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05 luglio 2020

Per tornare, ci voleva un gioco

è trascorso diverso tempo dall’ultimo post

 

in questi anni il lavoro in Inps mi ha molto impegnata

ma negli ultimi tempi sentivo la necessità 

di aprirmi a nuove esperienze

sperimentarmi in nuove situazioni

 

questa inquietudine mi ha spinto a confrontarmi 

con professioniste amiche che stimo molto,

Luisa Carrada, Marzia Bianchi e Maria Cristina Lavazza,

e ho scoperto che anche loro avevano la stessa voglia 

di andare oltre le professioni individuali



così dalle parole siamo passate ai fatti

e per una volta al mese ci siamo incontrate

per lasciare le nostre idee libere 

di esprimersi e di contaminarci

 

da qui è nato Designer in gioco

un sito, un mazzo di carte e tanti giochi 

per esplorare il proprio sé professionale 


















ora che tutto è on line voglio condividere 

i momenti che più mi hanno emozionato

e che difficilmente dimenticherò

 

sono i ricordi legati ai primi incontri

quando le nostre parole fluivano in piena libertà

e non avevamo una chiara idea 

di cosa avremmo fatto nell’incontro successivo

 

in quei momenti, mentre parlavamo, ridevamo, sognavamo

io prendevo appunti con il metodo delle mappe mentali

scrivendo le parole chiave con un tratto leggero di matita

 

ero veloce, non mi fermavo 

non mi domandavo se era giusto o sbagliato

ero completamente immersa nel flusso delle parole 

 

magicamente per ogni incontro completavo una mappa su foglio A3

usavo un solo foglio che riusciva a contenere tutte le nostre riflessioni

perché era un continuo rimando tra noi quattro:

l’idea di una continuava a svilupparsi con i suggerimenti dell’altra

 

poi un giorno, inaspettatamente, 

riguardando le mappe dei mesi precedenti 

ripercorrendo il percorso di certi ragionamenti

osservando le ricorrenze delle parole chiave

ecco che, tutto d’un fiato, abbiamo tracciato la mappa dei mestieri



 













ogni volta che la guardo mi emoziono

perché lì c’è l’inizio di ciò su cui avremmo lavorato 

intensamente, appassionatamente e senza mai mollare

anche nei momenti più difficili della pandemia

 

in quel foglio A3, a piè di pagina, trovate anche 

il nome del sito e la sua headline

con le correzioni, i ripensamenti, le limature 

che rendono quel momento speciale e indimenticabile

 

e allora, siete pronti per iniziare a giocare?

28 febbraio 2016

Mind mapping: una scrittura radiale come il pensiero















a gennaio ho partecipato al convegno C-Come
dedicato al copywrinting, alla creatività e ai contenuti,
ben ideato e organizzato da Pennamontata e Studio Notarfrancesco

è stata una piacevole occasione per condividere
la mia esperienza di mind mapper
maturata in ormai più di 12 anni

qui pubblico le slide del mio intervento
durante il quale mi sono soffermata sull'uso
delle mappe mentali nel processo di scrittura

 

il caso concreto che ho illustrato
è tratto dal mio lavoro in Inps Formazione
che mi sta dando belle soddisfazioni
















da circa un anno è stato avviato
un progetto di formazione sulle competenze trasversali
e, considerato il numero di destinatari (siamo circa 29.000),
è stato deciso di iniziare con una fase di "avvicinamento"
utilizzando brevi video della durata di 4-5 minuti

io e una collega abbiamo ideato e progettato
il video sul tema della gestione del tempo
(la realizzazione tecnica è stata poi svolta
con i colleghi della direzione comunicazione)
















abbiamo iniziato a progettare il video
leggendo libri, facendo ricerche in internet
e via via che il tempo passava
abbiamo raccolto le informazioni
in un testo utilizzando un foglio word

a un certo punto ci siamo rese conto che
un testo così analitico e dettagliato
non ci aiutava a decidere cosa dire
in un video che doveva durare solo 4-5 minuti

















così abbiamo marcato il testo per evidenziare le parole chiave
e, dalla raccolta di informazioni, siamo passate
alla progettazione del testo organizzando
le parole chiave con una mappa mentale:
sui rami di I livello i concetti generali
su quelli di II e III le informazioni di dettaglio

questa è la prima di una lunga serie di mappe
















come si può notare è una mappa molto "minimal"
fatta semplicemente con carta e matita

