24 gennaio 2011

senso orario o antiorario ?

conoscere altri mind mapper mi permette
di riflettere su alcune regole del mind mapping

come già raccontato nel post precedente
da qualche settimana ho conosciuto hans buskes
e leggendo le sue mappe mi sono accorta di un particolare
che riguarda il verso da seguire nella lettura

come è noto la mappa mentale si scrive/legge in senso orario


il punto "critico" è nella parte sinistra della mappa
cioè quando dai rami 3-4 si devono tracciare i sottorami

come si deve procedere?

in senso orario cioè dal basso verso l'alto?
come nel seguente esempio A


oppure in senso antiorario cioè dall'alto verso il basso?
come nel successivo esempio B

hans buskes segue l'esempio A - senso orario
così come nella mappa che vedete qui sotto


come potete notare nel quarto ramo principale
(relativo al 21°secolo) l'ordine degli anni
parte dal basso verso l'alto seguendo il senso orario

questa disposizione mi è apparsa un pò singolare
perchè fino ad ora ho sempre visto mappe mentali
in cui i sottorami (a sinistra) seguono il senso antiorario

un esempio è la mappa Visual-mapping-timeline


personalmente in questi anni ho sempre seguito
l'esempio B-antiorario evidentemente influenzata
dal software mindmanager con il quale nel 2004
ho iniziato a sperimentare il mind mapping

oggi ho riprovato a fare una mappa digitale
e mi sono resa conto che il software effettivamente
"obbliga" a seguire il senso antiorario

questo è un esempio



a questo punto sono andata alla fonte e ho riletto
Le mappe mentali dove tony buzan dice che
la mappa si scrive/legge in senso orario
ma non dà un'indicazione specifica
per i sottorami situati nella parte sinistra

allora ho consultato il suo ultimo libro


qui ho trovato molti esempi di mappe del tipo B
che seguono il senso antiorario



poi ho riletto il libro di alberto scocco


anche qui è confermato l'esempio B-antiorario


non contenta ho continuato la ricerca
e ho riletto il libro di jame nast


qui ho trovato mappe mentali realizzate a mano
che invece seguono l'esempio A-senso orario


i risultati di questa ricerca mi sembrano ancor più significativi
se li confronto con i dati della mia esperienza professionale

durante i laboratori ho notato nei miei allievi
due tipi di approcci diversi al mind mapping:
quelli che disegnavano per la prima volta una mappa a mano
seguivano in modo naturale il senso orario
invece chi aveva già utilizzato il software
era in qualche modo condizionato
e per questo seguiva il senso antiorario

per quanto ne sappia ad oggi solo iMindmap e Mythought
- entrati in commercio solo un paio di anni fa -
permettono di posizionare liberamente i rami
e realizzare una mappa seguendo il senso orario
(infatti hans utilizza questi 2 software)

si apre una questione di non poco conto

forse la comunità dei mind mapper
dovrebbe accordarsi su una comune convenzione
per una omogena scrittura/lettura di una mappa mentale

al momento l'ostacolo maggiore mi sembra
costituito dagli strumenti digitali in uso
alcuni più rigidi consentono di operare solo secondo l'esempio B
altri, invece, permettono di lavorare in entrambi i modi

forse sarebbe il caso di seguire il gesto naturale
per questo nei prossimi giorni realizzerò le mappe mentali
seguendo l'esempio A - senso orario
sono curiosa di vedere l'effetto che mi farà...

nel frattempo mi farebbe molto piacere
conoscere le vostre riflessioni

p.s.
potete lasciare un commento a questo post
oppure inviare una mail a robertabuzzacchino AT gmail DOT com

16 commenti:

Alessandro Beria ha detto...

