
nella lettura mi sono soffermata in particolare
sul concetto di “sforzo cognitivo: due vie o due poli?”
quando dobbiamo dare senso al mondo sociale
cioè riconoscere e valutare un oggetto sociale
(es. formarsi un’impressione di un collega,
capire cosa si deve fare in una data situazione ecc.)
elaboriamo le informazioni applicando processi cognitivi di 2 tipi:
> processi rapidi che richiedono un ridotto sforzo cognitivo
> processi accurati che richiedono uno sforzo elevato,
perché esaminiamo accuratamente le informazioni disponibili
e consideriamo le possibili interpretazioni alternative
L'immagine delle due vie, tra le quali l'individuo sceglierebbe, sebbene efficace, può diventare fuoriviante.
Per questo è certamente più opportuno parlare di un continuum del quale i due tipi di processo rappresentano i poli estremi e sul quale possono essere collocati i diversi episodi cognitivi.
Ad un polo si collocano i processi che richiedono poco sforzo, gli episodi cognitivi che si verificano quasi senza che il soggetto ne sia consapevole, mediante i quali schemi cognitivi preesistenti si impongono sull’informazione nuova. Questi processi sono definiti processi dall’alto in basso (to-down) o processi guidati dalla teoria (theory driven), per indicare che il processo parte dalle strutture cognitive del soggetto (alto, teoria) che danno un senso agli elementi informativi a agli oggetti percepiti (basso, dati)
Al polo opposto si collocano i processi cognitivi che richiedono un notevole sforzo per riflettere sull’informazione stimolo e valutarla accuratamente. Questi processi sono definiti dal basso verso l’alto (bottom – up) o guidati dai dati (data driven), per indicare che l’attività cognitiva parte dall’esame dell’informazione nuova (basso, dati) per arrivare a produrre una nuova struttura cognitiva (alto, teoria)
questa la mia rappresentazione sinsemica del pensatore flessibile
l’idea generale è quella di un pensatore flessibile,
capace di adottare una gamma di strategie cognitive
e in grado di operare sia in modo automatico che consapevole
in conclusione penso che il momento storico che stiamo vivendo
richieda necessariamente un’accuratezza
e un senso di responsabilità più alto rispetto al passato
è importante elaborare le informazioni
creando schemi cognitivi nuovi
che ci facciano abbandonare gli automatismi
e la conseguente chiusura cognitiva
per questo le mappe mentali, poichè permettono
di rappresentare il pensiero in modo sinsemico,
possono essere utili al pensatore flessibile
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03 novembre 2010
sinsemìa
finalmente la parola che cercavo!
l'ho trovata leggendo l'approfondimento
Letture da recuperare curato da
Luciano Perondi e Leonardo Romei,
con la collaborazione di Antonio Perri,
pubblicato su Nòva del Sole 24 Ore
che ho segnalato nel precedente post
Scrittura e spazio
La scrittura non è fatta solo di lettere, parole, numeri e segni di interpunzione, ma anche da elementi come il colore, la dimensione e il peso visivo dei caratteri, lo spazio. La disposizione degli elementi nello spazio non ha soltanto fini di carattere decorativo, ma comunica alla pari con le parole o i numeri.
Sinsemìa
Per sinsemìa si intende la disposizione deliberata e consapevole di elementi di scrittura nello spazio con lo scopo di comunicare, attraverso l'articolazione spaziale, in modo ragionevolmente univoco e secondo regolarità. Queste regolarità possono essere valide soltanto per quel testo – ma coerenti, rigorose e interpretabili senza bisogno dell'aiuto dell'autore – oppure definite da precisi schemi e abitudini di fruizione consolidate.
Il termine sinsemìa è composto dal prefisso sin di sintassi, dal greco syn («con», «insieme», usato con il significato di «unione», «contemporaneità»), e da semía che deriva da sema, «segno». Sinsemìa starebbe a indicare il modo in cui i segni stanno assieme (nello spazio). Il termine è stato coniato nel 2007 da Giovanni Lussu e Antonio Perri e rientra in un approccio di ricerca che si contrappone a una visione lineare e alfabetocentrica della scrittura.
ho trovato veramente illuminante la definizione di sinsemìa
perchè la trovo perfetta per collocare il mio lavoro di ricerca
in un ambito di più ampio respiro: da 6 anni, infatti,
sono impegnata ad approfondire ed esplorare
il passaggio dalla scrittura lineare a quella radiale
dove le immagini hanno lo stesso valore delle parole
in uno spazio che si sviluppa in senso orizzontale
molto interessanti le riflessioni di perondi e romei
Storia della scrittura
La storia della scrittura è ricca di esempi di testi con un'alta componente sinsemica. L'avvento della stampa, a causa dei suoi limiti tecnici, ha contribuito però a rafforzare l'idea che la distinzione tra testo e immagine, tra lettere e organizzazione dello spazio siano fatti naturali e imprescindibili. Questo ha ridotto ulteriormente le possibilità di interazione verbo-visiva e ha rafforzato l'idea che uno dei due elementi fosse necessariamente subordinato e contrapposto all'altro.
