luisa di basilio, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento
La prima volta che ho sentito parlare di Mappe Mentali è stato durante la lezione di Roberta. All'inizio ero scettica sul loro uso anche se curiosa di conoscerle. Ovviamente dopo mi sono ricreduta ed oggi le utilizzo quasi sempre per prendere appunti e mi è capitato di impiegarle anche per organizzare giornate abbastanza caotiche e piene di cose da fare.
Le mappe mentali mi aiutano a sviluppare un’idea completa dell’argomento in una sola pagina, pur non tralasciando nessun elemento del tema di cui si parla. Inoltre sono utilissime per memorizzare al meglio i concetti, sia perché individuo dal contesto generale solo le parole chiave, sia perché mi permettono di compiere un piccolo sforzo creativo, dovendo trovare connessioni e magari sintetizzare il tutto con piccoli disegni. Ad essere sincera all'inizio ho avuto qualche difficoltà nel gestire la parte sinistra del foglio e a gestire tutti gli spazi, ma credo siano problemi dovuti solo all’inesperienza.
L’uso che mi propongo di descrivere in queste poche righe è quello che ne ho fatto durante un’esercitazione di gruppo durante il Master: l’obiettivo del nostro lavoro era quello di ipotizzare una campagna transmediale per diverse attività di una ASL.
Le campagne di comunicazione transmediali sono “storie” con più porte di accesso, nel senso che vengono narrate più storie in diversi contesti di comunicazione, all’interno di un quadro preciso che gli utenti devono ricostruire. In una campagna/produzione transmediale, i vari elementi delle vicende sono dispersi su diverse piattaforme media, le quali donano ciascuna il proprio contributo più o meno interattivo alla vicenda generale.
Il nostro obiettivo era promuovere quattro diverse aree: 1. Gli orari, i luoghi ed i servizi della ASL 2. Il vaccino antinfluenzale 3. Le attività del Consultorio 4. Una campagna Antifumo.
La prima idea del mio gruppo di lavoro era quella di progettare dei micro-spot attinenti queste quattro aree, ma non riuscivamo a dare alla nostra attività un filo logico, tutto risultava abbastanza caotico e scollegato: in questo momento sono intervenute le mappe mentali.
La prima mappa mentale che ho disegnato è stata questa:

All'inizio ci siamo focalizzate sui protagonisti, poi sullo stile da dare a ciascuno spot e infine abbiamo individuato gli strumenti comunicativi che sarebbero stati utilizzati all’interno dello Spot. Questa prima mappa ci ha permesso di iniziare il nostro lavoro e produrre idee più coerenti al fine di realizzare quanto ci veniva richiesto.
Di fatto mancavano ancora tanti altri elementi da aggiungere: gli obiettivi di comunicazione, lo svolgimento degli spot e gli altri strumenti di comunicazione che sarebbero stati impiegati all’interno di ciascuna campagna. Quindi ho realizzato una seconda mappa che comprendesse questi elementi