Premesso che sono mancino, il che non credo sia ininfluente nel disegnare mappe, istintivamente ho provato a tracciare qualche proto-mappa-mentale su un foglio e mi sono accorto di una cosa singolare: nei sottorami a sinistra, quando provo a disegnare in senso antiorario (esempio B), quest'atto mi induce ad uno sforzo mentale e materiale maggiore (devo concentrarmi di più mentre disegno e scrivo), ma, una volta eleborata la sezione sinistra della mappa, essa mi garantisce la simmetria dei sottorami rispetto alla sezione destra della mappa e, nel ripensare i concetti collegati nella mappa, rivedendola dopo un po' essa mi pare molto più naturale e intuitiva. Se invece non mi concentro sul lato sx della mappa, la creo tendenzialmente antioraria nei sottorami (alto predomina su basso), ma poi, rileggendola, la sento meno intuitiva e di minore supporto cognitivo. Faccio maggiore fatica a ricuperare il "materiale" mentale. Sono osservazioni banali, ma credo che un approfondimento sia d'obbligo!

Laura ha detto...

Non so perché ma nei miei appunti pre-mind mapping prima di incontrare e conoscere da vicino le mappe mentali ho sempre trovato la sequenza antioraria più naturale. Non solo dei sottoinsiemi ma della stesura principale e complessiva della visualizzazione. Riguardando alcuni quaderni dell'università o rileggendo libri ai margini dei quali lasciavo annotazioni mi è caduto l'occhio proprio su questa anomalia. A dire il vero era una cosa che desideravo chiederti ed approfondire perché mi sono resa conto che anche nell'operazione di girare il foglio da verticale a orizzontale (premessa del trapasso dalla scrittura lineare a quella radiale) eseguo il più delle volte il movimento da destra a sinistra, e non sono mancina.
Iniziare a stendere il percorso in senso orario ha richiesto uno sforzo appagato comunque dal risultato di una lettura successiva più immediata perché mi rimaneva una sorta di imprinting del ragionamento di base che al contrario avrei dovuto rielaborare. Perciò, mi sono detta, forse c'è una ragione cognitiva in tutto ciò, ma confesso che ancora adesso devo fermarmi un attimo sul foglio bianco e focalizzare l'attenzione.
Per quanto riguarda invece i sottorami ho l'identica tua sensazione e la lettura della zona a sinistra mi esce più fluida e spontanea dall'alto al basso. Forse è solo un retaggio della scrittura e dell'abitudine di leggere da sopra a sotto, vedremo.
Evviva la ricerca!

Laura Bonaguro

Alessio Sperlinga ha detto...

Grazie per la splendida domanda, cercherò di essere sintetico.



1) in tutti i libri di Buzan che ho sottomano le mappe sono o qualitativamente eccellenti e quindi è indifferente il senso di lettura dei sottorami di sinistra , oppure sono rigorosamente in senso antiorario a sinistra.



2) Sono dell'idea che il software dovrebbe consentire entrambe le possibilità.



3) Ritengo che il senso orario-antiorario sia comunque legato ai limiti fisici a cui siamo abituati nella scrittura, ovvero l'esposizione per riga (dovuta al vincolo della dimensione del tempo che ci costringe a dire una sola parola alla volta in sequenza) ed al senso che diamo per convenzione,in occidente sinistra->destra+alto->basso. In molte mappe che ho pubblicato ho spesso inserito la dicitura "Si legge in senso orario", che é l'unica cosa che non può dare per scontato chi vede una mappa per la prima volta.



4) Alla fine, come sempre "L'uomo é la misura di ogni cosa" (La donna per chi é sposato) , quindi prevale la percezione di coloro che leggono la mappa e noi la dobbiamo favorire liberamente, in base al modello.



5) Non considero esaurito l’argomento .



Complimenti



Alessio

Alessia ha detto...

personalmente, trovo che il senso A-orario sia per me e per il mio utilizzo molto più funzionale e immediato.
premesso che ho iniziato a fare mappe da relativamente poco (2 anni scarsi) e il 99%di queste sono state fatte a mano senza l'ausilio di software, quando vado a progettare i rami a sinistra mi viene veramente naturale seguire l'ordine che ho riportato già a destra, per cui proseguire dal basso verso l'alto.
il senso b-antiorario mi comporta, a livello mentale, una "cesura" col resto del discorso che mi obbliga a)a fare una fatica maggiore nel proseguire la costruzione della mappa; b)mi disorganizza, in qualche modo, compromettendo la fluidità di pensiero.