non abbiamo avuto bisogno di software sofisticati
con funzionalità spaziali, perché in quel momento
eravamo concentrate solo sui nostri pensieri

avevamo bisogno di libertà, di cambiare idea
di cancellare parole per spostarle da un ramo all'altro
in modo che il discorso fosse il più fluido possibile

la mappa è stata anche molto importante
come spazio di negoziazione perché
lavorare con un'altra persona vuol dire
mettere insieme punti di vista diversi

andando avanti con la progettazione
abbiamo organizzato i contenuti in 4 quadranti
in modo che 1 quadrante corrispondesse a circa 1 minuto
















ecco la mappa mentale con la quale abbiamo definito i contenuti
e le frecce sottolineano i passaggi da un concetto all'altro

















dalla progettazione con la mappa mentale
siamo poi passate alla redazione del testo
iniziando con le parole chiave del primo quadrante
















mentre scrivevamo il testo è stato molto facile
creare un visual da utilizzare nel video
al posto delle solite e un po' noiose slide

















ricapitolando le fasi del processo di scrittura:
1. raccolta informazioni: testo = analitico e dettagliato
2. progettazione: mappa = visione d'insieme con parole chiave
3. redazione: testo + visual

le mappe mentali sono state quindi utili per diventare
più consapevoli della dimensione spaziale della scrittura 
che può essere non solo lineare, alfabetocentrica
ma anche radiale, sinsemica che nasce dall'unione
di parole, immagini e colori

















ho concluso il mio intervento con un'immagine
regalatami da un collega che, durante un laboratorio,
ha cominciato a chiamare i rami della mappa "braccia"
perché gli era tornato in mente il libro "Il Signore degli Anelli"

in particolare la scena è quella in cui i piccoli hobbit
entrano nella foresta alla ricerca di aiuto
e incontrano un uomo-albero che con i suoi rami-braccia
prende gli hobbit e li mette in salvo

















ecco, mi piace pensare alla mappa mentale
come a qualcosa di vitale che, con i suoi rami*braccia,
mette in salvo le nostre idee
e soprattutto le mette a disposizione degli altri

 :-)

02 settembre 2013

pensare, progettare, agire con il mind mapping


lo so negli ultimi tempi non ho aggiornato molto
le pagine di questo blog ma a volte bisogna rallentare
per guardarsi intorno e cercare nuovi stimoli...



l'occasione è presto arrivata e da giugno ho assunto
un nuovo impegno professionale in INPS 
Direzione Centrale Formazione e Sviluppo Competenze
dove ho portato con me tutto il bagaglio di esperienza
maturata in questi anni













come tutti i cambiamenti i primi mesi hanno
assorbito molto tempo, energia e attenzione

la mia scrivania è stata sommersa da documenti
da leggere, informazioni sparse da organizzare,
progetti da avviare insieme ad altri colleghi...

in tutto questo ovviamente non potevano mancare
le mappe mentali che, anche questa volta, mi hanno
aiutato ad orientarmi per costruire la mia rete di conoscenza
e... hanno destato l'interesse dei miei nuovi colleghi ;)

è nato così un progetto di formazione che ha come obiettivo
quello di offrire il mind mapping come strumento di lavoro

inizieremo il 5 e 6 settembre  con un laboratorio che terrò
per i colleghi della D.C. Formazione e Sviluppo Competenze
e questo il testo che lo introduce

Sono le 9 e sei appena arrivato in ufficio. Non hai fatto in tempo ad accendere il computer che in stanza entra la collega e ti ricorda la riunione alle 12. Fai un respiro profondo, cerchi subito quelle circolari che servono per l’incontro e leggi velocemente per individuare le informazioni che ti interessano. 

Nel frattempo arriva la telefonata del tuo dirigente che ti comunica la data entro la quale bisogna consegnare la presentazione del progetto formativo. Accendi il computer, avvi power point e sulla prima slide scrivi il titolo del progetto. Al seguito ci penserai dopo la riunione, per fortuna lavorerai con un collega e insieme le idee corrono più veloci. 

Sono le 14 la riunione è finita. Hai tante idee nella testa, una lista lunga di cose da fare: telefonare per farti mandare un documento, scrivere una mail per chiedere di implementare la procedura formazione, aggiungere in un documento i riferimenti di una circolare di luglio, progettare un intervento formativo di cui sei anche docente…. Quante cose da fare! 

Intanto la curva della tua glicemia è arrivata ai minimi storici, devi provvedere a mettere “benzina nel tuo motore”. Così mangi un panino e bevi un bel caffè ristretto. 