come esempio di scrittura sinsemica viene indicata
una della più celebri immagini di gioacchino da fiore
tratta dal liber figurarum del XIII secolo
Nel manoscritto in questione, Gioacchino afferma che i misteri della trinità possono essere meglio compresi in figure che in parole e usa le sue schematizzazioni per rendere visibile a se stesso e agli altri la sua intricata tessitura teorica.
con l'intento di partecipare allo sviluppo di questo filone di ricerca
segnalo il contributo della dott.ssa rosa martucci, bibliotecaria
presso la Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari,
e pubblicato sul sito mappementalitalia
la dott.ssa martucci ha rinvenuto esemplari
di antiche mappe mentali in un codice membranaceo
(libro manoscritto in pergamena) conservato presso
la Biblioteca Pubblica Arcivescovile Annibale De Leo di Brindisi
Un codice della fine del 1200 e le sue mappe mentali
(...) Il testo trascritto è "Concordia discordantium canonum seu decretum" di Graziano, canonista toscano (forse di Chiusi) vissuto tra la fine dell’XI secolo e la metà del XII, insegnante di diritto canonico nello Studio di Bologna. Si tratta quindi di un trattato relativo al corpus delle norme giuridiche ecclesiastiche (...)
(...) intrigante è la presenza non occasionale di raffinate mappe mentali, generalmente tracciate nel margine inferiore, di mano diversa da quella del copista e da quella del redattore delle glosse a margine del testo, che alla narratività, pur sintetica, delle glosse giustappongono l’evidenza grafica di argomentazioni scandite in una struttura a volte piramidale a volte radiale utili per prevenire o colmare le lacune della memoria.(...)

qui per vedere altre mappe mentali del XII secolo
e questa è la mia mappa mentale fatta nel XXI secolo
evviva la sinsemìa !
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29 ottobre 2010
scrittura non lineare

da nova24 di ieri Riscrivere la lettura di Antonio C. Larizza
I nuovi media promettono di andare oltre la stampa e invitano il giornalismo ad avventurarsi per nuove strade. Dove coltivare una molteplicità di approcci alla pagina. E percorrere vie innovative per visualizzare le informazioni.
Scrittura non lineare
Robert Fludd, medico e filosofo inglese, teorico della setta dei rosacrociani, dedica questa immagine alla teoria secondo cui l'anima vede in tre modi diversi, descritta attraverso un'accorta simbiosi tra caratteri alfanumerici e segni grafici. L'artefatto, del 1916, non è di facile comprensione, ma se letto con attenzione mostra la capacità di sintetizzare in una pagina una concezione che, svolta in modo tradizionale, ne occuperebbe molte di più.
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21 ottobre 2010
nuovi modi per scrivere e leggere
il pensiero contemporaneo sta percorrendo nuove vie
non più lineari, con un inzio e una fine, ma fluide
perchè ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo
che ci porta lontano, verso il futuro
per questo rappresentare il pensiero in modi nuovi
è una sfida che ciascuno di noi può affrontare
nel proprio campo professionale
personalmente ho scelto il metodo delle mappe mentali
per esplorare questi nuovi orizzonti,
seguire l'evoluzione della pagina del III millennio
e ri_scoprire il flusso del mio pensiero
la necessità di sperimentare è molto sentita
e oggi vi segnalo la nuova applicazione iPad del Sole 24 Ore
dedicato a ricerca, innovazione, creatività: La Vita Nòva
“La redazione de La Vita Nòva raccoglie alcune novità che emergono dalla scienza, esplora le opportunità offerte dalla tecnologia, racconta le visioni e le realizzazioni di imprenditori, ricercatori, artisti. Cercando le porte che si aprono per costruire un futuro che valga la pena di essere vissuto. Ma nello stesso tempo tenta anche di sperimentare le nuove forme di scrittura e i nuovi linguaggi per la presentazione dell’informazione che si possono sviluppare sui tablet.”
queste le prime immagini dell’applicazione iPad
disegnata per Nova24 è pubblicate su 7th floor
Da 5.400 anni la scrittura adatta se stessa al cervello
La ricerca per l'interfaccia ideale fa tappa anche qui
Le neuroscienze spiegano come si comprende la scrittura
Ma è possibile migliorare l'esperienza?
parole, immagini, colori
movimento, azione, velocità
suono, ritmo, sensazioni,
progettare contenuti così complessi è impegnativo
richiede sicuramente una capacità visuo-spaziale
diversa da quella che la scrittura lineare ci ha abituati
per imparare ad "orientarsi" in questo nuovo spazio
e realizzare prodotti di comunicazione innovati
imparare il metodo delle mappe mentali può essere utile !
