riprendo il precedente post
e in particolare la citazione di john brian harley
le mappe sono troppo importanti
per essere lasciate unicamente ai cartografi
questo mi sembra il giusto incipit
per parlarvi di alessia bellezza
la storia di alessia come mind mapper
è iniziata 2 anni fa quando era studentessa
alla facoltà di scienze della comunicazione
e ha utilizzato il metodo delle mappe mentali
non solo per preparare gli esami
ma anche per organizzare i contenuti
della tesi di laurea che le è valsa un bel 110 e lode
Fattoria 3.0 Il media plan lancia l'agricoltura in rete
ora alessia sta compiendo i suoi primi passi
nel mondo del lavoro e oggi ci racconta
come le mappe mentali le siano utili
anche in questo contesto
Per raccontare la mia esperienza lavorativa con le mappe mentali... beh, ovviamente comincio con una mappa e precisamente quella che ho redatto per prepararmi al colloquio per uno stage presso la Direzione Comunicazione e Promozione del Teatro Olimpico 
Ho realizzato questa mappa visitando il sito internet del Teatro Olimpico per capire meglio la storia, la struttura organizzativa e i servizi che offre. Ho trovato molto utile evidenziare non solo i punti di forza (tra cui una direzione tutta al femminile!) ma anche le aree di miglioramento.
Il giorno del colloquio mi sono presentata con la mia tesi di laurea, tra le cui pagine avevo messo la mappa del teatro. Durante il colloquio la Direttrice della Comunicazione, sfogliando la tesi ha visto la mappa e si è molto incuriosita (è una donna con grinta e molto attenta alle novità e alle proposte che vengono dai suoi collaboratori) e mi ha voluto presentare immediatamente all'Amministratore Delegato-Direttore Artistico (una donna anche lei!!!) e alla Presidente. Entrambe sono state estremamente colpite dal metodo che avevo utilizzato per rappresentare il pensiero così inusuale, originale, colorato e in un certo senso “artistico” (aspetto ovviamente apprezzato, dato che se non si parla d'arte in un teatro... ;)
Il colloquio, con mia grande soddisfazione, ha avuto esito positivo e sin dal primo giorno di lavoro ho potuto utilizzare le mappe !
Infatti, nel giorno di avvicendamento tra me e la persona che occupava in precedenza la mia posizione, ho elaborato in base alle informazioni che via via ricevevo una serie di mappe per sintetizzare la gran quantità di cose da sapere e da fare.
Il passaggio dalla dimensione del sapere (tipica dell'università) a quella del fare (preponderante nel lavoro quotidiano) è stato favorito dall'uso delle mappe che mi sono servite a non perdere per la via qualche importante pezzo del complesso puzzle di una posizione lavorativa dove si deve rispondere non solo al "capo", ma anche ai propri colleghi con i quali si lavora a stretto contatto.
Ho poi utilizzato le mappe per focalizzare alcuni settori che dovevo sviluppare come ad esempio l’e-commerce
Una mappa molto utile è quella riepilogativa dei progetti che dovevo seguire
Recentemente il Teatro Olimpico ha presentato la nuova stagione 2011-2012 con una conferenza stampa alla cui organizzazione ho partecipato attivamente. Anche in questa occasione ho utilizzato una mappa mentale perchè, ovviamente, durante i mesi spesi nell'organizzazione è facile dimenticare qualcosa.
Le mappe sono state molto efficaci perchè, con un solo colpo d'occhio, avevo chiara la situazione (cosa era stato fatto, cosa c’era da fare, come si doveva procedere).
Le mappe mentali che ho realizzato hanno fatto parte del mio contributo per l’organizzazione della conferenza stampa: sono state utili a tutto il gruppo di lavoro proprio perchè si aveva una traccia del percorso ed era molto più facile guardare un solo foglio, dove ad ogni elemento corrispondeva un colore, anzichè immensi faldoni, archivi polverosi, ricerche infinite tra i server e tra le cartelle di un pc !!
come spesso accade, quando impariamo cose nove
e siamo contenti dei nostri risultati
abbiamo voglia di raccontarlo agli altri
ed è accaduto anche ad alessia
che ha condiviso questa esperienza di apprendimento
con gli studenti del Master Publi.Com lo scorso febbraio
anche in questa occasione alessia
ha utilizzato una mappa mentale
per raccontare la sua storia di mid mapper
brava alessia !