Quest’ultima mappa mentale ci ha permesso di avere un’idea di insieme completa per progettare facilmente la presentazione in powerpoint che ci era stata richiesta.
Personalmente, finora ho sempre utilizzato le mappe disegnate a mano (come si può notare dalle due immagini che ho inserito), perché sono più “MIE” e mi permettono di illustrare qualsiasi concetto con facilità (a differenza dei software che hanno una galleria di immagini molto limitata).
Per concludere le mappe mentali sono state una scoperta importante e credo che se le avessi conosciute prima mi avrebbero permesso un percorso di studio, sicuramente più agevole.
Luisa Di Basilio
11 marzo 2013
saper imparare #4
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25 febbraio 2013
saper imparare #3
elena guerra, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento
La tecnica del mind mapping è entrata prepotentemente, come una forza positiva, nella mia vita. Una nuova scoperta che mi ha permesso di riorganizzare i miei contenuti in schemi mentali radiali. Dal primo incontro conoscitivo con la tecnica, durante il Master Publi.com8, la curiosità e la volontà di applicarla al meglio anche in ambiti “non convenzionali” hanno aperto la strada al mio processo creativo.
Fino a quel momento avevo tentato di applicare tecniche assai bizzarre e poco programmate per sviluppare contenuti in contesti spaziali chiari ed efficaci. Nella mia mente i contenuti erano gestiti su un piano mentale verticale che materializzavo con le classiche “TO DO List” oppure con fantomatici diagrammi di flusso che però non permettevano un’ottimale rappresentazione di contenuti che spesso sono troppo dinamici per poter essere schematizzati in una lista e poco si addicono alle dinamiche lavorative di organizzazione di Eventi a cui ho preso parte.
![]() |
| "To Do List", il mio modello lineare |
Forte della mia propensione al ragionamento per immagini, colori ed associazioni, il mio approccio alla nuova tecnica è stato facile, utile e divertente.
Ampliando il mio campo visivo, grazie ad un semplice capovolgimento del foglio da una posizione verticale ad orizzontale, sono riuscita ad acquisire maggiore consapevolezza degli spazi per organizzare le idee, focalizzando di volta in volta il mio obiettivo al centro (cosa voglio raccontare) e facendo ruotare intorno gli step principali della mio ragionamento (Chi, Come, Quando e Perché).
Le rigide classificazioni si sono trasformate così in piani organizzativi radiali che permettono una visione globale delle attività e allo stesso tempo non impongono una rigida logica di graduatoria nello svolgimento delle azioni, dando comunque importanza alle prioprità grazie all’utlizzo dei rami primari (padre) e secondari (figlio).
Le mappe mentali, come l’organizzazione di Eventi, sono processi creativi in continua evoluzione. Il loro costante “in progress” richiede di essere rapidi nel prendere decisioni, focalizzare gli obiettivi e mantenere flessibilità nella scelta delle priorità. La mappa mentale diventa una vera e propria guida, uno strumento sia materiale che intellettivo, che si evolve in corso d’opera grazie all’intervento del mind mapper. Tale strumento aumenta la capacità di “fare propri” i contenuti rendendoli così più flessibili.
Ecco il risultato del mio processo creativo.
Il mio campo di applicazione del Mind Mapping è ad oggi focalizzato sugli obiettivi di organizzazione sia lavorativa che di vita quotidiana. Come primo utilizzo del metodo ho pianificato le attività settimanali invadendo letteralmente l'habitat della mia stanza…
Alla prima fase cartacea, alla quale rimango comunque maggiormente affezionata, è stato necessario affiancare l’utilizzo del digitale al fine di realizzare delle presentazioni chiare da condividere con il teamwork.
In particolare, illustro di seguito la mappa mentale elaborata nel corso delle riunioni con lo staff della Fondazione Sapienza per l’organizzazione dell’evento di inaugurazione di "Noi Sapienza" l’Associazione degli Ex Studenti della prima Università capitolina. Il processo è solo agli inizi, ma si delinea già la struttura dell’evento e l’utilizzo della tecnica del Mind Mapping che lo rende possibile.
![]() |
| Work in progress (marzo 2012) |
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| Work in progress (marzo 2012) |
| Mind Mapping & Cake Design "HelaSuperCakes" |
Questa ad esempio è la SuperMindMapCake che ho creato in occasione della visita dei docenti della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Córdoba presso l'Università Sapienza, per un progetto comune di ricerca e approfondimento sul mind mapping.
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19 dicembre 2012
antica e moderna contemporaneamente
Come già anticipato nel precedente post
in questi mesi le mie mappe mentali
sono tutte incentrate sulla scrittura
e per trovare ispirazione ho scelto il libro
Lavoro, dunque scrivo! di Luisa Carrada
Sono particolarmente legata a questo libro
per diversi motivi: dal 2003 leggo il blog di luisa
e non mi sono mai persa un post; nel 2007
ho scritto un quaderno per il suo sito
e con il tempo sono diventata sua amica anche offline :)
A poco a poco le nostre scritture, apparentemente lontane,
si sono intrecciate perché entrambe crediamo
