19 dicembre 2010

mappe mentali e scrittura autobiografica #1

giorni fa vi ho presentato mind mapper in the world
oggi vi riporto in italia per conoscere ada ascari

Ciao Roberta,

ti scrivo per darti notizia dei miei primi esperimenti dopo il mappe_mentali_lab di ottobre.

Come sai ho partecipato al laboratorio perché ero molto curiosa di sperimentare ciò che fino a quel momento avevo solo visto sul tuo blog e soprattutto per capire se potevo applicare il metodo delle mappe mentali al mio campo di lavoro: la scrittura di sé.

Da anni mi occupo di scrittura autobiografica, una scrittura lineare a volte molto introspettiva, che non sono mai riuscita a collegare con una rappresentazione visuale così netta e colorata come quella delle mappe mentali.

All’inizio ero scettica, ma ho dovuto ricredermi perché già dai miei primi tentativi ho capito che una mappa mentale può davvero attivare l’emisfero destro del cervello e mettere in moto le componenti emozionali di chi sta disegnando una mappa.

Ti invio la mappa che ho realizzato partendo dal tema di un laboratorio autobiografico. La sollecitazione era di descrivere cosa si prova e si ricorda quando ci si sente “in un nido o in un guscio”: due sensazioni che possono dare spaesamento e a volte angoscia.




La struttura radiale, dal centro alla periferia, si irraggia a onde come il pensiero che da un nucleo primitivo si amplia fino ad arrivare a scoprire pensieri inaspettati. Come i ricordi che da un piccolo stimolo -può essere un’immagine, un odore, il suono di una parola- si allargano a comporre un disegno in cui tutti gli aspetti trovano il giusto collocamento. È un’esperienza nuova in cui il foglio bianco non fa più paura e i rami, i colori vanno a comporre un disegno che rispecchia il percorso della narrazione.

Disegnare la mappa e collocare le varie sensazioni che via via venivano alla mente mi è servito per fermare le idee, i ricordi e mettere sulla carta in forma organica ciò che si voleva dire, per poi eventualmente scrivere e ampliare in forma lineare ciò che ne era scaturito.

Un’esperienza davvero sorprendente. Un condensato di pensieri che non sarebbe stato possibile visualizzare a colpo d’occhio in nessun’altra maniera perchè con una mappa si riesce a far capire il procedimento mentale, le emozioni e i ricordi che ho seguito per disegnarla.

Ora ho già in mente la prossima mappa mentale che farò: sarà la sintesi del laboratorio che ho curato nell'ambito del progetto di ricerca nazionale "Re-inventare l'età matura" promosso dalla Libera Università dell'Autobiografia. Ti darò notizia appena pubblicherò i lavori realizzati con la mappa mentale introduttiva!

A presto
Ada

1 commento:

Mindcheats ha detto...

Un'altra testimonianza dell'utilità delle mappe mentali! Sono veramente così utili che secondo me andrebbero insegnate a scuola.