04 luglio 2011
mappe mentali: dall'università al lavoro
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12 luglio 2009
mappe mentali all'università # 8
prima delle vacanze si fanno un pò di bilanci
e posso dire che il mio è positivo
in particolare è stato importante avviare
la collaborazione con la cattedra di
pianificazione dei media nella strategia d'impresa
di cui è docente marco stancati
presso la facoltà di scienze della comunicazione
dell'università la sapienza di roma
a marzo ho svolto la prima lezione per introdurre il metodo
ad aprile ho fatto un'esercitazione in aula
e a giugno in occasione della lezione conclusiva del corso
c'è stata la testimonianza di una studentessa,
alessia bellezza, che ha scelto di studiare
con le mappe mentali per prepararsi all'esame finale
questo percorso è stato molto stimolante
perchè mi ha permesso il contatto diretto con gli studenti
offrendo la mia esperienza come mind mapper
è stato bello sfogliare il quaderno di alessia
e vedere come i suoi appunti lineari
si sono trasformati in radiali
anche le slide utilizzate a lezione
sono state sintetizzate in modo radiale
così durante l'ultima lezione di giugno
con due mappe mentali abbiamo raccontato
la sua storia di apprendimento
All’inizio era scettica,
il “dogma dei riassunti lineari” era assoluto!
Ma poi, per gestire le tante informazioni
contenute sia nel testo che nelle slide,
ho deciso di sperimentare le mappe e mettermi in gioco
Mi sono fatta guidare dalla curiosità
e ha scoperto che è possible appendere
non solo in modo “meccanico” accumulando informazioni,
ma anche in modo “organico” andando al cuore dei concetti.
Ecco alcune mie mappe...


durante la lezione è intervenuto anche un'altro studente
giovanni russotto, che ha mostrato una sua primissima
sperimentazione del metodo per organizzare il suo CV
p.s.
il 25 giugno alessia ha sostenuto l'esame
presentando un piano mezzi molto ben strutturato
che il professore ha premiato con un bel 30 e lode !!
brava alessia :)
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Etichette: mappe mentali, università
15 giugno 2010
in cerca di lei... mi oriento con una mappa !
questa sera alle 21.30 su facebook
parteciperò all’evento In cerca di lei
in questi giorni ho letto la presentazione
del progetto e ho realizzato una mappa mentale
per mettere in evidenza le parole chiave
che suggeriscono il percorso da seguire
per trovare… LEI !
le parole che ho scelto sono
contemporaneo>sperimentare
pensieri e immagini>frammenti autobiografici
curiosità>ritratti
il percorso che propongo è circolare
perché per pensare a qualcosa di nuovo
occorre attivare un processo creativo
ho realizzato quindi una mappa mentale,
liberamente tratta dal libro La trama lucente,
che evidenzia le fasi del processo creativo
per trovare un nuovo immaginario sulle donne
occorre pensare in modo diverso e le mappe mentali
possono essere utili a percorrere nuove strade
in modo sia individuale che collettivo
individuale, come la strada che ha mi portato
alla scoperta delle mappe mentali
e a vedere me stessa da un nuovo punto di vista
individuale, come la strada che ha percorso
la mia amica alessia rapone nel giro non troppo casuale
tra libri, ritagli di giornale, ricordi sulla donna
che ha raccontato qui
alla fine le sue riflessioni sono finite
dentro una tela particolare
che proprio di “lei” si curava
ma la strada "alla ricerca di lei"
è bello percorrerla anche in modo collettivo
per questo ho chiesto ad alessia
di concludere insieme questo post
in due diversi modi
in modo radiale con una mappa mentale
che ogni donna può completare per scoprirsi
attraverso i cinque sensi
in modo lineare con un testo scritto
da alessia per farci capire chi è io donna,
cioè “la donna che voglio essere”
Chi è io donna
La donna che voglio essere vive fino in fondo il suo tempo ed entra in quello degli altri. Si innamora non delle “cause” ma delle persone: solo queste sposa e solo per queste è disposta a dare la vita, caricarsi di buste della spesa, insegnare a scrivere e leggere.
La donna che voglio essere ama quell’uomo che è bello ai suoi occhi, semplice nelle sue parole, pieno i progetti come lei.
La donna che voglio essere sarà sempre imperfetta, complementare, mancante per definizione eppure e per questo sempre un po’ più libera.
La donna che voglio essere non sarà mai una donna profumata, di quelle che in ascensore dopo non puoi entrare perché ti pizzica il naso e ti viene mal di testa. Non lascia la scia ma apprezza i ricordi, gli odori, le foto antiche di famiglia.