che l’origine della scrittura, che sia lineare o radiale,
si trovi nel segno che si sviluppa nello spazio
A testimonianza di questa visione il secondo capitolo
del libro, Dalle fondamenta al tetto dell’edificio testuale,
è dedicato al processo di scrittura e in particolare
nella fase della progettazione è consigliato
anche l’uso delle mappe mentali
Ogni volta che aggiungiamo una pur piccola informazione al nostro “magazzino” scatta il bisogno di collegarla con ciò che abbiamo raccolto: discriminiamo, selezioniamo le informazioni più significative, le uniamo in catene associative, le proiettiamo nel futuro, scopriamo nuove griglie cerchiamo nuove informazioni e vediamo cose che non avevamo visto prima.
Tanto vale allora visualizzarle, queste connessioni, in modo da averle costantemente sotto gli occhi. Un buon modo è disegnare una mappa mentale (…)
Per mostrare un esempio concreto sono pubblicate
due mie mappe mentali e di questo ne sono felice ed orgogliosa
La prima spiega a cosa servono le mappe mentali
La seconda, invece, mostra il nostro laboratorio di scrittura:
un cervello instancabile, sempre in attività
dove parole e immagini si intrecciano, si integrano
Ogni pagina del libro è perfetta per un brain fitness tonificante
perché mentre si legge non si può fare a meno di vedere
Infatti la copia cartacea del mio libro
si sta riempiendo di schizzi, micro mappe
che annoto al margine del testo
perché le metafore utilizzate meritano di essere ricordate
Ovviamente il secondo capitolo mi ha molto ispirato,
anche perché il titolo mi rimanda alla metafora architettonica
che ho utilizzato nel mio recente articolo,
e per questo ho realizzato il mio edificio radiale
mettendo in evidenza i passaggi per me più significativi
Questa mappa per me ha un significato particolare
perchè mi fa sentire antica e moderna contemporaneamente:
scrivere a mano mi lega al passato, unire parole e immagini
seguendo un processo non lineare ma radiale
mi porta verso il futuro dove c'è spazio per nuove scritture
:)
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29 novembre 2012
storia di un'idea
Alcuni lettori del mio recente articolo
Mappe mentali per apprendere e comunicare
mi hanno chiesto di conoscere maggiori dettagli
sulla metafora architettonica che ho utilizzato per descrivere
il passaggio dalla scrittura lineare a quella radiale.
leggendo il libro Il momento della complessità,
Dopo quell'articolo la metafora non mi ha più abbandonata.
costruito più recentemente che potesse rappresentare
ho trovato la risposta visitando nel 2010
il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo
Tornata a casa, con gli occhi ancora colmi di bianco e di luce,
volevo saperne di più su quell'opera architettonica che aveva
coinvolto tutti i miei sensi e così ho cominciato a leggere
MAXXI Museo delle Arti del XXI secolo
Zaha Hadid l'opera completa
Mentre leggevo la mia attenzione era attratta
dagli schizzi, i primi segni tracciati da Zaha Hadid
da cui sarebbe nata la sua grande opera:
semplici linee che creavano delle curve sinuose.
Poi ho guardato con attenzione una fotografia
che ritraeva dall'alto il MAXXI incastonato
nel tessuto urbano del quartiere Flaminio di Roma:
un edificio bianco dalle forme flessuose
immerso in un reticolo di strade e linee tranviarie.
Questa foto ha colpito molto la mia immaginazione
e così ho preso un quaderno e l'ho ricopiata:
in quelle linee flessuose ho intravisto i rami
di una mappa mentale che interrompono
il rigido schema della gabbia di impaginazione.
Così, libri alla mano, ho cominciato a ragionare
per capire come potevo utilizzare quell'edificio
per sviluppare la metafora architettonica di Mark Taylor.
Questa è la mappa mentale che ho iniziato a novembre 2010
con la quale analizzo le caratteristiche dei tre edifici:
Seagram Building, Guggenheim Museum e MAXXI.
Le tre diverse date in alto a destra mi ricordano
che ho lavorato su questa mappa per diversi mesi
cancellando, spostando, aggiungendo parole chiave.
L'utilità della mappa mentale è proprio questa:
ti permette di sviluppare un'idea come se fosse
il progetto di un edificio che nasce sulla carta
dove vengono tracciate le strutture portanti, essenziali.
Successivamente ho sentito la necessità
di fare una mappa specifica sul MAXXI.
Con il tempo nel mio quaderno ho raccolto tante altre mappe,
articoli di giornali, post-it per ricordare citazioni di libri.
Mi sono poi lasciata rapire dal visual utilizzato
durante la campagna di comunicazione del MAXXI
e dalle opere ComplexCity dell'artista Lee Jang Sub.
Continuavo sempre a ragionare sul passaggio
griglia > rete > spazio...
Il tempo intanto trascorreva e ad aprile 2011
si è aggiunto un importante tassello del mio puzzle:
la rivista Abitare n.511 Being Zaha Hadid
Gli articoli offrono una carrellata dei lavori più importanti
della Hadid e quello che mi ha più colpito è la morfologia organica
che caratterizza le forme delle sue opere:
onde, dune, ostriche, ciottoli...
Ovviamente il riferimento alla morfologia organica
non poteva non richiamare la mia attenzione di mind mapper
considerato che la struttura di una mappa mentale
è analoga a quella di un neurone.
Così ho fatto una mappa mentale per ricordare meglio
questo interessante particolare:

