03 novembre 2010

sinsemìa

finalmente la parola che cercavo!

l'ho trovata leggendo l'approfondimento
Letture da recuperare curato da
Luciano Perondi e Leonardo Romei,
con la collaborazione di Antonio Perri,
pubblicato su Nòva del Sole 24 Ore
che ho segnalato nel precedente post



Scrittura e spazio
La scrittura non è fatta solo di lettere, parole, numeri e segni di interpunzione, ma anche da elementi come il colore, la dimensione e il peso visivo dei caratteri, lo spazio. La disposizione degli elementi nello spazio non ha soltanto fini di carattere decorativo, ma comunica alla pari con le parole o i numeri.


Sinsemìa
Per sinsemìa si intende la disposizione deliberata e consapevole di elementi di scrittura nello spazio con lo scopo di comunicare, attraverso l'articolazione spaziale, in modo ragionevolmente univoco e secondo regolarità. Queste regolarità possono essere valide soltanto per quel testo – ma coerenti, rigorose e interpretabili senza bisogno dell'aiuto dell'autore – oppure definite da precisi schemi e abitudini di fruizione consolidate.

Il termine sinsemìa è composto dal prefisso sin di sintassi, dal greco syn («con», «insieme», usato con il significato di «unione», «contemporaneità»), e da semía che deriva da sema, «segno». Sinsemìa starebbe a indicare il modo in cui i segni stanno assieme (nello spazio). Il termine è stato coniato nel 2007 da Giovanni Lussu e Antonio Perri e rientra in un approccio di ricerca che si contrappone a una visione lineare e alfabetocentrica della scrittura.


ho trovato veramente illuminante la definizione di sinsemìa
perchè la trovo perfetta per collocare il mio lavoro di ricerca
in un ambito di più ampio respiro: da 6 anni, infatti,
sono impegnata ad approfondire ed esplorare
il passaggio dalla scrittura lineare a quella radiale
dove le immagini hanno lo stesso valore delle parole
in uno spazio che si sviluppa in senso orizzontale

molto interessanti le riflessioni di perondi e romei

Storia della scrittura
La storia della scrittura è ricca di esempi di testi con un'alta componente sinsemica. L'avvento della stampa, a causa dei suoi limiti tecnici, ha contribuito però a rafforzare l'idea che la distinzione tra testo e immagine, tra lettere e organizzazione dello spazio siano fatti naturali e imprescindibili. Questo ha ridotto ulteriormente le possibilità di interazione verbo-visiva e ha rafforzato l'idea che uno dei due elementi fosse necessariamente subordinato e contrapposto all'altro.


come esempio di scrittura sinsemica viene indicata
una della più celebri immagini di gioacchino da fiore
tratta dal liber figurarum del XIII secolo


Nel manoscritto in questione, Gioacchino afferma che i misteri della trinità possono essere meglio compresi in figure che in parole e usa le sue schematizzazioni per rendere visibile a se stesso e agli altri la sua intricata tessitura teorica.

con l'intento di partecipare allo sviluppo di questo filone di ricerca
segnalo il contributo della dott.ssa rosa martucci, bibliotecaria
presso la Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari,
e pubblicato sul sito mappementalitalia

la dott.ssa martucci ha rinvenuto esemplari
di antiche mappe mentali in un codice membranaceo
(libro manoscritto in pergamena) conservato presso
la Biblioteca Pubblica Arcivescovile Annibale De Leo di Brindisi

Un codice della fine del 1200 e le sue mappe mentali



(...) Il testo trascritto è "Concordia discordantium canonum seu decretum" di Graziano, canonista toscano (forse di Chiusi) vissuto tra la fine dell’XI secolo e la metà del XII, insegnante di diritto canonico nello Studio di Bologna. Si tratta quindi di un trattato relativo al corpus delle norme giuridiche ecclesiastiche (...)



(...) intrigante è la presenza non occasionale di raffinate mappe mentali, generalmente tracciate nel margine inferiore, di mano diversa da quella del copista e da quella del redattore delle glosse a margine del testo, che alla narratività, pur sintetica, delle glosse giustappongono l’evidenza grafica di argomentazioni scandite in una struttura a volte piramidale a volte radiale utili per prevenire o colmare le lacune della memoria.(...)





qui per vedere altre mappe mentali del XII secolo
e questa è la mia mappa mentale fatta nel XXI secolo



evviva la sinsemìa !

9 commenti:

Anonimo ha detto...

piccola notazione:
è una parola che potremmo definire "made in SdC-Sapienza".
Perri è uno dei nostri docenti (tra l'altro, mio relatore alla triennale, L. Romeo è un assistente di una nostra prof (Pezzini).

Insomma, un piccolo orgoglio nostrano ;)

roberta buzzacchino ha detto...

Grazie per questa giusta specificazione: d'altra parte, anche io sono molto orgogliosa di tutto ciò che è "made in SdC Sapienza" ;)

r

Alberto Scocco ha detto...

Un bellissimo contributo, Roberta!
Grazie :-)

Alberto

alessandro ha detto...

In realtà le ricerche di Giovanni Lussu, Antonio Perri, e Luciano Perondi, oltre che di Romeo, partono da lontano. Dalle scritture mesoamericane. E il termine "sinsemia" è ben lontano dall'essere made in sdc sapienza, perché è stato coniato da Luciano Perondi nella sua tesi di laurea SINSEMIE presso il politecnico di Milano. Infine chiudo dicendovi che forse dovreste seguire con più attenzione il lavoro che viene svolto presso l'ISIA di Urbino e lo IUAV di Venezia, le due autentiche punte di eccellenza del design della comunicazione italiano. (dove insegnano tra l'altro anche perondi e perri - a urbino).

roberta buzzacchino ha detto...

Il riferimento alla Sapienza non era ovviamente diretto ad offuscare le origini di questo filone di ricerca. D'ora in avanti, nel segnalare nuovi contributi, premetterò sempre il prezioso chiarimento.

p.s.
meno male che non ho scritto made in china...

Luigi ha detto...

buongiorno Roberta,
è intrigante sapere che le Mappe Mentali sono una invenzione antica.
Grazie per la segnalazione.

leod ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Leonardo Romei ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Leonardo Romei ha detto...

Cara Roberta,
grazie.
Ti segnaliamo che abbiamo appena aperto un blog: sinsemia.wordpress.com in cui raccoglieremo man mano contenuti e link.
Rispetto ai commenti.
Leonardo: sono Romei e non Romeo, ho fatto il mio Dottorato in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma con Isabella Pezzini e ora insegno come Perondi all'ISIA di Urbino, dove ho preso da due anni il posto di Antonio Perri.
Luciano: Il termine Sinsemia è stato coniato da Giovanni Lussu (ovviamente discutendone con Perri), è stato usato e reso pubblico subito dopo in un workshop di Lussu presso lo Iuav e, dopo un mese, è uscita la mia tesi "Sinsemie". Questo per definire l'esatta sequenza degli eventi e la giusta paternità del termine, riportata del resto anche nell'articolo.

A presto,
Luciano Perondi, Leonardo Romei