La donna che voglio essere parla per ore e tace senza voce. Quando abbassa la testa non è timida o insicura, ha la scarpa slacciata e sua madre le diceva “maschiaccio”.
La donna che voglio essere è madre e padre, piede e mano, sorella petulante, collega fin troppo presente.
La donna che voglio essere vede un cavallo bianco che corre per le strade di Testaccio a Roma, sopra non c’è il principe azzurro ma un polacco fiero forse ubriaco. Si stupisce e gusta la sorpresa fino in fondo, regalo dell’assurdo in un giorno come tanti altri.
La donna che voglio essere ha le rughe, ancora poche qualsiasi età abbia, ma visto che voleva fare l’attrice sono segni di merito artistico.
Alla donna che voglio essere piace mangiare, dormire, ballare e abbracciare. Le piace anche scrivere qualche riga come questa. (Alessia Rapone)
a questo punto continuiamo a cercare LEI
ci incontriamo alle 21.30 su facebook :)
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30 marzo 2010
IO... ascolto
continuando il percorso radiale dei sensi
ecci come le mappe mentali sono utili
per essere viaggiatori del mondo
ed esploratori della conoscenza
la settimana scorsa alessia mi scrive
Ciao Roberta,
per la serie "le mille applicazioni del mind mapping" oggi ti mando una mappa...musicale!
Sono in partenza per Milano, dove il fratello del mio ragazzo prenderà parte a un concerto dell'Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano. Verrà eseguita l'opera Turangalila di Olivier Messiaen, un compositore moderno scomparso nel 1992. E' veramente un evento che in Italia si tenga un concerto simile, e non potevo perderlo.
Prima di partire ho cercato in rete notizie sulla vita e opere del compositore e, dato che non mi piacciono (più) i muri di parole, ho trasformato la pagina di Wikipedia dedicata a Oliver Messiaen in una mappa mentale!
In valigia ho messo anche fogli e colori, chissà che non vengano fuori altre mappe nel frattempo.
A presto
trovo che Alessia abbia applicato il mind mapping
in modo molto interessante e intelligente
quante volte ci capita di leggere in rete e
stampare pagine e pagine che si accumulano
nel cassetto della nostra scrivania
alessia ci ha dimostrato che forse è più utile
“appropriarci” della conoscenza e renderla “personale”
per questo non ha messo in valigia le pagine di wikipedia
ma la sua personale, unica, inimitabile mappa mentale
che raccoglie tutto ciò che in quel momento
per lei era significativo
sono sicura che tra qualche mese rivedendo la mappa
alessia proverà ancora emozioni, sensazioni, “visioni”
e sarà di nuovo pronta per continuare il suo viaggio radiale
;)
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Etichette: mappe mentali, viaggiare
15 luglio 2009
mappe mentali all'università # 9
giorni fa ho ricevuto questa mail
e ho capito che il mind mapping
può essere... "virale" ;)
Cara Roberta
sono ancora sotto l'effetto dell'esame ma, volevo esprimerti il mio ringraziamento per quanto ci hai presentato a lezione circa le mappe mentali.
A dir la verità mai e poi mai avrei immaginato di utilizzarle come metodologia perchè, con i miei primi 50 anni, cambiar metodo per prendere appunti è pesante. Ma poi, quando ho visto la presentazione di Alessia, ho avuto come una folgorazione e in un attimo nella mia mente si sono configurate tutte le soluzioni che potevo apportare al mio studio con questo metodo. Infatti, non vedevo l'ora di arrivare a casa e mettere in pratica ciò che tu e Alessia mi avevate ispirato. Così ho messo giù le mie mappe mentali che, certamente, sono allo stato ancora di prima esperienza ma, sono certa che con il tempo imparerò a migliorare.
Come sai credo molto nel cambiamento, nell'innovazione e nei suggerimenti perchè ci aiutano ad aprire la nostra mente, ad organizzarci meglio e avere ben chiara la strada da perseguire senza che nulla venga abbandonato. Come giustamente diceva Alessia, molto spesso prendendo appunti nella maniera classica, abbiamo una marea di fogli ma manca quella visione di insieme che le mappe mentali danno, e questo è decisamente un valore aggiunto.
Appena posso ti inviero le mie prime mappe, grazie ancora e buon w.e.