La pausa pranzo passa velocemente e sei di nuovo seduto alla scrivania, il telefono tace, nel corridoio è calato il silenzio. Il momento è propizio per mettere in ordine le idee, ma da che parte cominciare? Tutto appare urgente, impellente, improrogabile… Allora apri la tua “cassetta degli attrezzi” e metti in campo le tue competenze e abilità per lavorare al meglio. 

Da domani puoi utilizzare qualcosa di nuovo: il mind mapping.

le attività continueranno poi sia con incontri
individuali di approfondimento attraverso sessioni
di coaching one to one, sia con momenti di condivisione di gruppo

infine i risultati di questo progetto saranno presentati durante
il Summit italiano di Architettura dell'Informazione
che si terrà a bologna il 15 e 16 novembre
e si svolgerà attorno a un tema: digitale è reale













Pensare, progettare, agire con il mind mapping
è il titolo del workshop che condurrò con vincenzo caridi,
direttore centrale formazione e sviluppo competenze inps,
durante il quale i partecipanti potranno non solo
apprendere le regole base del mind mapping
realizzando una mappa mentale con carta e matite colorate,
ma anche conoscere nei dettagli casi di applicazione del metodo

per favorire una maggiore interazione tra partecipanti e docenti
il workshop è limitato a 25 persone (info per l'iscrizione)

allora, ci vediamo a bologna !

:)

10 aprile 2013

mappe mentali in azienda

la scorsa settimana sono stata a firenze 
e ho svolto un laboratorio per Register.it 










appena entrata sono stata avvolta da un fascio di colori vivaci
che mi hanno messo subito tanta allegria e ho pensato:
questo è proprio il posto giusto per le mappe mentali !



la conferma mi è poi arrivata conoscendo i partecipanti
del laboratorio che con curiosità e attenzione
hanno saputo cogliere subito l'utilità del metodo
calandolo nel proprio contesto lavorativo

quando si deve lanciare sul mercato un nuovo prodotto
la mappa mentale diventa uno strumento di comunicazione
che facilita il flusso d’informazioni tra team diversi

la creazione di un linguaggio comune, la condivisione
di idee e le connessioni tracciate sulla mappa
indicano la strada da percorrere insieme
verso il raggiungimento dell'obiettivo finale

pur trovandoci in un'azienda altamente tecnologica
l'ampio tavolo da lavoro ha ospitato fogli e pennarelli colorati
















siamo stati tutti concordi nel ritenere che il processo creativo
ha bisogno di una fase preliminare in cui il pensiero
è libero di fluire nel modo più naturale sul foglio di carta




al termine della giornata alle mappe su carta si sono aggiunte
quelle digitali che hanno reso possibile lo sviluppo del confronto
sul progetto da sviluppare con l'individuazione
di nuove parole chiave e connessioni tra un ramo e l'altro


ringrazio silvia mazzanti, lorenzo marello e fabiana canale
per aver reso possibile questo laboratorio
e spero di avere presto notizie dei loro progressi
come mind mapper designer del pensiero !

:)



20 marzo 2013

mappe mentali all'università



Domani laboratorio di mappe mentali con gli studenti
del Master in Marketing e Management organizzato
dal Dipartimento di Economia e Impresa
dell'Università di Catania

*** aggiornamento 25 marzo ***




















E' stato un vero piacere conoscere una realtà universitaria
in cui viene dato spazio alla creatività nella convinzione
che sia la giusta strada da percorrere per essere innovativi
















sono sicura che il metodo delle mappe mentali
potrà migliorare le capacità di apprendimento
e comunicazione degli studenti
















per questo ringrazio il prof. marco galvagno
che ha reso possibile il laboratorio
e tutti gli studenti per la calorosa accoglienza
e l'attiva partecipazione



:)