trovo che in qualche modo si "spezzi" la continuità, perchè, alla fine dei rami, sono obbligata a fare un salto con gli occhi per recuperare il discorso e proseguire col ramo successivo. ma questa è un'osservazione puramente personale, e basata su quella che a pelle è la mia sensazione.

le rare volte che ho utilizzato un SW ho provato ad ovviare a questo problema inserendo, di fatto, le informazioni e le parole come se queste proseguissero nel senso A-orario. insomma, costruendole al contrario creando rami in anticipo. Ho visto che questo era ancor più faticoso (sempre a livello mentale, per la mia fluidità e continuità di pensiero) e ciò mi ha indotto a trascurare il software in virtù della carta che, comunque, preferisco aprioristicamente (sarò sentimentale, ma da quando faccio le mappe il mio mondo è diventato colorato! amo pasticciare coi colori, abbinarli, scegliere le sfumature adeguate per comunicare qualcosa, disegnare e sentirmi veramente LIBERA. abbiamo già abbastanza interfacce tecnologiche, tornare a carta, matita e colori mi ha fatto tornare un pò bambina -anche se ho solo 25 anni- e stimola la mia creatività.

bel post ;)

Alberto Scocco ha detto...

Cara Roberta.
Sono convinto che una mappa mentale debba rispondere soprattutto alle necessità creative dell'autore: deve aiutare il suo processo creativo. Per questo, se ci si sente a proprio agio a disegnare in senso orario, oppure antiorario, oppure a-orario, ben venga una qualsiasi di queste modalità. L'importanza sta nella consapevolezza della scelta che si sta facendo, nella eventuale attribuzione simbolica che si fa ponendo un elemento in una certa posizione piuttosto che in una cert'altra (benedetta la sinsemia che ci sta tanto a cuore :-D).
Ritengo che questo "discorso liberale" debba valere anche per i rami di livello successivo.

In effetti insegnando a costruire mappe ho riscontrato che alcuni "sentono il bisogno" di una ordinalità, di stabilire cosa viene prima e cosa viene dopo e... di vedere rappresentata questa ordinalità perchè... la usano come strumento mentale per estrarre le idee... come se aiutasse a "sentire di non aver dimenticato qualcosa" attraverso una sorta di enumerazione (alcune mnemotecniche del resto si basano su questo principio).

Premesso che in una mappa mentale non è obbligatorio introdurre una ordinalità, ma è anche questa una possibilità, qualora se ne senta il bisogno, la si può rappresentare in vari modi.
Utilizzando la struttura, un modo per rappresentare l'ordine è con la "distanza dal centro": Buzan ad esempio chiede di mettere vicino al centro e più grandi le idee più importanti (le Basic Ordering Idea... ovvero i rami di 1° livello).
C'è poi la "progressione angolare" rispetto all'elemento padre.
C'è anche la possibilità di creare delle "ordinalità locali" (magari un ramo ha sottorami ordinati in qualche modo, e tutti gli altri no...).

Poichè l'ordinalità è uno strumento mentale che non sempre aiuta (anzi... in alcuni casi rende impossibile uscire da schematismi e abbraciare un "nuovo ordine"), sono dell'avviso che sia preferibile la massima libertà nell'utilizzare l'una oppure l'altra modalità, mantenendo sempre alta l'attenzione sullo "strumento mentale" che si sta utilizzando (più o meno inconsciamente).

Nelle considerazioni che stiamo facendo comunque credo sia forte l'influenza degli strumenti digitali: essendo software, risentono del retaggio informatico nel trattamento dei dati: che si usi iMindMap, oppure MindManager, Xmind o Mindomo (questi ultimi tre spesso utilizzati impropriamente per fare mappe mentali)... la necessità di "convertire" la mappa in qualche altro formato rende necessario stabilire un ordine e quindi impone all'utente di "codificare" e di "sacrificare" una parte della sua creatività in nome della produttività.