Franca Simone
mi ha fatto molto piacere ricevere questa mail
perchè, come spesso dice marco stancati a lezione,
la partecipazione convinta e motivata degli studenti
dà un senso al nostro lavoro !
p.s.
franca ha sostenuto un brillante esame
premiato dal professore con un bel 30 !
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20 aprile 2010
io donna: dalla mappa alla tela passando per libri, foto e giornali
rappresentare il pensiero con le mappe mentali
può diventare, con l'andar del tempo, un gesto naturale
che accompagna il processo creativo
è quello che è accaduto ad alessia rapone
che mi ha scritto questa mail
Ciao Roberta,
è trascorso un anno da quando ho partecipato al mappe_mentali_lab e da allora le mappe sono entrate a poco a poco nel mio quotidiano sia professionale che personale.
Giorni fa ho letto il post in cui parlavi della rivista IO Donna, a cui sono molto affezionata, e ho fatto alcune riflessioni "radiali" sul tema della donna .
Sono partita da un brano del libro Il giorno prima della felicità di Erri De Luca. " Nell’età delle commozioni il cuore non basta a reggere la spinta del sangue. Il mondo intorno è poco in confronto alla grandezza che si allarga in petto. E’ l’età in cui una donna deve ridursi alla piccola taglia del mondo. Un urto dentro di lei le fa credere di non farcela, troppa violenza ci vuole per ridursi. E’ l’età rischiosa. Le donne hanno un’esaltazione fisica che noi non possiamo conoscere. Noi ci possiamo esaltare per una donna, loro si esaltano per la forza contenuta dentro. E’ una energia antica delle sacerdotesse che custodivano il fuoco." A me queste righe mi hanno fatto venire i brividi, perché mi sono sentita conosciuta come mai prima, messa a nudo per rispettarmi fino al sacro.
Poi ho riletto un articolo di Aldo Cazzullo "Parlando a Maria come una donna" (pubblicato tempo fa nella rivista IO Donna) in cui presentava il libro "Maria, la donna" del patriarca di Venezia Angelo Sodano il quale ricordava come di donne autentiche la società del terzo millennio abbia straordinario bisogno. La donna autentica è appunto Maria, centro della libertà-semplicità-creatività di ogni uomo, a partire da quella di suo figlio.
Dopo queste letture ho fatto una mappa mentale, per vedere meglio come le tre parole potessero diventare azioni concrete e perchè, per disegnare una mappa, bisogna superare gli steccati del pensiero tradizionale, ridurre parole e immagini, reinventarsi il modo di manifestare se stessi. Libertà-semplicità-creatività, appunto.
La mappa mentale l’ho chiamata Io donna, come il giornale a cui sono tanto affezionata, come forse Maria si sarà detta con gioia e sgomento, come ognuna di noi nei momenti belli e brutti di ogni giorno.
Dopo qualche giorno aver fatto la mappa, mi regalo una tela bianca su cui provare a mettere insieme ritagli di giornale e vecchie foto, tutto quello che ho nella casa nuova. Penso che sia poca roba, che i pezzi non c’entrino niente uno con l’altro, che sto provando ma forse non riuscirò.
Inizio col ritaglio “Non servono parole”, continuo con quello in bianco e nero di una fotomodella, proseguo con una pagina dei Peanuts con Lucy dalla faccia carina e Charlie Brown sbigottito, attacco anche la foto della sorella di mia nonna, zia Lavinia, copio alcune righe di don Tonino Bello proprio su “Maria donna bella”.
All’improvviso, tutti gli elementi della tela trovano un ordine e un senso, legati tra loro da uno stesso filo rosso, che è la BELLEZZA come “dono che ci inebria di felicità perché, sia pure per un attimo appena, ci concede di mettere lo sguardo nelle feritoie fugaci che danno sull’eterno” (Tonino Bello).
Insomma, ci sono delle coincidenze, dei tempi che si avvicinano, dei rimandi continui che scopri perché li vuoi scoprire o perché ne hai bisogno o tutte e due. E poi sei contento, perché il cerchio si chiude e se ne aprono degli altri.