Continuando la lettura della rivista Abitare
mi ha poi colpito l'articolo dedicato
all'inaugurazione del MAXXI:
Prima di tutto, bisogna dire che la caratteristica speciale, unica, di questo museo è il fatto che si basa su un formalismo applicato con estremo rigore.
È costruito come un fascio di linee che scorrono insieme fino a quando si dividono, si incrociano o seguono curvature angolari. Il loro fluire crea degli spazi all’interno e all’esterno di questi muri portanti, ma nel contempo il movimento continua, ritornando su se stesso, salendo o girando. Le gallerie sono degli spazi infiniti, che continuano a scorrere e a perpetuarsi senza interruzioni.
Non esiste un punto in cui gli spazi iniziano o finiscono e non c’è neppure un punto di ingresso privilegiato.
Tutto questo fa parte del fascino di questo edificio. È molto difficile scomporre questo insieme in una serie di gallerie separate, a cui dare un nome. Si tratta di un movimento perpetuo. Lo spazio compreso fra i due muri è sereno, contemplativo e silenzioso e si apre su panorami molto profondi, in cui convergono molti livelli e direzioni.
È a questo punto che l’osservatore diventa flâneur e può vagare con lo sguardo sul paesaggio o sull’ambiente urbano da cui emergono continuamente tracce e stimoli. In questo edificio non c’è un modo preciso per orientarsi, bisogna solo abbandonarsi al suo fluire (...).
In questa descrizione ho trovato molte analogie
con le caratteristiche di una mappa mentale
che si sviluppa nello spazio orizzontale di un foglio:
le parole chiave vengono scritte su rami curvilinei
e la lettura non è sequenziale ma può fluire
da un punto all'altro a seconda dello svilupparsi
delle connessioni del pensiero.
Trovando queste analogie mi sono chiesta chi fosse
la persona che descriveva il MAXXI
con tanto calore e dovizia di particolare.
Ho scoperto così Patrick Schumacher,
braccio destro di Zaha Hadid, che ha sviluppato
il concetto di parametricismo: metodo di progettazione
che utilizza i programmi di modellazione in architettura
in maniera creativa.
Vi invito a leggere il suo articolo La città parametrica
che, nella sua brevità, è molto denso di concetti
e in questo post posso riportarne solo alcuni
Prima di affrontare la questione di come migliorare le nostre città dal punto di vista dell’ingegneria ambientale, dobbiamo trovare una risposta all’interrogativo su quali siano le morfologie architettoniche e i modelli urbanistici più adatti a vitalizzare e a rinnovare la vita produttiva e i processi della comunicazione, da cui dipende lo svolgersi di ogni attività.
Il parametricismo sta per diventare il primo nuovo stile globale che potrà e dovrà sostituire il modernismo come vero stile di un’epoca. Per fare questo dovrà opporre alle vestigia della monotonia del modernismo e alla cacofonia del caos urbano esplosa alla vigilia della sua fine un ordine complesso e variegato che si ispiri ai processi autorganizzati della natura.
La premessa del parametricismo consiste nella parametrica malleabilità di tutti gli elementi architettonici e urbani. Invece di mettere insieme rigide ed ermetiche figure geometriche, come tutti i precedenti stili architettonici, il parametricismo avvicina componenti malleabili in un gioco dinamico di mutue rispondenze e di adattabilità al contesto.
Ho associato l'espressione parametrica malleabilità
di tutti gli elementi alle caratteristiche di una mappa mentale:
parole chiave, immagini, simboli, codici,
colori che si relazionano in un "gioco dinamico".
Trovando l'articolo di Schumaker
particolarmente interessante l'ho analizzato
con questa mappa mentale:
Mi sono soffermata anche su questo concetto:
La progettazione del MAXXI non parte da un “solido platonico” o da una geometria chiusa e regolare: il diagramma di base è un boomerang di 6 linee ricurve che scivolano parallele tra loro e striano il campo in cui fluiscono.
Quindi, per riprendere l'analogia,
l'edificio parametrico e la mappa mentale,
non partono da geometria chiusa
ma da linee che striano il campo in cui fluiscono.