17 marzo 2013

mappe mentali in giro per il mondo



il mese scorso ho svolto il laboratorio di mappe mentali 
per gli studenti del nuovo Master in Comunicazione, 
management e strategie digitali dell'Università Sapienza

devo dire che ogni anno che passa trovo una risposta
sempre più entusiasta da parte degli studenti desiderosi
di migliorare il proprio metodo di studio 

quest'anno poi la classe era particolarmente interessante 
perché c'erano studentesse provenienti da paesi stranieri
(argentina, colombia, palestina e russia) che hanno subito
trovato le mappe mentali utili per migliorare 
la propria conoscenza della lingua italiana 

durante le esercitazioni è risultato evidente che 
attraverso la rappresentazione del pensiero
con parole chiave e immagini il confronto
poteva avvenire in modo più fluido e costruttivo
così come è accaduto tra ellen e vittoria






 anche nel momento di condivisione del lavoro svolto
la mappa ha facilitato il confronto e a poco a poco
i rami si sono arricchiti di nuove parole chiave


















questo laboratorio è stato particolarmente "internazionale"
anche perchè abbiamo ricevuto un gentile omaggio dal venezuela
da parte di julio castillo che, avendo visto alcune foto
del laboratorio sulla mia bacheca di facebook,
ci ha regalato una mappa mentale dedicata all'italia !



a questo punto non potevamo che ringraziarlo
con una bella foto di gruppo :)



e per finire la mappa della lezione è stata tradotta
in russo, spagnolo e tra un pò arriverà
anche la versione in arabo !

 

Современный коммуницирующий человек живет в параметрическом пространстве, он движется различными путями, пишет в стиле интернет публикаций, делает заметки в виде ассоциативных карт на горизонтальной поверхности своего ноутбука. Ассоциативные карты имеют бесчисленное количество вариантов использования в профессиональной сфере, но они также способны помочь в повседневной жизни: организации наших желаний, мыслей и действий. В целом, они могут помочь не упустить из вида важные моменты нашей жизни перегруженной неизбежностью Экономики Сознания. В этой статье мы ставим акцент на связи между «ассоциативной картой и обучением» и ведем речь о том, какой путь проделали Университет Рима «Сапьенца» и Университет Кордобы, объединив научную страсть и опыт в совместном проекте изучения и исследований.


El comunicador del siglo XXI vive en una ciudad paramétrica, viaja a lo largo de caminos creativos, escribe mediante notas de usuario y toma anotaciones a través de un mapa mental en un cuaderno horizontal. Los mapas mentales tienen un uso infinito en el campo profesional, pero sirven también para organizar nuestra vida cotidiana en tanto están armados por pensamientos y acciones. En resumen, para no perder control de los aspectos importantes de nuestra existencia, sobrecargados por la inminencia de la Economía de la Conciencia. En este artículo nos focalizamos en la relación entre “el mapa mental y el aprendizaje” y narramos el camino que la Universidad La Sapienza de Roma y la Universidad de Cordoba recorrieron para unir la pasión y la experiencia en un proyecto común de aprendizaje e investigación profunda.

è proprio il caso di dire: we are open!

:)

11 marzo 2013

saper imparare #4


luisa di basilio, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento

La prima volta che ho sentito parlare di Mappe Mentali è stato durante la lezione di Roberta. All'inizio ero scettica sul loro uso anche se curiosa di conoscerle. Ovviamente dopo mi sono ricreduta ed oggi le utilizzo quasi sempre per prendere appunti e mi è capitato di impiegarle anche per organizzare giornate abbastanza caotiche e piene di cose da fare.

Le mappe mentali mi aiutano a sviluppare un’idea completa dell’argomento in una sola pagina, pur non tralasciando nessun elemento del tema di cui si parla. Inoltre sono utilissime per memorizzare al meglio i concetti, sia perché individuo dal contesto generale solo le parole chiave, sia perché mi permettono di compiere un piccolo sforzo creativo, dovendo trovare connessioni e magari sintetizzare il tutto con piccoli disegni. Ad essere sincera all'inizio ho avuto qualche difficoltà nel gestire la parte sinistra del foglio e a gestire tutti gli spazi, ma credo siano problemi dovuti solo all’inesperienza.

L’uso che mi propongo di descrivere in queste poche righe è quello che ne ho fatto durante un’esercitazione di gruppo durante il Master: l’obiettivo del nostro lavoro era quello di ipotizzare una campagna transmediale per diverse attività di una ASL.

Le campagne di comunicazione transmediali sono “storie” con più porte di accesso, nel senso che vengono narrate più storie in diversi contesti di comunicazione, all’interno di un quadro preciso che gli utenti devono ricostruire. In una campagna/produzione transmediale, i vari elementi delle vicende sono dispersi su diverse piattaforme media, le quali donano ciascuna il proprio contributo più o meno interattivo alla vicenda generale.

Il nostro obiettivo era promuovere quattro diverse aree: 1. Gli orari, i luoghi ed i servizi della ASL 2. Il vaccino antinfluenzale 3. Le attività del Consultorio 4. Una campagna Antifumo.