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14 ottobre 2010
il flusso del pensiero
dopo il tema del vuoto, da cui emerge la parola,
la rubrica languagegarage che potete leggere
nel numero di novembre su ADV
è dedicata al flusso del pensiero
questa volta per realizzare la mappa mentale
non ho seguito il flusso del mio pensiero
ma mi sono calata in quello di fabrizio bellavista
e eleonora buiatti che mi hanno mandato
delle riflessioni, suggestioni sul tema
leggendo ho marcato il testo per far emergere
non solo le parole chiave, ma anche le immagini
che affioravano nella mia mente
poi ho scelto alcune parti che più mi interessavano
per esempio eleonora sottolinea come il nostro corpo
sia composto per l’80% di acqua
Sono liquidi anche i nostri sensi: la rifrazione dell’immagine dall’iride alla retina avviene attraverso un liquido, il corpo vitreo; il nostro udito sfrutta le vibrazioni dell’aria amplificate dall’incudine e il martello per trasformarle in vibrazioni liquide dentro la coclea; il nostro senso dell’equilibrio nasce dal movimento di un liquido all’interno dei cerchi dell’apparato vestibolare; il nostro gusto sfrutta la saliva che liquidamente trascina le molecole gustative all’interno della superficie delle papille; l’olfatto sfrutta un liquido, ossia il muco che intrappola le molecole che fanno percepire gli odori.(...)
leggendo e rileggendo ho cominciato a mappare
dopo i primi schizzi, ho cercato di metterli insieme
cercando il flusso, cioè le connessioni tra i due testi
e alla fine sono giunta alla mia mappa mentale
colorata tutta di celeste in onore dell'acqua
ecco svelato il flusso del mio pensiero !
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16 settembre 2010
dal vuoto... la parola

mappa mentale liberamente tratta
dal libro oralità e scrittura di walter ong
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15 settembre 2010
ripartire dal "vuoto"
tutto cambia velocemente, le nuove tecnologie
modificano le nostre capacità cognitive
e io sempre più spesso sento la necessità
di fermarmi, riflettere e fare "vuoto
a questo tema io, fabrizio bellavista e davide agostoni
abbiamo dedicato la seconda puntata
della rubrica languagegarage
che leggerete nel numero di ottobre sulla rivista ADV
siamo partiti dal cerchio zen e intorno ad esso
abbiamo idealmente avvicinato pensatori di ogni tempo
che hanno esplorato in diversi modi il "vuoto"
penso che ciascuno di noi abbia un modo personale
per riflettere, uscire dal vorticoso succedersi di eventi
e dare forma ad un pensiero personale e originale
personalmente ho trovato nelle mappe mentali un utile metodo
per fare spazio e organizzare il mio pensiero perchè
quando passo dalla scrittura lineare a quella radiale
la prima “cosa” che incontro è il vuoto
è una pagina bianca, senza righe e quadretti,
in posizione orizzontale dove i punti di riferimento per scrivere
sono spariti in un "vuoto" che produce energia
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12 settembre 2010
dal foglio di carta al foglio di vetro

il creativo che salva la carta
di christian rocca
Il «New York Observer» gli ha dedicato la copertina: Scott Dadich è il salvatore della Condé Nast, il ragazzo prodigio che farà entrare le riviste del gruppo di Vogue, Vanity Fair, Glamour, New Yorker e Wired nell'era digitale (...)
Condé Nast oggi è pronto per offrire ai suoi grafici un software che permette di disegnare sulla stessa piattaforma i lay out diversi per ciascun supporto e ai giornalisti di modificare il testo una sola volta per tutte le versioni, cartacea, digitale, cellulare. (...)
I magazine, dice Dadich, sono così come li conosciamo per una sola ragione: sono fisicamente limitati dai due pezzi di carta. L'iPad e gli altri strumenti che verranno cambiano tutto. Lo strumento è un altro. Gli spazi sono diversi. Si riparte da zero. Non ha senso replicare sul nuovo mezzo il modello del formato cartaceo. «Abbiamo un pannello di vetro. Ci sono tutti questi pixel. Ci sono queste proporzioni – spiega Dadich –. Come le useremo? In che modo racconteremo le storie? (...)
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nietzsche e la macchina da scrivere
Nel 1882 Nietzsche comprò una macchina da scrivere. Aveva cominciato a perdere la vista, e tenere lo sguardo concentrato su una pagina diventava doloroso e stancante: spesso soffriva di spaventosi mal di testa.
Scriveva sempre a mano e temeva di dovervi rinunciare del tutto. La macchina da scrivere lo salvò. Una volta imparato a battere potè scrivere con gli occhi chiusi ma la macchina ebbe un’effetto più impalpabile.
Un amico compositore notò il cambiamento di stile nella scrittura del filosofo: la sua prosa era ancora più scarna e telegrafica di prima. “ Forse attraverso questo strumento passerai ad un nuovo idioma” gli scrisse l’amico in una lettera, aggiungendo un’impressione personale: “Spesso i miei pensieri sulla musica e sul linguaggio dipendono dalla qualità della penna e carta che uso".
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15 luglio 2010
sottrarre # 2
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14 luglio 2010
sottrarre # 1
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12 luglio 2010
languagegarage
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