Seguendo questa analogia nel mio quaderno
ho disegnato le linee di un ipotetico foglio a righe
che si liberano dalla gabbia verticale dell'impaginazione
e striano un campo orizzontale andando a comporre
una forma organica, una struttura attraverso la quale
possiamo rappresentare il proprio pensiero.

Mettendo insieme le diverse riflessioni,
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02 agosto 2012
buone vacanze !

finalmente sono arrivate le tanto sospirate vacanze
e per organizzare le ultime cose da fare mi aiuto
con una mappa mentale fatta velocemente utilizzando
la matita rossa e blù per evidenziare le cose già fatte
e quelle super importanti da non dimenticare
questa è la versione originale con info personali
che non posso pubblicare... ;)
ma, sapendo che questo tipo di mappa mentale
può interessare qualcuno per trovare ispirazione,
ne ho preparata una che si avvicina molto all'originale
come avrete potuto leggere nel penultimo ramo
mi aspetta una bella vacanza al mare
all'insegna del digitale&analogico
porterò infatti con me alcuni libri segnalati da luisa carrada
100 cose che ogni designer deve conoscere sulle persone
Sopravvivere alle informazioni su internet
non possono poi mancare libri sulle mappe mentali
Mappe mentali per il mondo del lavoro
Mappe della mente
dulcis in fundo per fotografare utilizzerò l'app instagram
e per disegnare la fantastica app paper53
scoperta da poco e che ho utilizzato per "scrivere"
mare e sole che vedete all'inzio del post
e ora non mi rimane che augurarvi... buone vacanze!
:)
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30 luglio 2012
mappe mentali e chimica moderna
prima di salutarci per le vacanze
una nuova storia di mind mapper...
Cara Roberta,
come promesso ti racconto come è andata la mia lezione all’ISOPHOS e come è stata utile la mappa mentale che abbiamo realizzato insieme.
L’ISPOHOS è una bellissima scuola estiva per dottorandi e giovani ricercatori di diversa estrazione scientifica (ingegneri, chimici, fisici) che vogliono affacciarsi al campo del fotovoltaico di nuova generazione (fotovoltaico organico e ibrido) e che si tiene ogni anno all’Isola di Ventotene organizzata dal gruppo del CHOSE dell’Università di Roma Tor Vergata.
E’ questo un settore fortemente interdisciplinare, in cui conoscenze di chimica, fisica ed ingegneria si sono fuse per inventare nuovi materiali/dispositivi e per realizzare delle celle solari con delle caratteristiche molto innovative. A chi vuole entrare in questo settore si chiede di essere capace di "assorbire" alcune conoscenze che sono anche estranee al proprio background culturale di provenienza.
Ed eccoci al punto. Io ho svolto una lezione di chimica sintetica (una disciplina assai ostica e che usa un linguaggio a volte un po’ criptico) ad una audience molto interessata ma in parte a digiuno di queste conoscenze perché proveniente da corsi di studio dove questa materia non viene proprio sfiorata.
Come dare un “flavour” di questa materia complicatissima, senza essere incomprensibile ma volendo lasciare almeno una intelaiatura concettuale?
Ecco qui l’utilità della mappa mentale che ho realizzato con il tuo aiuto.
Dopo aver presentato in maniera molto semplice gli approcci concettuali con cui i chimici sintetici costruiscono molecole complicate mettendo insieme molecole più piccole attraverso la costruzione di nuovi legami (ho usato anche i modelli molecolari per aiutarmi), ho elencato una serie di reazioni chimiche con i loro nomi.
Con questa mappa mentale gli studenti hanno potuto ricollegare i concetti che ho presentato durante la lezione e, quando in futuro sentiranno parlare della reazione di Suzuki, non si chiederanno stupiti di che strana astruseria si tratta, ma sapranno ricondurlo ad un concetto generale.
Per confermare la grande utilità ed efficacia che hanno per me le mappe mentali come strumento per dare una sinossi efficace di una lezione o di un intervento ad una conferenza di chimica, specie quando desidero rafforzare un concetto che ho presentato anche accompagnandolo con delle immagini, ti allego qui altre due mappe mentali.
La prima l’ho presentata al Congresso Interdivisonale di Chimica Organometallica (Co.G.I.C.O.) che si è tenuto a Padova lo scorso giugno.
La prima mappa mentale nel Palazzo della Ragione… non ti pare una coincidenza significativa? :)
Infine, ti allego una mappa mentale riepilogativa che ho presentato ad una lezione fatta per un bellissimo congresso Surpamolecular Chemistry@PoliMI: Where Nano Meets Biology che si è svolto al Politecnico di Milano.
Ecco qui… come vedi le mappe mentali sono un potente strumento di trasmissione di concetti anche in chimica moderna.
Grazie Roberta e... alla prossima mappa!
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04 giugno 2012
mappe mentali sul foglio di vetro #2
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17 aprile 2012
mappe mentali all'università... la storia continua!
eccomi qui per raccontarvi la settimana durante la quale
juan manuel muñoz gonzález e rocío serrano rodríguez,
docenti della facoltà di scienze dell’educazione
dell’università di córdoba, sono stati ospiti
dell'università sapienza di roma
così come avevo anticipato in questo post
voglio ringraziare juan e rocio per la loro visita
perché è stato un momento importante di crescita
e spero possa essere il primo di una lunga serie
negli ultimi dieci anni il mind mapping
si è notevolmente diffuso in tutto il mondo
e il confronto è più che necessario
i temi su cui abbiamo riflettuto sono stati diversi
e in modo sintetico vorrei evidenziarne 3
1. mappa mentale manuale e digitale
concordiamo sul fatto che una tipologia non escluda l'altra
per una didattica efficace sia utile insegnare le mappe
partendo dal dominio manuale per passare successivamente
all'utilizzo dei software per realizzare mappe digitali
riteniamo che l'apprendimento manuale e "lento"
consenta una maggiore riflessione dello studente
2. una parola chiave per ramo
siamo consapevoli che scrivere una sola parola per ramo
non è sempre facile, perché scatta l'automatismo
nel caso in cui fosse necessario scrivere una proposizione,
per rendere la mappa mentale più oggettiva possibile,
ho suggerito di approfondire la proposta metodologica
del collega alberto scocco che propone le solution map ,
come compromesso tra le mappe mentali di buzan
e le mappe concettuali di novak, realizzate in forma digitale
su questo punto torneremo per ulteriori approfondimenti
3. senso di scrittura-lettura
è uno dei temi oggetto di maggiore confronto
coinvolgendo mind mapper di diverse nazioni
i post dove poter leggere le riflessioni sono qui qui
e qui la sintesi di tutti i commenti
ci siamo ripromessi di approfondire la questione

