07 luglio 2008

ManagerZen - incontro annuale soci



il 13 e 14 giugno ho partecipato
all'incontro annuale dei soci di managerzen
durante il quale abbiamo utilizzato il metodo delle mappe mentali
per tracciare i percorsi delle nostre riflessioni
sull'associazione e sulla programmazione delle nuove attività

il resoconto lo potete leggere qui
il testo è di letizia migliola
le foto "furtive" sono mie ;)

le mappe verrano pubblicate a breve
ne darò subito notizia

****** aggiornamento

come avete potuto leggere nel resoconto
alla fine è stato concordato un piano d'azione
per il quale ciascun socio
si fa carico di un pezzetto del progetto
e partecipa alla ®Evolution

io vi partecipo attivamente e per questo
rendo le mappe disponibili nell'area riservata soci
nell'ottica di sostenibilità dell'associazione
(cioè per dare e ricevere)

se condividi i valori di managerzen
puoi diventare socio iscrivendoti qui

********

ora voglio raccontare il backstage
che ha portato alla definizione del contenuto delle mappe

dopo rimini io e letizia ci siamo riviste a roma
per preparare la sintesi dell’incontro



è stato un momento importante
per mettere in ordine le idee
lasciare spazio a nuove riflessioni
e sviluppare un pensiero sia verbale che visuale



insieme abbiamo riletto le parole chiave
delle mappe dei sottogruppi e
passando da un ramo all’altro
abbiamo trovato per ciascuna parola il posto giusto

alla fine il cerchio si è chiuso!!



come ha commentato giuseppe
siamo state proprio due "cartografe del pensiero" ;)

il giorno dopo anche maria ha partecipato
alla definizione delle mappe



rileggendole



ha suggerito nuovi collegamenti



alla fine non è rimasto che dare colore alle idee



in una caldissima domenica romana
ho trovato un pò di quiete e
accompagnata dalle note di ludovico einaudi
ho tracciato le mappe



i colori mi hanno aiutano
a trasmettere un messaggio chiaro e semplice
MZ ®Evolution sostenibile !!

1 commento:

Giuseppe Vitale ha detto...

le mappe mentali vi hanno consentito di non perdervi tra i suoni delle tante parole e dei neologismi che ogni tanto uscivano e che rischiano sempre di essere fini a se stessi. Come dici tu più avanti nel tuo resoconto le mappe mentali vi hanno consentito di trovare il centro, il cuore del problema. E da quel momento non ci si perde più. A che serve altrimenti la cartografia del pensiero e la cartografia in generale? A non perdersi appunto, a capire dove ci si trova e quindi a individuare dei percorsi possibili.