Il mio cerchio è iniziato da un libro e da un articolo di giornale, si è trasformata in una mappa mentale e da questa si è allargato fino alla tela bianca su cui sono rimaste tracce di un percorso…
Un caro saluto
Alessia
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26 marzo 2009
mappe_mentali_lab # 8
sabato scorso si è svolta la prima giornata
del mappe_mentali_lab di marzo
questa volta, per una pura coincidenza,
gli allievi erano tutte persone
che conoscevo già attraverso il web
e questo dimostra che la rete crea network
inaspettati e piacevolissimi...
mi fa piacere presentarveli
perchè sono tutte persone interessanti
alessia, antonella, andrea, alessia
e michela, studentessa di scienze della comunicazione
interessata alle mappe mentali per la sua tesi di laurea
la giornata è iniziata con un giro di presentazioni
che di solito dura poco tempo perchè
si fa sempre un pò fatica a rompere il ghiaccio
questa volta invece, con mio grande piacere,
le presentazioni sono state particolareggiate
intense, ciascuno ha veramente raccontato di sè
l'elemento in comune è un certo nomadismo esistenziale:
tanti lavori, esperienze professionali
in italia e all'estero, in aziende pubbliche e private
insomma persone curiose, creative e innovative
che si sono ritrovate intorno a un tavolo
con la voglia di sperimentare un metodo nuovo
per guardare le cose da un nuovo punto di vista
gli argomenti trattati hanno suscitato
domande, perplessità, riflessioni
e tante, tante connessioni con altri argomenti
o esperienze fatte in precedenze
che ciascun allievo ha condiviso con gli altri
andrea si è dimostrato una miniera di informazioni
e tra i tanti link ci ha segnalato
il magazine wired di questo mese
e l'articolo Carta bianca per sette Nobel
il fotografo volker steger
ha consegnato in mano a 7 premi nobel
dei pastelli, e ha chiesto loro:
mi disegni la sua teoria
e poi li ha fotografati!
è divertente leggere come gli scienziati
si sono comportati davanti al foglio bianco
... Robert Curl prende sul serio il suo disegno e restituisce stizzito il pastello giallo: "Non si vede niente!"Chiede un verde "perchè i primi laser erano verdi". Poi ricorda che volevano chiamare la loro scoperta "soccerene" perchè la molecola somigliava a un pallone di calcio (soccer in americano), ma gli inglesi del gruppo hanno protestato che da lo il soccer non voleva dire niente. "Curl è stato l'unico Nobel a chiedermi un altro foglio" racconta Stenger.
... Roald Hoffmann davanti al foglio bianco ha raccolto la sfida e ha scelto con attenzione i colori, per poi lanciarsi nella composizione di una poesia in cui paragona il movimento degli elettroni all'attrazione sessuale. "La poesia è finita solo perchè il foglio era pieno", racconta Steger
l'articolo poi continua con altre foto e racconti
che dimostrano come si possono rappresentare le proprie idee
in modo creativo con immagini e parole!
consiglio di leggere wired e visitare wired.it
perchè parla di storie, idee e persone che cambiano il mondo :)
la giornata è così trascorsa tra teoria e pratica,
tra discorsi seri e semiseri e anche giochi scherzosi
come il tentativo di andrea di rubare ad antonella
le sue nuovissime matite colorate ;)
alla fine con una foto di gruppo
ci siamo dati appuntamento al prossimo sabato
per la giornata conclusiva del laboratorio
p.s.
ringrazio andrea per averci segnalato l'articolo
e gli faccio un in bocca al lupo per domani pomeriggio
perchè parteciperà al forum della comunicazione
con un intervento sui social media
esplorare i confini tra società media e comunicazione
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14 gennaio 2010
loghi radiali

alessia bellezza mi segnala un logo radiale
Ciao Roberta,
navigando nel web ho visitato il sito Forum dell'innovazione promosso dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione il cui logo mi ha ricordato una mappa mentale.
E'veramente significativo che questo forum abbia un logo radiale, colorato, coi rami... una vera e propria mappa il cui topic è l'innovazione!
Un caro saluto, Alessia.