La prima idea del mio gruppo di lavoro era quella di progettare dei micro-spot attinenti queste quattro aree, ma non riuscivamo a dare alla nostra attività un filo logico, tutto risultava abbastanza caotico e scollegato: in questo momento sono intervenute le mappe mentali.

La prima mappa mentale che ho disegnato è stata questa:

   

All'inizio ci siamo focalizzate sui protagonisti, poi sullo stile da dare a ciascuno spot e infine abbiamo individuato gli strumenti comunicativi che sarebbero stati utilizzati all’interno dello Spot. Questa prima mappa ci ha permesso di iniziare il nostro lavoro e produrre idee più coerenti al fine di realizzare quanto ci veniva richiesto.

Di fatto mancavano ancora tanti altri elementi da aggiungere: gli obiettivi di comunicazione, lo svolgimento degli spot e gli altri strumenti di comunicazione che sarebbero stati impiegati all’interno di ciascuna campagna. Quindi ho realizzato una seconda mappa che comprendesse questi elementi

  

Quest’ultima mappa mentale ci ha permesso di avere un’idea di insieme completa per progettare facilmente la presentazione in powerpoint che ci era stata richiesta.

Personalmente, finora ho sempre utilizzato le mappe disegnate a mano (come si può notare dalle due immagini che ho inserito), perché sono più “MIE” e mi permettono di illustrare qualsiasi concetto con facilità (a differenza dei software che hanno una galleria di immagini molto limitata).

Per concludere le mappe mentali sono state una scoperta importante e credo che se le avessi conosciute prima mi avrebbero permesso un percorso di studio, sicuramente più agevole.

Luisa Di Basilio

25 febbraio 2013

saper imparare #3


elena guerra, che lo scorso anno ha frequentato
le mie lezioni al master public.com8,
ci racconta la sua esperienza di apprendimento

La tecnica del mind mapping è entrata prepotentemente, come una forza positiva, nella mia vita. Una nuova scoperta che mi ha permesso di riorganizzare i miei contenuti in schemi mentali radiali. Dal primo incontro conoscitivo con la tecnica, durante il Master Publi.com8, la curiosità e la volontà di applicarla al meglio anche in ambiti “non convenzionali” hanno aperto la strada al mio processo creativo.

Fino a quel momento avevo tentato di applicare tecniche assai bizzarre e poco programmate per sviluppare contenuti in contesti spaziali chiari ed efficaci. Nella mia mente i contenuti erano gestiti su un piano mentale verticale che materializzavo con le classiche “TO DO List” oppure con fantomatici diagrammi di flusso che però non permettevano un’ottimale rappresentazione di contenuti che spesso sono troppo dinamici per poter essere schematizzati in una lista e poco si addicono alle dinamiche lavorative di organizzazione di Eventi a cui ho preso parte.

"To Do List", il mio modello lineare
















Forte della mia propensione al ragionamento per immagini, colori ed associazioni, il mio approccio alla nuova tecnica è stato facile, utile e divertente.

Ampliando il mio campo visivo, grazie ad un semplice capovolgimento del foglio da una posizione verticale ad orizzontale, sono riuscita ad acquisire maggiore consapevolezza degli spazi per organizzare le idee, focalizzando di volta in volta il mio obiettivo al centro (cosa voglio raccontare) e facendo ruotare intorno gli step principali della mio ragionamento (Chi, Come, Quando e Perché).

Le rigide classificazioni si sono trasformate così in piani organizzativi radiali che permettono una visione globale delle attività e allo stesso tempo non impongono una rigida logica di graduatoria nello svolgimento delle azioni, dando comunque importanza alle prioprità grazie all’utlizzo dei rami primari (padre) e secondari (figlio).

Le mappe mentali, come l’organizzazione di Eventi, sono processi creativi in continua evoluzione. Il loro costante “in progress” richiede di essere rapidi nel prendere decisioni, focalizzare gli obiettivi e mantenere flessibilità nella scelta delle priorità. La mappa mentale diventa una vera e propria guida, uno strumento sia materiale che intellettivo, che si evolve in corso d’opera grazie all’intervento del mind mapper. Tale strumento aumenta la capacità di “fare propri” i contenuti rendendoli così più flessibili.

Ecco il risultato del mio processo creativo.