Aggiungo una precisazione in merito al riferimento alla pag.106 del mio libro "Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero", indicata nel post.
In quella rappresentazione i riferimenti numerici nella "mappa scomposta" dovevano servire solo per mostrare il legame con la mappa d'origine e facilitare l'individuazione del punto di aggancio; non intendevo dare una ordinalità.
In effetti, la "potenza dell'ordinalità" può invece indurre a leggere quella indicazione come una precisazione (in realtà erronea) rispetto a quanto dicevo tre pagine prima :-)
Nella prossima edizione sostituirò i rami 1,2,3,4 con "Pesca", "Arancio", "Mela" e "Nespola", indicando al livello successivo le proprietà di questi frutti :-D

0disse0 ha detto...

io ho iniziato a disegnare mappe a mano e ho seguito l'istinto, tant'è che confermo, seguo il senso orario anche per i rami del settore tre e quattro, per riprendere il tuo post. secondo me è molto più naturale anche per la lettura della mappa, una volta stampata, ad esempio.

roberta buzzacchino ha detto...

Grazie Alessandro, Laura, Alessio, Alessia, Alberto e Calogero ! Cercherò di fare una sintesi dei diversi commenti per continuare insieme questa riflessione.

Nel frattempo riporto il commento che Dario Simonicini ha lasciato sulla mia bacheca di facebook.

****

Ciao ! La generatività espressione dell'esplorazione ha un presupposto: quello che vi sia la possibilità di non scartare nulla. Dunque: entrambi i sensi. Come ? Proviamo ad applicarci nelle singole fattispecie ...

Aggiungo che per il mio modo di comporre ed interpretare le mappe ha un rilievo essenziale l'idea che io possa vedere la mappa dall'alto, nel suo spazio unico, totale. Spesso rifletto ad esempio sul senso del "disegno" o ancora sullo schema "dell'intreccio" ... deformazioni da mapparo complessista ... Grazie di cuore per questi spunti !

Dario Simoncini

Donatella P. ha detto...

Un post molto interessante con commenti ancora più interessanti.
Non avevo mai riflettuto sull'ordine dei sotto-rami, ma posso portare la mia piccola esperienza :D

Io ho sempre usato il senso antiorario, anche se preferisco dire che sviluppo i sotto-rami dall'alto verso il basso.
Dopo aver disegnato uno dei rami principali, mi viene spontaneo partire della parte più alta dello spazio per scendere pian piano in giù.
Questo perché sia sul foglio che sullo schermo io leggo spostando lo sguardo verso il basso.

Il senso orario mi va benissimo e lo sento molto naturale per i rami principali, ma non riuscirei ad utilizzarlo anche per i rametti che stanno a sinistra; mi sentirei impedita come se dovessi scrivere un testo lineare partendo dal basso :D

Ciò che mi condiziona è l'abitudine di lettura, né il software, né le indicazioni presenti sui libri :D

Condivido però il pensiero di chi dice che il software dovrebbe dare libertà di scelta.

andreasan ha detto...

Ciao,volevo sapere come faccio a memorizzarle? Usando lo schedario mentale o semplicemente riguardandole?

roberta buzzacchino ha detto...

ciao andreasan, ti consiglio di leggere "Usiamo la memoria" di Tony Buzan

andreasan ha detto...

Ciao,io ho letto usiamo la testa e per quanto riguarda la memoria c'è il numero rima da associare al concetto. Non è che ptresti dirmi qualche consiglio in più o mi devo comprare il libro?

roberta buzzacchino ha detto...

@andreasan ti consiglio di leggere il libro, da pag.177 a 195 ci sono spiegazioni molto utili

andreasan ha detto...

Ciao ti ringrazio per la risposta.
Comunque io ho difficoltà a reperire i libri di buzan,nelle librerie hanno: usiamo la testa,lettura veloce,mappe mentali e intelligenza personale,mentre on line molti non sono disponibili come usiamo la memoria.
Vivo a Milano e ho difficoltà a trovarli.

roberta buzzacchino ha detto...

@andreasan
scrivimi una email così troviamo una soluzione al tuo problema

andreasan ha detto...

Ciao,io il libro di Matteo Salvo l'ho letto 2 volte ma non dice nulla su come memorizzare le mappe.
Tu che sistema usi? Ciao
Andreasan

Francesco Barnaba ha detto...

dipende da qual'è il nostro emisfero dominante, essendo le mappe mentali uno specchio della nostra mente. Per cui se l'emisfero dominante è il sinistro, avremo le informazioni piu' importanti in alto a destra nella mappa, e via a scalare