effettivamente il logo ha la struttura radiale della mappa
e mi ricorda quello dell'anno europeo della creatività
la visione radiale continua a farsi strada... ;)
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17 maggio 2009
dalla teoria alla pratica # 2

continua la mia collaborazione con la cattedra
pianificazione dei media nelle strategie d'impresa
presso la facoltà di scienze della comunicazione
dell'università la sapienza di roma
a marzo, come ho già raccontato,
ho tenuto una lezione introduttiva
sulle mappe mentali e i diversi casi d'uso
ad aprile, invece, con un gruppo di studenti
abbiamo svolto un'esercitazione
per sperimentare il passaggio
dal lineare al radiale
per l'occasione ho scelto
un'articolo pubblicato dal sole24ore
riguardante le novità sulla radio
questo il testo lineare
e questa la mappa di sintesi
l'obiettivo è stato quello di far acquisire agli studenti
un metodo per metabolizzare i contenuti
e soprattutto per essere aggiornati sulle ultime novità
in un settore in continua evoluzione
sintetizzare un testo con una mappa mentale
mettendo in evidenza le parole chiave
può essere un efficace metodo per arricchire
il quaderno degli appunti di ciascun studente
dal quale poi scaturirà l'idea, il progetto
per la tesi finale
l'approccio radiale è stato messo in evidenza
anche durante le lezioni successive nelle quali si è parlato
del processo ideativo, organizzativo e produttivo
che si realizza in un'agenzia pubblicitaria
significative alcune slide utilizzate
durante la lezione del 4 aprile
da moony cusano di McCann Erickson
e daniele bufalini di Red Cell

anche durante la testimonianza del 17 aprile
peter andergassen e stefania maggioni di Universal McCann
hanno utilizzato una visione radiale per identificare
il media mix ottimale per una campagna pubblicitaria
l'approccio radiale ha ispirato gli studenti
e il passaggio dalla teoria alla pratica è stato breve
giorni fa ho ricevuto alcune mappe
da una studentessa che durante l'esercitazione
aveva espresso il suo scetticismo sul metodo
ma poi...
Gentile Roberta,
trovo veramente utile questo metodo per fare ordine nella mente! In solo una pagina ho un riassunto chiaro e completo dell'argomento, senza sfogliare pagine e pagine: basta un'occhiata. Quando le idee si fanno confuse e i libri non aiutano, una mappa mentale aiuta veramente a capire e a fare ordine. Con un pò di pratica spero di diventare brava come lei.
Ringraziando per l'attenzione, la saluto.
Alessia Bellezza
la prima mappa riguarda l'Auditel
la seconda, invece, è stata realizzata per sostenere
l'esame di brand design
brava alessia !
ci vediamo a lezione :)
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11 marzo 2010
mappe mentali all'università # 10

alessia bellezza, studentessa della facoltà
di scienze della comunicazione della sapienza,
continua ad applicare le mappe mentali
per studiare con piacere e soddisfazione
Ciao Roberta,
pochi giorni fa ho sostenuto l'esame di business english e per la parte orale ho preparato anche una presentazione di 15 minuti su un articolo a mia scelta.
Considerato che, negli ultimi tempi, il mind mapping mi sta interessando sempre più ho utilizzato questo articolo Why Mind Mapping Works - The Proof Is Here!
Dopo averlo letto ho preparato non solo una sintesi lineare
ma anche una sintesi radiale per avere sotto controllo il percorso logico da seguire ed essere più rilassata e sicura durante l'esposizione orale
L'esame è andato bene, la professoressa ha apprezzato la scelta di un argomento su quale avevo fatto riflessioni personali e mi ha fatto molte domande sul metodo... in english, of course!
Ciao
Alessia
:)
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22 febbraio 2012
Mappe mentali al Master Publi.Com 8

anche quest'anno ho svolto una docenza
per gli studenti del master Publi.Com
che hanno imparato il metodo delle mappe mentali
non solo per migliorare il metodo di studio personale
ma anche per affinare la capacità di comunicare
due giornate intense non solo di teoria
ma anche pratica attraverso esercizi
per sperimentare il passaggio dal lineare al radiale
gli studenti hanno mostrato subito interesse
e si sono messi all'opera utilizzando
non solo carta e matite colorate, ma anche il software
c'è stato anche un momento importante in cui
gli studenti si sono potuti confrontare e fare domande
ad alessia bellezza, tiziana fiamin e katia vinciguerra
che hanno portato in aula la loro esperienza
di applicazione del metodo per studiare,
progettare la tesi di laurea e lavorare
alessia, ad esempio, ha condiviso una mappa mentale
che ha utilizzato nel lavoro per avere sotto controllo
gli elementi più importanti nell'attività di sponsorizzazioni
katia, invece, ha spiegato come ha progettato
la presentazione del piano di comunicazione,
di una grande azienda per cui lavora,
utilizzando sia le mappe mentali che prezi
quest'anno la lezione si è rivelata molto "social"
a partire dai tweet di @MarcoStancati #openaula
per continuare con facebook dove gli studenti
hanno creato un gruppo dove pubblicano le loro mappe
e continuano ad imparare attraverso la condivisione
per concludere la mappa finale delle due giornate
con la quale ciascun studente ha scelto le parole chiave
per descrivere la personale esperienza di apprendimento
:)
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