Il mio campo di applicazione del Mind Mapping è ad oggi focalizzato sugli obiettivi di organizzazione sia lavorativa che di vita quotidiana. Come primo utilizzo del metodo ho pianificato le attività settimanali invadendo letteralmente l'habitat della mia stanza…
















Alla prima fase cartacea, alla quale rimango comunque maggiormente affezionata, è stato necessario affiancare l’utilizzo del digitale al fine di realizzare delle presentazioni chiare da condividere con il teamwork. 

In particolare, illustro di seguito la mappa mentale elaborata nel corso delle riunioni con lo staff della Fondazione Sapienza per l’organizzazione dell’evento di inaugurazione di "Noi Sapienza" l’Associazione degli Ex Studenti della prima Università capitolina. Il processo è solo agli inizi, ma si delinea già la struttura dell’evento e l’utilizzo della tecnica del Mind Mapping che lo rende possibile.

Work in progress (marzo 2012)

















Evoluzione della Mappa Mentale dal modello radiale cartaceo a al modello digitale.

Work in progress (marzo 2012)
Ora è più facile sintetizzare, organizzare e presentare le idee in un modo semplice, divertente e soprattutto colorato! In questi pochi mesi ho fatto grandi passi in avanti, ma ho ancora tanta strada da percorrere: il mio processo creativo non si arresta e si muove ora verso nuove applicazioni non convenzionali come ad esempio nella mia attività di Cake Designer!

Mind Mapping & Cake Design "HelaSuperCakes"














Questa ad esempio è la SuperMindMapCake che ho creato in occasione della visita dei docenti della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Córdoba presso l'Università Sapienza, per un progetto comune di ricerca e approfondimento sul mind mapping.















19 febbraio 2013

saper imparare #2

laura macrì, che lo scorso anno ha frequentato
la mia lezione al master public.com8,
ci presenta casi di applicazione di mind mapping

1. Studiare argomenti trattati a lezione, come ad esempio
i livelli di comunicazioni nel public speaking
















2. Svolgere esercitazioni, come ad esempio
trasformare una presentazione powerpoint del proprio CV
in una mappa mentale come rappresentazione grafica
globale, immediata, veloce della propria formazione
e delle qualità e capacità maturate

in questo caso la mappa è stata realizzata con Photoshop
















3. Proporre le mappe mentali, nel project work finale
dal titolo La comunicazione visiva e la sua applicazione 
in ambito social per ENEA, come valido supporto
alla comunicazione sia interna che esterna





Nell’introduzione Laura scrive 

La Pubblica Amministrazione è una realtà molto estesa, presente nella vita quotidiana dei cittadini che svolge un ruolo importante nel dare forma alle relazioni sociali. La PA è un universo complesso, formato da tanti “mondi” con una funzione comune da svolgere: tutelare i bisogni della collettività rispondendo alle necessità di tutti i cittadini nelle varie realtà locali (…) per questo scegliere la comunicazione visiva come strumento per diffondere i contenuti della PA è una strategia che può portare un ritorno positivo (...) 

Laura ha quindi progettato per ENEA non solo un “Kit grafico” per la comunicazione istituzionale 
 e riprogettato il logo ENEA Web TV, ma anche creato un manuale “Social media set” che raccoglie immagini, infografiche e mappe mentali per comunicare attraverso gli strumenti social. 

Un recente studio sostiene che l’80% degli utenti in rete non legge riga per riga le pubblicazini on-line, ma tende a cercare, come su una mappa visiva, quello che più gli interessa, spesso perdendo il filo conduttore del discorso. Il Prof. Giovanni Boccia Artieri – professore ordinario presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – nel spiegare le modalità di partecipazione e fruizione dei contenuti in Rete, afferma: “Noi abbiamo un’abitudine di lettura che va dall’inizio alla fine (un libro), mentre nei blog si leggono prima gli ultimi post: cambiano le modalità di scrittura perché cambiano le attese, cambia l’attenzione. Il vero problema è che la società sta riprogrammando la nostra vita interiore (cambia il modo di stare in società, le sue priorità, il modo di rapportarsi agli altri) da diversi punti di vista; dal punto di vista bio-cognitivo: perché vengono sollecitate alcune aree del cervello più di altre, nell’abitare la rete.”(…) 

Nella proposta di Laura quindi le mappe mentali sono presentate come un solido supporto all’organizzazione interna (ad esempio nella pianificazione di riunioni) oppure adatte nella comunicazione esterna sui social network per promuovere attività o ricerche ENEA
Sintesi concorso "Energia da vedere"











Sintesi "Spedizione in Antartide"