durante la settimana gli incontri di lavoro si sono alternati
a piacevoli occasioni conviviali durante le quali
abbiamo potuto chiacchierare, conoscerci meglio
#### #### #### #### #### ####

il primo incontro di juan e rocio con gli studenti
è stato con i frequentati del corso
tenuto dal prof. marco stancati
il 15 marzo gli studenti avevano seguito


il 30 marzo l'incontro è stato entusiasmante!
dopo l'introduzione del prof. stancati
tre studentesse hanno presentato la loro esperienza
di applicazione del metodo per studiare
e altre mappe su argomenti oggetto del corso di studio
come si può notare le studentesse hanno scelto
successivamente juan e rocio hanno illustrato
ovviamente con una mappa mentale !

siamo partiti da un breve testo sul tema della radio,
che fa parte del programma della cattedra

dal testo gli studenti hanno tratto una mappa
prima in modo individuale e poi in gruppo
suddivisi tra uomini e donne
è stato bellissimo vederli lavorare, confrontarsi
ragionare insieme per trovare un punto in comune
è stato interessante osservare la diversa dinamica
e il diverso utilizzo dello spazio nel foglio !
perché, è bene ricordare, la mappa non è il territorio

la sfida ora è quella di analizzare tutte le mappe
e darne una lettura complessiva anche grazie
sabato 31 juan e rocio hanno incontrato
gli studenti del master publi.com 8
che a febbraio avevano seguito la mia lezione
e a metà marzo si erano preparati all'incontro
per presentare diversi casi di applicazione

l'incontro è stato introdotto dal prof.stancati
che ha evidenziato l'utilità di inserire nel programma del master
il mind mapping non solo per studiare, ma anche
p.s.
un grazie speciale alle studentesse Chiara Fargnoli, Adriana Garofalo, Andreia Sofia Jeque , Laura Macrì, Cristina Li Cavoli, Luisa Di Basilio, Rossana Blandino, Elena Guerra che con la loro creatività e voglia di mettersi in gioco hanno contribuito a scrivere questa storia
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roberta buzzacchino
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